«Da presidenti vigilanza costituzionale»

Mattarella: Ue patrimonio inestimabile, no a rigurgiti nazionalisti


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3' di lettura

La presidenza di Giovanni Gronchi «ha accompagnato la scelta della nascita e dell'avvio dell'integrazione europea, di quella che oggi si chiama Unione Europea e che - pur con lacune e contraddizioni - ha assicurato un patrimonio inestimabile di pace e di benessere». Lo ha detto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ricordando a Pontedera la figura del presidente in carica nel 1957, anno in cui vennero firmati i trattati di Roma istitutivi della comunità europea.

Mattarella ha sottolineato che in Gronchi «non fu certamente estranea la ferma distinzione tra significato e insopprimibilità dei valori patriottici e le infatuazioni di vuoti rigurgiti nazionalistici» e ha ricordato che il presidente della Repubblica è «custode della Costituzione» e svolge «una funzione di responsabile vigilanza costituzionale».

No a rigurgiti nazionalistici
Mattarella ha ricordato che il riferimento di Gronchi «fu, esplicito, a una una coscienza nazionale che si rinnova, che attinge ai valori supremi spirituali e storici che la patria sintetizza». E che «che rende imperiosa - ha continuato l’esigenza dell’autonomia e dell’indipendenza verso ogni egemonia dei più forti» e per questo «preme per rompere il cerchio fatale dei miti della violenza, del diritto della forza, dell’equilibrio di potenze».

Gronchi primo a usare “cassetta degli attrezzi” della Carta
A Gronchi «toccò individuare un ruolo istituzionale sino ad allora non sperimentato nella figura presidenziale, utilizzando la “cassetta degli attrezzi” contenuta nella Carta fondamentale» ha aggiunto Mattarella, spiegando come «i costituzionalisti furono largamente concordi in un giudizio positivo; non altrettanto alcuni commentatori politici». Al politico toscano va dunque «il merito - ha detto Mattarella - di aver saputo accompagnare il nuovo che si manifestava nella vita del Paese; in piena aderenza agli obblighi del mandato affidatogli».

Quella che si chiama oggi Unione Europea - pur con lacune e contraddizioni - ha assicurato un patrimonio inestimabile di pace e di benessere

Dovere del presidente è far rispettare la Carta
Mattarella ha quindi ricordato che «il Presidente della Repubblica pro-tempore è portatore dell’indirizzo di attuazione e di rispetto della Costituzione» . E, citando Giovanni Galloni, ha spiegato che il Quirinale è «un punto di incontro, di supplenza, gestore non già di una politica di governo, che non gli compete, bensì degli indirizzi fondamentali della Costituzione e rispetto ai quali i programmi di governo sono una espressione».

Il messaggio ad Assolombarda
Nel messaggio inviato al presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, in occasione dei lavori dell’Assemblea generale dell’associazione degli industriali milanesi, Mattarella ha sottolineato che « è indispensabile uno sforzo condiviso per dimostrare la capacità del nostro paese di affrontare le sfide. Servono un dialogo costruttivo e un alto senso di responsabilità da parte della politica, delle istituzioni, delle imprese, delle associazioni e della società civile, per scelte consapevoli con una visione di lungo termine nell'interesse collettivo». Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio al . Nel messaggio Mattarella sottolinea inoltre che «il rallentamento del commercio internazionale, i segnali di ulteriori tensioni e misure protezionistiche rischiano di pesare sulla fiducia».

Qualità delle aziende prospera in mondo aperto
Le imprese sono protagoniste di un «sentimento profondo di comunità», scrive ancora il presidente Mattarella, «facendo crescere internazionalizzazione, integrazione tra sistemi produttivi, qualità della vita». E «la qualità delle aziende italiane, e la loro abilità di affermarsi sui mercati internazionali inserendosi nelle catene del valore globale, prospera solo in un mondo aperto e integrato» sottolinea Mattarella, Che confida «nell’apporto che gli imprenditori sapranno dare con determinazione e impegno al progresso della nostra comunità».

Milano e Lombardia modello virtuoso
«Milano e la Lombardia- scrive ancora il capo dello Stato - sono espressione di un modello caratterizzato dall’interazione virtuosa tra manifattura, servizi, istituti di ricerca e università con risultati pregevoli in termini di innovazione, attrazione di talenti e creatività». «Sono portatori - aggiunge - del desiderio di un futuro migliore basato sul senso di responsabilità, maturità da parte della società civile, delle istituzioni, delle imprese».

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