Laurea ad honorem

Mattarella: «Usare il Pnnr per rilanciare le università italiane»

Il capo dello Stato ha osservato che «il vero profitto è la crescita del capitale umano»

di Nicoletta Cottone

Il capo dello Stato Sergio Mattarella (Ansa/Francesco Ammendola)

3' di lettura

«É bene fare tesoro degli insegnamenti tratti in questi due anni difficili. Siamo stati costretti ad affrontare lutti, sofferenze, pesanti limitazioni, e la dura crisi che ne è scaturita condiziona ancora l’economia e gli equilibri sociali. Ma abbiamo compreso, oltre ogni ragionevole dubbio, quale valore abbiano la conoscenza scientifica, la professionalità degli operatori, la coesione sociale, la risposta comune che viene dal senso civico e dalla coscienza di un destino condiviso». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella all’università di Parma che gli ha conferita una laurea ad honorem in relazioni internazionali ed europee.

Usare il Pnrr per rilanciare le università italiane

«In Italia - ha sottolineato Mattarella nella lectio magistralis tenuta all’Università di Parma, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Relazioni internazionali ed europee - - esiste un grande paradosso: siamo la nazione che ha dato origine, forza e continuità all’idea di università ma il nostro Paese si trova in coda, purtroppo, per numero di laureati, per investimenti. La nostra università non risulta attrattiva come meriterebbe. Potremmo dire: non è amata come dovrebbe. Sta a noi utilizzare anche le disponibilità del Piano di ripartenza per dare maggior forza alle università e renderle ancor più una risorsa essenziale per lo sviluppo del Paese».

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Università motore d’Europa, parte integrante dell’evoluzione della società

L’università, ha detto il capo dello Stato, è alle «fondamenta dell’idea di Europa» e rappresenta un «motore del suo sviluppo». La storia delle università, ha aggiunto il capo dello Stato, «è parte rilevante dell’evoluzione delle nostre società. Da quasi mille anni le università connotano l’Europa. Ancor prima che si affermasse l’età moderna, le università lavoravano sul terreno che si sarebbe rivelato propedeutico a una coscienza europea, contribuivano a comporre un corpo unitario, sperimentavano nuove regole del costume civile fondato sul diritto, sulle arti, sulla medicina, sulla filosofia. Non è un caso che l’idea di università si sia sviluppata nel Continente europeo e che tuttora questo abbia il numero più alto al mondo di università e di istituzioni per l’alta formazione». Alla civiltà e alla storia europea, ha detto Mattarella, « non è estranea la vicenda delle sue università: riflettere sull’Europa senza richiamarsi alla loro esperienza sin dall’epoca della peregrinatio dei clerici vagantes significherebbe privarsi di un riferimento essenziale. Così come lo sarebbe non tener conto dello ius commune, elaborato nelle università e che per molti secoli è stato il diritto condiviso dalla gran parte dell’Europa continentale, unificata dai principi fondamentali del diritto».

Il vero profitto è la crescita del capitale umano

Il capo dello Stato ha osservato che «il vero profitto è la crescita del capitale umano». La pandemia, ha poi sottolineato il capo dello Stato, «è stata per l’Unione europea una lezione che ha sollecitato una visione lungimirante: far diventare questo piano di ripartenza la spina dorsale di una nuova più solida e più equa integrazione del Continente” europeo. Si tratta di un salto di qualità capace di rafforzare ulteriormente i legami già esistenti tra i popoli e gli Stati dell’Unione».

Speriamo che il progetto Erasmus riparta

«Speriamo - ha detto il capo dello Stato - che i progetti Erasmus presto riprendano a pieno regime, anzi che si integrino con scambi di ricerca e di esperienze lavorative. I giovani Erasmus - le generazioni Erasmus come ormai si dice comunemente - hanno ripreso una antica e rilevante tradizione universitaria. Sono diventati protagonisti di esperienze di vita, oltre che di studio. Esperienze che hanno reso più forte la loro consapevolezza di essere anche cittadini europei. Hanno avuto prova di un ethos condiviso e lo hanno incrementato nel dialogo, nell’amicizia, nello studio comune».

Il rettore Andrei: «Mattarella infaticabile in tutte le cariche istituzionali ricoperte»

«In tutte le cariche istituzionali che ha ricoperto è stato infaticabile portatore dei principi e dei valori della nostra Costituzione, che definiscono la nostra identità e sono alla base della nostra vita democratica, rappresentando sempre, anche qui, un punto di riferimento e un baluardo: una garanzia, parola, questa, fondamentale in uno Stato democratico», ha sottolineato il rettore dell’università di Parma, Paolo Andrei, durante il suo discorso, in occasione del conferimento della laurea ad honorem in Relazioni internazionali ed europee al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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