il faccia faccia DAVANTI ALLE TELECAMERE

Matteo contro Matteo: pronti al duello in tv

Il faccia a faccia si farà. La data prevista è tra il 15 e il 17 ottobre. E si annuncia pepato

di Andrea Carli e Nicoletta Cottone


Da Serra a Venchi, chi finanzia «Italia viva» di Renzi

3' di lettura

Matteo contro Matteo: il duello in tv si farà. La data prevista è tra il 15 e il 17 ottobre. E il match si annuncia pepato. Matteo Renzi aveva sfidato via Whatsapp Matteo Salvini e il leader leghista aveva detto «Sì». Il siparietto andato in onda nello studio di Porta a Porta preannuncia già un faccia a faccia ad alta tensione, un botta e risposta esplosivo, un incontro atteso da tempo. «Lo scontro vero sarà tra me e Salvini», aveva detto più volte nelle giornate della crisi l’ex rottamatore. Che aveva riferito anche di una telefonata di Salvini dopo la sconfitta al referendum costituzionale: «Mi disse: “Mi piacerebbe un giorno incrociare le lame con te”».

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E ora le lame si incroceranno. E i fendenti non mancheranno. Bisognerà vedere chi sarà più bravo a schivarli. «Ditemi se è normale - ha detto Salvini - uno che ha votato la fiducia a un governo abusivo e il giorno dopo il giuramento dei sottosegretari fa la scissione. Renzi è riuscito a fregare Conte, Zingaretti, Di Maio. Pensavano di star tranquilli sulle loro poltrone e già volano gli schiaffoni».

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Due visioni opposte su come affrontare il dossier migranti
Il “tema dei temi” per Matteo Salvini quando era ministro dell’Interno è stata la gestione dei flussi migratori. Il leader leghista, oggi all’opposizione dopo l’abbraccio tra M5S e Pd nel Conte due, ha fatto della formula dei porti chiusi alle navi delle ong che soccorrono i migranti in mare un vero e proprio cavallo di battaglia. Matteo Renzi sul tema la pensa diversamente. E in occasione del faccia a faccia televisivo la distanza sostanziale tra i due potrebbe emergere. Nei giorni della crisi Salvini ha lanciato l’allarme: un eventuale accordo M5S-Pd farebbe tornare ai 500mila sbarchi «che il Pd regalò agli italiani negli anni passati», ha scritto il leghista in un post su Facebook a metà agosto.

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Quota 100, Renzi: «È una follia»
Altro tema che, con ogni probabilità, potrebbe infuocare il confronto televisivo tra i due Matteo è quello di quota 100, misura cara alla Lega. Il senatore di Rignano ha criticato questa soluzione: «è una follia - ha sottolineato - , è un’assurdità e un sistema che ci costerà decine di miliardi. È uno schiaffo ai giovani».

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Renzi: «Salvini faccia chiarezza sui rapporti con la Russia»
Un altro tema che l’ex segretario del Pd ed ex presidente del Consiglio potrebbe tirare fuori davanti alle telecamere, in occasione del confronto con Matteo Salvini, è il caso dei fondi russi alla Lega. Renzi ha chiesto al leader leghista di fare chiarezza sui suoi rapporti con Mosca. Considerato che quando era al governo nel ruolo di vicepremier e ministro dell’Interno Salvini ha scelto di non intervenire in aula al Senato per chiarire quanto accaduto, è prevedibile che Renzi non si lascerà sfuggire l'occasione di pungolare l’avversario politico su quella vicenda.

La vicenda dei 49 milioni della Lega
Renzi probabilmente andrà a toccare anche l’inchiesta sui fondi della Lega Nord, culminata nella sentenza della Cassazione che ha prescritto il reato di truffa per Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito, condannati in appello rispettivamente a un anno e 10 mesi e a 3 anni e 9 mesi. I giudici hanno confermato la confisca dei 49 milioni alla Lega, mentre sono cadute le confische personali. «Sono anni che vanno avanti con questi 49 milioni, a me non cambia niente. Non mi cambia la vita», è stato il commento a caldo di Salvini. Ma Renzi potrebbe pensarla diversamente, e pressare l'avversario su questa vicenda.

#Matteo contro #Matteo sui social
Nemici anche sui social, che tutti e due ormai usano per le comunicazioni quotidiane. Partita vinta sul fronte dei follower per Matteo di Rignano con 3,4 milioni di seguaci su Twitter contro 1,1 milioni dell’altro Matteo, leader della Lega. Ma su Facebook è in testa Salvini con 3.909.095 follower contro Renzi che ne vanta 1.165.068. Proprio sui social il Matteo di Rignano ha formalizzato il divorzio dal Pd. Fu lui a lanciare un tweet dalle stanze del Quirinale durante un momento istituzionale come la presentazione al Colle della lista dei ministri . E anche Salvini ne fa largo uso, con le dirette o alternando immagini del quotidiano a messaggi politici. Con lui il partito cresciuto a pane e secessione ha cambiato linea, alternando la felpa e i selfie con gli elettori al rapporto senza intermediazioni sui social che consente di intercettare le giovani generazioni.

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