assassinato A PALERMO NEL 1982

Mattarella ricorda La Torre e Di Salvo: «Impegno comune contro la mafia»

di Nicoletta Cottone

2' di lettura

Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha voluto ricordare le figurE di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, uccisi dalla mafia il 30 aprile 1982 a Palermo. In un messaggio inviato a Vito Lo Monaco, presidente del Centro di studi e iniziative culturali “Pio La Torre”, ha sottolineato come sia importante « rinnovare un fervido incoraggiamento per l'attività educativa e di sensibilizzazione svolta nel loro nome, anzitutto verso i giovani». Il centro studi ha organizzato una manifestazione per ricordare Pio La Torre, segretario siciliano del Pci ucciso da Cosa nostra il 30 aprile del 1982 e ha organizzato uno spettacolo teatrale recitato dai detenuti del carcere Ucciardone di Palermo


Furono freddati da killer in moto
Pio La Torre, segretario regionale del Pci e Rosario Di Salvo - dal 1981 autista e scorta di La Torre - furono uccisi alle 9,20 del 30 aprile 1982, mentre in auto stavano raggiungendo la sede del partito. Una raffica di proettili sparata dai killer su una moto di grossa cilindrata uccise all’istante Pio La Torre. Di Salvo ebbe il tempo di estrarre la pistola e sparare alcuni colpi, prima di soccombere. Furono condannati all'ergastolo come esecutori dei due omicidi Giuseppe Lucchese, Nino Madonia, Salvatore Cucuzza e Giuseppe Greco. Nel 1995 vennero condannati all'ergastolo i mandanti: i boss mafiosi Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci.

Sconfiggere le mafie è un dovere
«Pio La Torre - ha ricordato il capo dello Stato - venne assassinato per il suo impegno civile e politico e la sua figura costituisce un'eredità preziosa per la Sicilia e per l'Italia intera. Nella loro logica disumana le mafie cercano di schiacciare la vita sociale, di soggiogare le istituzioni, di trarre potere e profitti illeciti comprimendo la libertà, la dignità e le opportunità dei cittadini: sconfiggerle è necessario e possibile, anzi è un dovere».

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L’impegno dei giovani è un valore importante
Il capo dello Stato ha ricordato come l'azione di uomini come Pio La Torre e di tanti servitori dello Stato, abbia già inferto colpi durissimi alla criminalità. «Tocca a tutti noi dar seguito a questo impegno comune, affrontando i tempi nuovi, e anche i mutamenti dell'organizzazione mafiosa, facendo tesoro delle esperienze migliori e sviluppando quegli anticorpi che la società democratica ha già dimostrato di possedere». E ha sottolineato come il protagonismo dei giovani e delle formazioni sociali «nel percorso di liberazione dalle mafie è garanzia di riscatto e valore importante per gli uomini e le istituzioni quotidianamente impegnati nel contrasto alla criminalità».

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