Sperimentazione

Mattioli, sviluppo tra Torino a Valenza con rotta sull’estero

Nuovi materiali anche nelle lavorazioni per conto terzi

di Filomena Greco


default onloading pic
Oro rosa, titanio e diamanti nella nuova collezione Life di Mattioli

2' di lettura

Suggestioni marine, linee iconiche che nel tempo si arrichiscono di colori e materiali, contaminazioni con il mondo dell’arte. Per Mattioli è sempre tempo di sperimentare. Il brand torinese guidato da Licia Mattioli, imprenditrice del settore orafo e in carica come vicepresidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione, si è ritagliato un ruolo importante sia sui mercati esteri che sul mercato italiano, a cinque anni dalla cessione dell’azienda a Richemont. «Siamo ripartiti nel 2013 con una sturt up di venti persone, oggi siamo a 260 addetti, più di quanti eravamo prima della cessione al gruppo francese».

La realtà produttiva di Mattioli è cresciuta negli anni anche grazie ad acquisizioni di piccole aziende, in particolare nel distretto orafo di Valenza, seconda sede produttiva di Mattioli dopo Torino.

Puzzle, African Queen, Tibet, Reve_r, tra le altre: le collezioni di Mattioli si arrichiscono nel tempo di modelli grazie a sperimentazioni sui colori e le forme, contaminazioni con il mondo dell’arte e alla ricerca costante sui nuovi materiali. Il titanio, ad esempio, o il giaietto, materiale scuro ed evocativo utilizzato nella linea dedicata al continente africano, o ancora la madreperla, da sempre pietra d’elezione per la proposta Mattioli, gli smalti, utilizzati per la nuova proposta di Puzzle. Le linee iconiche accanto all’esperienza dei One-off, delle creazioni in numero limitato, come la serie numerata di anelli dedicati agli «Urban Animals», oppure la proposta dedicata ad Arcimboldo, con quattro anelli disegnati come un vero e proprio omaggio alle stagioni. Esperienza che si è trasformata nel tempo nelle linee Masterpieces, Reve_r o le collezione Fireworks e Life, l’alto di gamma dei gioielli Mattioli.

Origini lontane per la Mattioli, un brand che l’anno prossimo compirà vent’anni, nato dalla storia dell’Antica Ditta Marchisio e dal punzone “1TO” ancora gelosamente custodito in azienda. Un gruppo – con un giro d’affari previsto a quota 65 milioni – «che resta molto orientato all’export, grazie anche alle lavorazioni che curiamo per conto di grandi gruppi internazionali» spiega Licia Mattioli. È lei il direttore creativo della maison, a capo di un gruppo di giovani designer. I gioielli Mattioli sono in 200 punti vendita nel mondo, con un monomarca a Roma, aperto dal 2010.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...