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Gentiloni: sul Pnrr correggiamo per accelerare. Mattarella elogia l’equità

Il commissario Ue: l’Europa nasce dal rifiuto guerra,, ma rifiuto non definitivo. Il capo dello Stato: nessuna regressione su equità contro povertà

Mattarella: "La liberta' di cui godiamo e' figlia della storia"

4' di lettura

«Viviamo il tempo dell’incertezza e anche della riscoperta della nostra fragilità. L’Europa nasce dal rifiuto della guerra. Ma quel rifiuto non è mai definitivo. Diceva il cancelliere tedesco Helmut Kohl che gli spiriti del male non sono stati banditi per sempre dall’Europa. A noi tocca il compito di evitare il ritorno degli spiriti del male». Questo il cuore dell’intervento del Commissario Europeo per gli Affari Economici, Paolo Gentiloni, all’incontro «Europa e futuro» al Meeting di Rimini. Un discorso molto ampio, nel quale non ha mancato di citare il momento di grande difficoltà che stanno vivendo le imprese, alle prese con il caro bollette, e i dati Cresme sugli appalti pubblicati dal Sole 24 Ore.

Tiene, infatti, banco il tema dell’attuazione del Pnrr: «Bisogna accelerare sui piani, non ripensare o ricominciare da capo. Se c’è qualcosa di concreto da modificare, le porte a Bruxelles sono aperte: ma per cose limitate, non per ricominciare da capo un programma da cui dipende la sorte della economia europea», dice Gentiloni. «Se dobbiamo correggere correggiamo, ma non dobbiamo ricominciare da zero», dice. «È una corsa contro il tempo. Chiunque conosce l’Italia sa della difficoltà dell’attuazione di questi programmi» di sostegno e rilancio «in termini di burocrazia e di passaggi da affrontare. È una corsa contro il tempo per avere non politiche di austerità» ma espansive.

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«Oggi alla economia Ue serve che non si rassegni. Next generation permette di spendere non per scavare buche e poi riempirle ma per obiettivi di futuro. Non bisogna mai sottovalutare i piani di Recovery e il fatto che questo vero e proprio esame di maturità per la Ue emettendoli sarà prevalentemente in lingua italiana: il successo sarà determinato in maniera molto larga dal fatto che l’Italia avrà successo nel sul Pnrr. Senza il successo italiano, il successo del programma europeo sarà impossibile», aggiunge il commissario Ue.

Centrale, nell’intervento di Gentiloni, il tema dell’Europa e dell’europeismo.  Ma soprattutto il ruolo che l’Europa deve avere nel difficile contesto internazionale. «Chi ama l’Europa – dice il commissario Ue – non può rassegnarsi che questa faccia la fine dei sonnambuli del 1912, cioè quella classe dirigente europea che vide scoppiare una guerra, ma assistervi senza far nulla. Abbiamo bisogno di un Europa che non sia spettatrice, ma protagonista. Non c’è nessun altro che possa farsi paladino di quei valori di pace, libertà ed economia sociale». E poi aggiunge: «L’Europa può essere protagonista nel mondo, solo esercitando il proprio ruolo anche fuori dai propri confini, portando avanti una politica estera comune. Questo vuol dire superare soprattutto il principio dell’unanimità. La nostra politica estera - ha evidenziato - si deve rivolgere all’Africa e ai paesi del Mediterraneo. Solo così si impedisce che modelli autoritario, come quello cinese, abbiano campo libero, come sta succedendo in Africa». E infine un appello: «Non è il momento di essere europei riluttanti, perché oggi vuol dire semplicemente nascondere con un velo piuttosto sottile un ritorno di nazionalismi di cui non abbiamo bisogno. No europei riluttanti, sì a un patriottismo che si riconosce nei valori comuni europei – dice il commissario europeo per gli Affari economici –. Se il patriottismo non è visione europea condivisa, se diventa un pretesto per immaginare che si possa tornare a un piccolo mondo antico in cui ognuno risolve i problemi da se, io penso che saremo in una strada sbagliatissima».

Il messaggio di Mattarella

La giornata di lavori, a Rimini, si è aperta all’insegna del capo dello Stato. «È sempre la fedeltà alla persona a porci di fronte alla sfida più grande della contemporaneità: la salvezza del pianeta dallo sfruttamento di cui l’uomo stesso si è reso responsabile. Il nostro è tempo, come ripete Papa Francesco, di ecologia integrale: l’uomo deve ricostruire l’equilibrio con l’ambiente e le risorse naturali e può farlo solo in spirito di solidarietà». Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al meeting di Cl che si apre oggi a Rimini.

«Nessuna regressione su equità contro povertà»

Per il capo dello Stato «la passione per l’uomo ha come presupposto la pace, come orizzonte la convivenza democratica, l’equità sociale, il rispetto di ogni persona nella sua libertà, nei suoi diritti, nelle sue diversità» ed è «un’impresa ci sfida sulla tutela di ogni persona, come nel contrasto alla pandemia, a partire da chi è più debole e in difficoltà. Ci sfida sul terreno della nostra capacità di solidarietà, accoglienza e integrazione. Ci richiama a un senso di giustizia che non tollera regressioni con l’aumento delle povertà e delle emarginazioni».

In Ucraina guerra scellerata, di invasione

«A poca distanza da noi, nel cuore dell’Europa, si combatte una guerra scellerata, provocata dall’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina - scrive Mattarella nel suo messaggio al presidente del Meeting Bernard Scholz -. L’Europa è risorta dal nazifascismo proprio abiurando alla volontà di potenza e alla guerra che ne è diretta conseguenza, ai totalitarismi, alle ideologie imperniate sulla supremazia sia etnico-nazionale sia ideologica. Questa guerra di invasione, con i lutti, le distruzioni, gli odi che continua a generare, scuote l’intera umanità nei suoi valori fondativi e l’Europa nella sua stessa identità».

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