la decisione del ministro

Maturità in classe dal 17 giugno, il colloquio varrà 40 punti su 100

Al massimo 10 persone in aula tra candidato, commissari e testimoni. Poi riapertura a tappe: a esami finiti centri estivi in cortile, in attesa della ripresa a settembre

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Maturità solo orale dal 17 giugno e con la mascherina

Al massimo 10 persone in aula tra candidato, commissari e testimoni. Poi riapertura a tappe: a esami finiti centri estivi in cortile, in attesa della ripresa a settembre


4' di lettura

Anche i bar, i ristoranti e i centri estetici riapriranno prima delle scuole. Se i primi alzeranno le saracinesche il 1° giugno , le seconde spalancheranno i cancelli solo il 17 dello stesso mese. E limitatamente ai 463mila studenti di quinta superiore che sosterranno la maturità 2020. Nella forma emergenziale voluta dal governo per contrastare l’epidemia di Covid-19: solo orale e in «conferenza personale», come piace dire al premier Giuseppe Conte. E cioè, di persona. Per gli altri 8 milioni di alunni, dall’infanzia alle secondarie di secondo grado, se ne riparlerà invece a settembre. Sulla base delle misure di sicurezza e di distanziamento che la ministra Lucia Azzolina sta studiando insieme al comitato di 18 esperti guidato da Patrizio Bianchi. Con l’obiettivo intermedio di utilizzare, già durante le vacanze, almeno i cortili per ospitare i centri estivi dei bambini.

Il 17 giugno la maturità

Una premessa è d’obbligo. Che cosa ne sarà delle scuole a partire dal 4 maggio non dipende dal Dpcm del 26 aprile, che si limita a prolungare tutte le misure anti-contagio prese finora: la sospensione delle attività didattiche (che proseguiranno a distanza), lo stop ai viaggi d’istruzione e ai percorsi di alternanza e il “semaforo rosso” alle riunioni in presenza degli organi collegiali.
Per il resto fanno fede le dichiarazioni dei membri del governo e le anticipazioni sul lavoro dei tecnici. Da ultime le dichiarazioni della ministra Azzolina durante la diretta con Skuola.net. Ad esempio sulla maturità che prenderà il via il 17 giugno e che dovrebbe svolgersi in presenza. A piccoli gruppi; si parla di cinque alunni al giorno che si succederanno davanti a una commissione di 6 membri interni più un presidente esterno e ad un paio di testimoni. Per un totale di 10 persone presenti in contemporanea all’interno della stessa classe.
La prova sarà unica e consisterà in colloquio di un’ora che darà diritto a 40 punti dei 100 totali, gli altri 60 arriveranno dal curriculum degli ultimi 3 anni. Si partirà da un argomento deciso con i professori e si parlerà anche delle esperienze di alternanza, finché è stato possibile svolgerle, oltre che di cittadinanza e costituzione (dove potrebbe trovare spazio una discussione sul lockdown dovuto al coronavirus). In attesa dell’ordinanza ministeriale con gli ulteriori dettagli sull’esame di Stato (criteri per la lode inclusi) che arriverà a giorni.

Ok ai centri estivi da luglio

In attesa della riapertura vera e propria di settembre una parte degli edifici scolastici potrebbe essere usata, per la soddisfazione di Comuni e Province proprietari degli stabili, per organizzare i centri estivi per i ragazzini durante le vacanze. Limitatamente ai cortili, alle palestre e ai giardini che a partire dal 1° luglio - o comunque da quando saranno terminati gli esami di maturità e gli eventuali lavori di ristrutturazione che nel frattempo venissero cantierati - potranno essere dati in gestione ad associazioni di volontariato, società sportive dilettantistiche, scout per fare svolgere attività all’aria aperta ai bambini. Senza alcun coinvolgimento del personale scolastico però, che al termine delle attività didattiche (in presenza o a distanza che sia) andrà in ferie e con un’eventuale prova generale da fare a maggio (nei parchi e in altri spazi comunali) con gruppi di 3-4 bambini. Così da dare un po’ di respiro ai genitori che lavorano (per loro, infatti, l’esecutivo sta pensando solo ad altri 15 giorni di congedo straordinario, retribuito al 50%; o in alternativa al bonus baby sitter, che il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, vorrebbe utilizzare anche per il pagamento dei centri estivi).

La riapertura di settembre

Ancora tutta da definire è invece la riapertura di settembre. Intanto c’è da capire come far recuperare gli apprendimenti mancanti agli studenti con insufficienze nei giudizi finali, ma comunque promossi, come deciso giorni fa da un decreto dell’esecutivo. C’è poi il tema del distanziamento tra i banchi; un vero e proprio ostacolo visti lo stato degli edifici scolastici, spesso inadatti, e le attuali normative sugli alunni per classe. Dall’infanzia alle superiori infatti in aula si viaggia da non meno di 15-18 alunni fino a un massimo anche di 27-30. L’ipotesi di prevedere più turni sta perdendo quota, anche per la contrarietà della stessa ministra Azzolina, considerato, inoltre, il conseguente impatto sull’orario di lavoro dei docenti. L’idea su cui stanno ragionando ministero e comitato presieduto da Patrizio Bianchi è suddividere le classi in sotto-gruppi, e svolgere le lezioni in parte in presenza in parte a distanza.

Resta da sciogliere chi sarà ad accogliere i ragazzi in aula o via web, vale a dire docenti di ruolo o l’ennesimo valzer di precari. Proprio per scongiurare un boom di supplenti, a settembre se ne stimano 200mila, la ministra Azzolina ha accelerato nella pubblicazione dei bandi di concorso, avvenuta ieri sulla Gazzetta ufficiale, serie Concorsi ed esami, n. 34. Con la selezione straordinaria da 24mila cattedre si prova a stabilizzare i precari di lungo corso. E limitare almeno in parte i disagi legati alla girandola di professori da un anno all’altro.

Per approfondire:
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