incontro con il corpo diplomatico

Mattarella: sull’ambiente bisogna passare dalle parole ai fatti

Il capo dello Stato ha sottolineato come ci sia in Italia «una diffusa presa di coscienza riguardo l’esigenza di difendere l'ambiente, anche sulla spinta di un movimento giovanile straordinariamente vivace e esteso»

di Nicoletta Cottone

Mattarella: sull’ambiente si passi dalle parole ai fatti

Il capo dello Stato ha sottolineato come ci sia in Italia «una diffusa presa di coscienza riguardo l’esigenza di difendere l'ambiente, anche sulla spinta di un movimento giovanile straordinariamente vivace e esteso»


3' di lettura

«C’è una diffusa presa di coscienza riguardo l’esigenza di difendere l'ambiente, anche sulla spinta di un movimento giovanile straordinariamente vivace e esteso. Una presa di coscienza che deve tradursi ora in convinta e concreta operatività». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando al corpo diplomatico accreditato in Italia
riunito al Quirinale. E ha ricordato agli ambasciatori riuniti al Quirinale che gli esiti della Cop 25 «purtroppo sono l’esempio di quanto strada debba percorrere la consapevolezza della necessità di salvare il pianeta. Tuttavia la centralità del tema della transizione ecologica equilibrata e sostenibile è un dato ineluttabile delle relazioni internazionali».

Conflitti e tensioni alimentano instabilità
Il capo dello Stato ha ricordato come «conflitti e tensioni alimentano una crescente instabilità minando la capacità di cooperazione. L'ordine internazionale segna il passo con l'affacciarsi di una tendenza alla inversione della gerarchia tra valori universali e pretesi interessi nazionali».

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L’Unione europea faccia salto di qualità
«L’Unione europea - ha sottolineato il capo dello Stato - faccia un salto di qualità che la conferenza del futuro dell'Europa dovrà favorire, complementare con l’Alleanza Atlantica che da 70 anni rimane garanzia di pace e libertà e vorremmo sempre essere strumento di solidarietà». Il capo dello Stato ha sottolineato come il «ciclo istituzionale appena avviato rappresenterà un banco di prova del livello d’ambizione dell’Unione europea. A partire dal negoziato sul bilancio pluriennale, strumento di coesione e di vicinanza ai cittadini nonché di proiezione nel contesto mondiale. Il bilancio sostiene un progetto di integrazione del quale tutti i Paesi membri siamo stati, siamo e saremo beneficiari netti. Non è un esercizio tra chi contribuisce e chi riceve risorse ovvero fra est e ovest
d'Europa».

Unione punto di equilibrio e ancoraggio ai valori
Mattarella ha sottolineato come l’Unione europea rappresenta «un punto di equilibrio e l’ancoraggio a valori che vedono al centro la dignità della persona, garanzie di diritto e certezze di tutela». E ha sottolineato come in questa fase storica la Ue debba «presidiare con fermezza le ragioni di un multilateralismo equo e solidale». Ha ricordato come il bilancio europeo sostenga «un progetto di integrazione del quale tutti siamo stati siamo e saremo beneficiari netti. Non è un esercizio tra i contribuisce e chi riceve risorse ovvero fra est e ovest Europa».

Dazi: Wto vitale ma così minata forza decisioni
Mattarella ha anche parlato della crescente politica dei dazi a limitare gli scambi internazionali. »Una involuzione si registra anche su di un altro piano, quello della libertà dei traffici e del commercio, condizione fondamentale per una crescita economica e sociale che favorisca la pace fra i popoli. Il corretto operare dei meccanismi previsti dall’Organizzazione mondiale del commercio rappresenta un traguardo di civiltà giuridica che consideravamo acquisito. Dobbiamo notare che le difficoltà che si frappongono ora alla normale prosecuzione del funzionamento dei suoi organi giustificano interrogativi anche riguardo la validità che può essere riconosciuta alle decisioni assunte dal Wto nell'esercizio degli ultimi mandati».

Illusione rifugiarsi nella protezione solitaria
E ha ricordato che la «difficoltà di gestione di questa fase di accentuata interdipendenza anzichè indurre, come dovrebbe, a una seria riflessione su come affrontarla insieme, provoca fenomeni di rigetto, prese di distanza e illusoria fiducia nella possibilità di rifugiarsi nella protezione solitaria delle proprie comunità: tutto questo in presenza di fenomeni di dimensione planetaria».

Sulla Libia gioverebbe una visione comune
«Solidarietà politica e comune visione in vicende come quelle che coinvolgono da troppo tempo la Libia sono indispensabili e sarebbero giovevoli», ha detto Sergio Mattarella.

Corsa agli armamenti è regressione piena di rischi
Il capo dello Stato ha anche affrontato il delicato tema della corsa agli armamenti: «Il ritorno alla competizione militare rappresenta per l’intera comunità internazionale un segnale di regressione storica, gravida di rischi».

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