emergenza commissari

Scuola, maturità: arriva la precettazione per i presidenti di commissione

Un’ordinanza della ministra Azzolina consente la nomina d’ufficio per l’esame. Porte aperte anche ai prof con meno di 10 anni di servizio, purché di ruolo

di Eugenio Bruno

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Un’ordinanza della ministra Azzolina consente la nomina d’ufficio per l’esame. Porte aperte anche ai prof con meno di 10 anni di servizio, purché di ruolo


2' di lettura

Corsa contro il tempo per la maturità 2020. La ministra Lucia Azzolina ha firmato l’ordinanza che consente agli Uffici scolastici territoriali di “precettare”i presidenti di commissione mancanti. Consentendo loro di pescare anche tra i docenti con meno di 10 anni di servizio. Purché di ruolo. Nella speranza che il 17 giugno siano tutti al loro posto e, quindi, che l’esame di Stato in presenza possa cominciare.

I presidenti che non si trovano

A due settimane dal via, mancano ancora circa 1.200 presidenti di commissione - il 9,9% del totale, che è di quasi 12.900 - per lo svolgimento dell'esame di maturità che si terrà - in presenza - a partire dal prossimo 17 giugno e coinvolgerà circa 500mila studenti.Le maggiori defezioni si registrano al Nord, a causa di due fattori: i timori di tornare in classe con il contagio di Covid-19 ancora in atto e il possibile, mancato rientro di molti docenti originari del Sud che, complice la possibilità di insegnare a distanza, nel frattempo hanno lasciato la sede di servizio.

La precettazione dei provveditorati

L’allarme sulla difficoltà di nominare i presidenti di commissione è stato lanciato nei giorni scorsi dall’Associazione nazionale presidi. Dopo le rassicurazioni a parole da parte della ministra Lucia Azzolina arriva anche la risposta scritta. Grazie all’ordinanza appena firmata i direttori degli Usr (gli ex provveditorati) potranno nominare coattivamente «il personale non inserito nell’elenco regionale dei presidenti e che non abbia presentato istanza di partecipazione».
In base al decreto ministeriale del 5 marzo 2019 potevano fare domanda di presidenza i dirigenti scolastici sia del primo che del secondo ciclo di istruzione (anche cessati dal servizio da massimo 3 anni) e gli insegnanti in cattedra da almeno da 10 anni. Ma in molti, per i motivi citati prima, si sono guardati bene dal farlo.

La carta di riserva: accorpare le commissioni

La stessa ordinanza permette poi agli uffici scolastici regionali di acquisire le disponibilità eventualmente arrivate dai prof universitari di I e II, dai ricercatori di tipo A e di tipo B previsti dalla legge Gelmini del 2010 e tra gli idocenti con meno di 10 anni di servizio, purché siano stati assunti a tempo indeterminato e non siano già impegnati nell’esame di Stato in veste di membri interni.
In alternativa, o in aggiunta, i direttori degli Usr potranno accorpare le commissioni all’interno della stessa scuola o anche tra scuole limitrofe. Sperando che queste contromisure bastino e che non ci sia una fuga di massa anche da parte dei commisari interni.

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