Attualità

Patuanelli: in legge di bilancio un ddl sullo statuto delle imprese, fondamentale testo unico sui bonus per l’edilizia

● Visco: piccole imprese devono crescere di dimensione
● De Micheli: ok lista opere da commissariare. «Vedrò Conte»
● Franceschini: dopo crisi tornerà, aiutare le imprese
● Bonomi: occorre un grande Patto per l'Italia
● Patuanelli: impegno per uno Statuto delle imprese
● Mattarella: ripartenza decisiva per il nostro sistema Paese
● Garrone: qualche segnale di schiarita, usare strategia post Lehman Brothers

di Nicola Barone



  • Oltre diecimila le persone collegate all’evento

    Oltre diecimila le persone collegate nella prima giornata dell’evento “Made in Italy: the restart”, organizzato dal Sole 24 Ore insieme al Financial Times e dedicato al rilancio dell’economia nell’era post coronavirus. Mercoledì e giovedì le altre due giornate in programma, con, tra gli altri, gli interventi previsti di Fraccaro, Profumo, Della Valle e Barilla tra gli altri.

  • Salzano (Simest): «Portiamo per mano le aziende verso l'internazionalizzazione»

    «La dimensione della forza di Simest è rappresentata dalla valutazione degli strumenti messi in campo dal governo da parte degli imprenditori. Su 1.3 miliardi di risorse stanziate a oggi siamo arrivati a richieste per 3.1 miliardi. Registriamo un successo senza precedenti delle misure di finanza agevolata. Abbiamo studiato il punto di vista dell'imprenditore e le sue esigenze. La sintesi è: niente burocrazia e liquidità immediata. L'attività di Simest porta per mano le aziende nel percorso di internazionalizzazione, con un pacchetto di misure che rafforzano le PMI nella loro vita all'estero».
    Con queste parole è intervenuto Pasquale Salzano, presidente Simest, nella tavola rotonda “Il Patto per l'Export”, per evidenziare le misure necessarie per sostenere la crescita delle PMI all'estero.

  • Palermo (Cdp): Made in Italy può tornare a correre, il Paese ha potenzialità

    «Il made in Italy può tornare a correre, l'Italia ha grande potenzialità perché ha capacità di innovazione. Siamo un Paese di inventori e siamo al secondo posto in Europa per il manifatturiero, non dobbiamo dimenticarlo. Dobbiamo fare leva su questo per guardare al domani. Ci vuole coraggio e determinazione e noi ci siamo come ci siamo sempre stati». È il cuore del messaggio lanciato dall'amministratore delegato di Cdp, Fabrizio Palermo, al termine della prima giornata del convegno digital organizzato in partnership tra Il Sole 24 Ore e Ft. Essenziale per Palermo è «cercare di fare sistema ma vicino alle aziende sul territorio».

  • Palermo (Cdp): sostegno al turismo come settore chiave

    Il Fondo nazionale per il Turismo «si inserisce in una più ampia strategia che punta a valorizzare un settore chiave dell'Italia che rappresenta il 13% del Pil» oltre all’impatto in termini di occupazione e indotto. Per Palermo gli investimenti devono passare per formazione, innovazione, consolidamento dei gestori perché il turismo ha bisogno di campioni nazionali e una sfida ulteriore è perseguire un campione nazionale dell’hotellerie in Italia. «E l'ultimo pilastro è quello degli asset immobiliari. In questo nasce il Fondo nazionale con cui vogliamo puntare ad acquisire e valorizzare strutture».

  • Battisti (Fs): leva sviluppo con 140 miliardi di investimenti

    «Stiamo atterrando qualcosa come 140 miliardi di investimenti che potrebbe essere la leva per lo sviluppo del Paese e che ci pongono come un asset fondamentale lo sviluppo». Parlando della presenza internazionale del gruppo, il ceo Gianfranco Battisti ricorda che Fs ha «una nuova dimensione che ci permette di diventare più grandi, siamo la terza forza europea del trasporto dopo francesi e tedeschi ma per competere in giro per il mondo dove ci saranno 20 mila miliardi di dollari di investimenti nei prossimi 10 anni dobbiamo diventare più grandi con un sistema di alleanze o conquistando pezzi di volumi e fattura che già andiamo a cercarci in giro per il mondo».

    in Italia «il Sud ha un gap infrastrutturale importante e stiamo portando avanti progetti come l'Alta Velocità da Salerno a Reggio Calabria e il completamento dell'Alta velocità in Sicilia. Riteniamo che nel Recovery c'è una parte di investimenti che supportano queste opere ma ce ne sono altri nel contratto di programma ci sono anche fondi delle Fs».

  • Ferro (Ice): è un momento di ripartenza

    Dopo l'impatto dell'emergenza Covid e «in una fase di convalescenza economica che sarà lunga», nel sostegno al Made in Italy il sistema «è ripartito». Così il presidente dell'Ice, Carlo Ferro, nel ricordare che «nelle ultime tre settimane abbiamo inaugurato dodici eventi fieristici internazionali per otto settori, in sette città». Per Ferro anche la sequenza del dato congiunturale dei mesi di maggio, giugno e luglio dell'export è ragione di conforto. «Credo sia anche il segno del grande ottimismo e coraggio da parte del sistema fieristico, della grande responsabilità e resilienza degli imprenditori, e un po' anche del supporto del sistema Paese. Che è sistema: credo davvero che l'idea delle “tre sorelle” (Agenzia Ice, Sace e Simest), una che si occupa di promozione, una di assicurazione del credito, una di finanziamenti all'internazionalizzazione, sta funzionando. Ed anche perchè le tre sorelle stanno tutte sotto la stessa casa in modo armonioso».

  • Micillo (Intesa Sanpaolo): misure di rilancio contro danni permanenti

    I finanziamenti garantiti, le moratorie e le varie misure varate dal governo per aiutare le imprese a gestire la crisi del Covid «sono stati utilissimi interventi per le aziende al fine di consentire loro di superare il momento più critico ma poi va fatto un intervento strutturale di rilancio del tessuto produttivo per evitare danni permanenti alla crescita pontenziale del Paese». È la posizione espressa da Mauro Micillo, responsabile Divisione Imi Corporate & Investment Banking Intesa Sanpaolo, intervenendo alla conferenza “Made in Italy: The Restart”. Nello specifico «siamo stati la prima banca a fare un accordo con Sace e abbiamo erogato 6,7 miliardi di euro di prestiti garantiti su un totale di 13,9 miliardi, pari a una quota di mercato del 47%».

  • Beltrame (Confindustria): rifinanziare interventi per internazionalizzazione Pmi

    «Le aziende che esportano vanno meglio e crescono di più. Quindi, in questo contesto dove la pandemia sta frenando la crescita economica, è ancora più importante far crescere il numero di imprese esportatrici, supportandole con strumenti finanziari adeguati perché sappiamo che il vero problema in questi mesi è quello della liquidità». Dice così Barbara Beltrame, vicepresidente per l'Internazionalizzazione di Confindustria, nel corso dell'evento “Made in Italy: The Restart” organizzato in partnership tra Sole 24 Ore e Financial Times. «Nei vari decreti sono state previste misure importanti, come il finanziamento, in parte a fondo perduto, per progetti di internazionalizzazione per le Pmi. Si tratta di un intervento che è stato particolarmente apprezzato dagli imprenditori, tanto che le domande hanno ecceduto di gran lunga le risorse messe sinora a disposizione da Simest. Per Confindustria è importante che il fondo venga rifinanziato con una dotazione adeguata”.

  • Crisostomo (Enel): sostenibilità diventi centrale per concessione credito

    «I fattori Esg possono diventare fattori di miglioramento di accesso al credito bancario da parte delle imprese ed esistono da questo punto di vista anche delle evoluzioni da un punto di vista della normativa». Di ciò è convinto il presidente di Enel, Michele Crisostomo. In Enel «qualsiasi cosa ha al centro il tema della sostenibilità» come anche «la scelta delle banche con cui si lavora». La direzione verso la quale occorre lavorare, nel convincimento di Crisostomo, è quella che porta a legare il tema della sostenibilità con i criteri di concessione del credito sia in termini di condizioni che di facilità di accesso.

  • Castagna (Banco Bpm): non c'è crisi di liquidità

    Molti dei finanziamenti e delle moratorie concesse dalle banche sono stati chiesti dalle imprese «a scopo precauzionale», più per un atteggiamento di «estrema prudenza» di fronte alle incognite dalla crisi generata dal Covid-19 che per problemi di liquidità. Tuttavia questa liquidità resta parcheggiata, impedendo una «ripresa degli investimenti». È quanto sostiene il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna. Le misure adottate dallo Stato sono state «un cuscinetto che ci ha portato in una situazione in cui siamo un po' sospesi, perché non percepiamo un peggioramento del credito perché le moratorie evitano i rimborsi e per questa ragione non si generano Npl», a giudizio di Castagna. Si tratta di una situazione «un po' a scadenza» perché «dal 30 settembre per la Bce non vale più quella sospensione che la moratoria aveva e consentiva di non analizzare uno per i uno i crediti dei clienti per capire se avessero la possibilità di rimborsare». Quindi, anche se la moratoria «scadrà il 31 di gennaio» Banco Bpm ha iniziato ad analizzare le posizioni e da questa analisi emerge che «quasi l'80% di chi ha chiesto moratoria lo ha fatto quasi a scopo precauzionale e lo stesso vale per i finanziamenti con la garanzia dello Stato». Non a caso, a fronte di «circa 7 miliardi di questi finanziamenti, siamo cresciuti di circa 7 miliardi di raccolta da parte delle imprese e del corporate. Mi sembra più un atteggiamento di estrema prudenza che significa ancora una non ripresa degli investimenti ma che significa anche che le imprese non sono in crisi di liquidità».

  • Visco: efficaci le misure fiscali contro il Covid-19

    Le misure di risposta economica allo shock pandemico «sono state efficaci, quelle fiscali hanno sicuramente alleviato grandemente i problemi per le imprese e gli individui» anche se ci sarà un aumento dei disavanzi e debiti che «è da tener sempre presente». Per il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco «c'è anche stata una risposta fortissima di politica monetaria. C'è incertezza (sul percorso del tasso d'inflazione, ndr) ma una cosa è certa, c'era un rischio forte di deflazione, era stimata a fine marzo a oltre il 40% di probabilità come caduta dei prezzi per cinque anni, adesso si è più che dimezzata. Era scesa ancora più, a inizio settembre, è risalita dopo le sorprese dai dati sull'inflazione, che però per noi tanto sorprese non erano».

  • Visco: piccole imprese devono crescere di dimensione

    Le piccole imprese italiane hanno un problema di produttività, spesso «non sono in grado di fare investimento tecnologico», e continueranno a incontrare maggiori difficoltà di finanziamento. Pertanto «non possono restare così piccole», secondo il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Gli ultimi dati «mostrano una caduta dello stock dei crediti deteriorati», ma a valle dello shock pandemico «ci sarà sicuramente un aumento degli Npl» per quanto le stime in circolazione possano essere «esagerate». In ogni caso «i rischi ci sono» e «non devono essere minimizzati. È bene per le banche mettere subito a bilancio le perdite probabili».

  • De Micheli: ok lista opere da commissariare. «Vedrò Conte»

    «L’elenco delle opere da commissariare è già pronto, l’elenco dei commissari sta per uscire e a breve incontrerò il presidente del Consiglio su questo». Così la ministra delle infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli nel corso dell'evento Il Sole 24 Ore-Ft. «Abbiamo deciso di lavorare in maniera scientifica, partendo da un criterio: le opere che scegliamo di fare nuove devono rispondere ad alcuni bisogni fondamentali, che sono la totale interconnessione del Paese e l'intermodalità tra tutti i mezzi di trasporto, la sicurezza e la misurazione del benessere finale, che arriverà una volta realizzata, e che sarà misurabile delle comunità e delle imprese che vivono nelle aree attorno a questa infrastruttura».

    «Tutte le opere nelle nostre disponibilità dirette, decise, progettate e finanziate sono tutte cantieri. Dopo tredici mesi di Governo è un segnale importante di volontà che diventa fatti», evidenzia nel suo intervento il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli intervistata dal direttore de Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, circa la possibilità di dare «una spallata» sul fronte delle opere.

  • Franceschini: dopo crisi tornerà, aiutare le imprese

    Per i prossimi mesi «stiamo lavorando sapendo una cosa certa, che appena sarà finita l'emergenza il turismo internazionale in Italia tornerà imponente come prima forse anche di più. Il turismo tornerà e dobbiamo aiutare le imprese aiutare nell'attraversamento di questo deserto». Così il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, intervenendo all'evento Sole 24 Ore-Ft. «Da un lato abbiamo approvato molte misure di emergenza ma va fatto ancora di più perché la crisi si allunga». Bisognerà pensare a «investimenti per il dopo» e per questo sono molte le progettualità nell’ambito del Recovery Fund.

  • Bonomi: occorre un grande Patto per l'Italia

    «Sul fronte nazionale occorre subito una strategia di medio e lungo termine per il supporto e rafforzamento della crescita ed il recupero della produttività. Un grande patto per l'Italia». È uno dei passaggi dell'intervento del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.
    «L'Europa rappresenta per l'Italia l'unica dimensione possibile per garantire stabilità e affrontare le sfide dei prossimi anni» ma «per essere davvero protagonisti in questi processi è necessario rafforzare ulteriormente il sistema nazionale assicurando un forte sostegno alla ricerca e sviluppo, all'industria e allo sviluppo delle competenze, con una strategia chiara, di medio e lungo periodo, resa credibile da risorse adeguate e certa nel tempo». Serve dunque un «efficace supporto al rafforzamento dei partenariati industriali nazionali ed alla loro partecipazione ai grandi progetti europei sulle catene del valore aggiunto».

  • Patuanelli: impegno per uno Statuto delle imprese

    Da una parte l’impegno per lavorare a uno Statuto delle imprese, dall’altro l’annuncio di una razionalizzazione delle norme sui bonus in edilizia per cittadini e operatori. Due le anticipazioni sulle misure in corso di preparazione da parte del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. «La nostra società ha bisogno di imprese forti, che consentano al mondo del lavoro di avere certezze e diano certezze ai lavoratori, possano creare lavoro buono, soprattutto nel Sud Italia dove c'è una forte richiesta e voglia di fare impresa. Quindi credo che sia necessario iniziare un dibattito su questi temi in modo molto laico, ma avendo ben chiaro che dobbiamo fondare e rifondare il modo in cui si fa impresa in questo Paese». Per il ministro «con il decreto semplificazioni abbiamo provato ad eliminare alcuni dei lacci e lacciuoli che stringono l'impresa in modo molto stretto: ma abbiamo una stratificazione normativa nel nostro Paese che è difficilissima da scalfire. Va fatto uno sforzo da parte di tutti ma soprattutto va recuperato il rapporto di fiducia tra chi governa e chi fa impresa».

    Quanto ai bonus in edilizia un problema è la «stratificazione normativa dal 1996 senza essere ricompresa in un testo unico e organico che sarà necessario implementare». Con le azioni avviate il settore dell'edilizia a giudizio di Patuanelli «potrà rivedere la luce e tornare a investire anche sulla forza lavoro». Per il ministro «è importante varare una misura che riesce a centrare più obiettivi», e questa ha durata nel tempo e va valutata nel tempo. Tuttavia «confidiamo che ci sia un effetto economico ma soprattutto di efficientamento».

  • Garrone: qualche segnale di schiarita, usare strategia post Lehman Brothers

    «Dobbiamo puntare alla ripartenza delle esportazioni che purtroppo hanno registrato un calo molto negativo», evidenzia il presidente de Il Sole 24 Ore Edoardo Garrone aprendo il convegno. Nonostante il calo a livello nazionale «arriva qualche segnale di schiarita a livello di trend: da -30,4% di maggio siamo passati al -12,1% di giugno e a -7,3% di luglio, secondo gli ultimi dati Istat. Un recupero confortante anche se non è ancora possibile festeggiare. L’Italia ha superato per l’export momenti ben peggiori, ai tempi di Lehman Brothers nel 2008-2009 con una perdita superiore al 20% ma in meno di 2 anni le aziende italiane hanno saputo recuperare. Nella situazione attuale può aiutare la strategia del 2008, con la diversificazione dei mercati: non puntare solo all'Europa ma a Russia, Africa e a mercati emergenti».

  • Garrone: confronto con alta adesione e di grande profilo

    «Una tre giorni unica rivolta alla business community non solo nazionale ma internazionale che vede riuniti top manager e rappresentanti delle istituzioni». È il presidente de Il Sole 24 Ore, Edoardo Garrone, ad aprire il convegno “Made In Italy: The Restart. Il rilancio dell'economia italiana nel mondo post Covid”. Una occasione che vedrà presenti «5 ministri, 32 sottosegretari, cinque rappresentati del vertice di Confindustria a partire dal presidente Carlo Bonomi, il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco e 40 imprenditori. Una adesione così alta e di così grande profilo esprime la volontà di ognuno a far ripartire il Paese dopo la fase critica che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo».

  • Mattarella: ripartenza decisiva per il nostro sistema Paese

    «La ripartenza dell’industria dopo la fase di blocco» è «decisiva» per il nostro sistema Paese. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato ai vertici del Sole 24 Ore in occasione dell’evento “Made In Italy: The Restart – Il rilancio dell'economia italiana nel mondo post Covid”. La pandemia globale «sta comportando costi elevatissimi per le nostre società ed è necessario uno sforzo comune e un impegno convergente da parte delle istituzioni, delle imprese, di tutte le componenti sociali per attuare un progetto, il più possibile condiviso, orientato allo sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale».

    Per il Capo dello Stato «il carattere innovativo della risposta di cui l'Europa è stata capace e le ingenti risorse che saranno disponibili forniscono un'occasione storica per il nostro sistema economico. L'opportunità di rilancio riguarda il destino stesso della Ue, la sua forza come attore globale, in grado di incidere sulle pressanti sfide che riguardano l'ambiente, il commercio, i modelli sociali, l'assistenza sanitaria. Dal diritto universale al vaccino al superamento di penalizzanti barriere commerciali, sentiamo come interessi e valori europei possano affermarsi a vantaggio di una più proficua cooperazione globale».

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