mondiali di nuoto

Matteo Giunta: «Federica campionessa senza limiti. E su Magnini vi dico che…»

di Dario Ricci

Matteo Giunta (LaPresse)

3' di lettura

BUDAPEST - «Come sarà la nuova vita di Federica da centometrista? Lei è un'atleta senza limiti, quindi…». Schegge di futuro, quelle arrivano dalle parole di Matteo Giunta. 35 anni, cugino di Filippo Magnini, segue La Divina dal 2014, prima insieme a Filippo Magno, poi, ora, curando in modo distinto gli allenamenti di entrambi. Da ‘terzo incomodo' della coppia più glamour dello sport italiano, Giunta ha ritrovato nella Duna Arena, tramite l'impresa della sua ‘allieva', il giusto riconoscimento per il duro lavoro fatto in questi anni.

Da Rio a Budapest - «Cosa è cambiato rispetto a Rio2016? Inevitabile che la stagione olimpica porti con sé tensioni e aspettative particolari – spiega il tecnico – e l'anno scorso anche i tempi di avvicinamento avevano incentivato ottimismo e pressioni. Stavolta abbiamo prima smontato, poi costruito: prima Federica ha ripreso fiato, poi abbiamo iniziato a costruire la performance. Il resto lo ha fatto lei, e quando ho visto che in allenamento dava tutto, ho capito che il click era scattato, la voglia si sommava al lavoro».

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Forte in testa - Certezze ricostruite nel fisico, e nella testa, soprattutto. E dal 2015 La Divina – ma anche Giunta – si allena ‘mentalmente' con Bruna Rossi, la ‘mental coach' del Settebello e di molti altri protagonisti degli sport acquatici: «È una figura preziosa, perché una terza persona con cui confrontarsi e crescere, smaltire e gestire tensioni, è fondamentale», spiega l'allenatore.

Buen retiro - Fondamentale pure il ritiro pre-mondiale in altura a Sierra Nevada, in Spagna: «Due settimane decisive – spiega Giunta – che hanno seguito il buon periodo che già avevamo trascorso a Livigno. Avete presente la Sierra Nevada? Eravamo in un albergo tipo ‘Shining'! (ride, ndr): colazione, allenamento, pranzo, riposo allenamento, cena, letto: questa la giornata-tipo. Per fortuna che c'erano anche i fondisti, per far due chiacchiere! E pure loro hanno fatto davvero un bel mondiale».

Cuori divisi - Così come è stato prezioso anche dividere ciò che per un bel pezzo è stato unito: il percorso sentimentale, ma anche quello tecnico, di Pellegrini e Magnini: «Ci sono allenatori che non vogliono neppure delle coppie nei gruppi di allenamento di cui si prendono cura! Io non sono così drastico, ma riconosco che negli ultimi tempi in vasca si erano create delle tensioni che è stato meglio sciogliere…».

Malelingue - Qualche istante se lo prende per sé, Giunta, per rispondere (con elegante misura) a chi lo ha subissato in questi anni di critiche e scetticismo. «Dall'allenatore-amante, all'allenatore inesperto e incapace, ne ho sentite tante, ma col tempo le spalle mi si sono fatte abbastanza grandi per sopportare tutto, e credo che oggi qualcuno si stia rimangiando alcune frasi dette in questi anni».

Futuro - Scettici non mancano, ora, neppure sul futuro tecnico della Divina, che pure ora affronterà l'ultima parte della carriera con tutt'altra levità: «Federica è una campionessa senza limiti, e se la testa la guiderà, potrà fare bene, o molto bene, anche nello sprint. Ha detto che sogna la vita da velocista, perché la immagina più leggera di quella da duecentista? Beh devo parlarle e spiegarle qualcosina al proposito, perché di fatica dovrà farne ancora tanta…». Ma aspettiamo ancora un po', prima che lo spumante dei brindisi lasci di nuovo spazio al cloro della piscina.

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