1980-2020

Strage di Ustica, Mattarella: i Paesi alleati collaborino alla verità. Conte: «Ricerca sarà senza soste»

Il presidente del Senato Casellati: «L’Italia intera reclama chiarezza». Il presidente della Camera Fico: «Serve una risposta alle rogatorie internazionali»

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Esperti al lavoro sui resti del velivolo Dc-9 conservati al Museo per la menmoria di Ustica a Bologna

Il presidente del Senato Casellati: «L’Italia intera reclama chiarezza». Il presidente della Camera Fico: «Serve una risposta alle rogatorie internazionali»


3' di lettura

«Non può e non deve cessare l’impegno a cercare quel che ancora non appare definito nelle vicende di quella sera drammatica. Trovare risposte risolutive, giungere a una loro ricostruzione piena e univoca richiede l'impegno delle istituzioni e l'aperta collaborazione di Paesi alleati con i quali condividiamo comuni valori. Il dovere della ricerca della verità è fondamentale per la Repubblica». Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel quarantesimo anniversario della strage di Ustica. Era infatti il 27 giugno 1980, quando alle 20,59 il DC-9 IH870 della compagnia Itavia in volo da Bologna a Palermo scomparve sul radar della torre di controllo di Ciampino: l’aereo si trovava a metà strada tra Ponza e Ustica. Nessuno dei 77 passeggeri e dei 4 membri dell’equipaggio sopravvivsse al disastro. Una strage «impressa nella memoria della Repubblica con caratteri che non si potranno cancellare», come ha detto il capo dello Stato, è tuttora senza colpevoli.

In un post su Facebook il premier Giuseppe Conte scrive che la strage di Ustica «è una delle ferite più profonde nella storia del nostro Paese. L'impegno del Governo e delle istituzioni nella ricerca della verità non deve conoscere soste. La memoria da sola non basta: le vittime e i loro familiari meritano giustizia». Per il presidente del Consiglio «non devono esserci più veli a coprire le pagine più tragiche della nostra storia nazionale».

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Per il Presidente del Senato Elisabetta Casellati «a 40 anni dalla strage che provocò 81 vittime innocenti, Ustica merita giustizia. Avevo fortemente voluto una riunione del Consiglio di Presidenza per la desecretazione degli atti ma purtroppo, nonostante la mia buona volontà, non si è raggiunto un accordo. Mi auguro si arrivi presto ad una definizione necessaria ad accertare i fatti e contribuire a fare quella chiarezza che l’Italia intera reclama». La prossima settimana, ha aggiunto, «convocherò di nuovo il Consiglio di Presidenza perché si arrivi subito alla decisione finale sulla desecretazione».

Per la terza carica dello Stato, il presidente della Camera Roberto Fico, che ha partecipato alla cerimonia di Bologna, «le dichiarazioni del presidente del Senato e del presidente del Consiglio sul tema desecretazioni sono un segnale importante. Ora tutti insieme continuiamo nel lavoro di declassificazione e digitalizzazione e diamo una svolta definitiva alla tante ingiustizie e verità mancanti degli ultimi decenni. Cambiamo il Paese per guardare al futuro. È arrivato il momento». Per Fico la strage del 27 giugno 1980 resta «una ferita immensa per tutto il nostro Paese. Ustica, come ho sempre ricordato, deve essere una questione di Stato e tutto lo Stato deve sentire il senso profondo di questa ferita. Noi siamo un Paese grande, una Repubblica forte, ma su questa vicenda dobbiamo fare tutti molto di più».

L’esponente del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato: «Io, cpme sapete, non mi fermerò mai, perché questa non è una ricerca della verità che può appartenere ad una parte del Paese, è una questione di Stato e come tale va trattata. Sappiamo tutti ormai che quella notte sui cieli italiani c'è stata una vera e propria guerra e il Dc9 è caduto, con 81 vittime, e questo è inaccettabile. Se non fosse stato per i familiari delle vittime e per il giornalismo italiano oggi forse ci staremo raccontando un’altra storia, una storia impossibile da raccontare del danno del cedimento strutturale dell’aereo».

Durante la cerimonia a Bologna la presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti, ha sollecitato il Guardasigilli Alfonso Bonafede (anche lui un esponente di M5S come Fico) su un punto in particolare: «È ancora aperta una indagine da parte della Procura della Repubblica di Roma, a questi giudici deve essere fornito ogni tipo di documentazione. Crediamo a un ruolo determinante del ministero della Giustizia per la gestione delle rogatorie internazionali e per questo chiediamo al ministro Bonafede sforzi ulteriori, mentre gli riconosciamo l’impegno preso per la digitalizzazione di tutti gli atti relativi alla vicenda di Ustica».

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