Milano

Maurizio Cattelan e l’ineluttabilità della morte

“Breath”, “Ghosts” e “Blind” sono le nuove opere datate 2021 in mostra dal 15 luglio all’HangarBicocca. I tre lavori scultorei rievocano la fragilità della vita, ma anche un florido mercato

di Francesca Guerisoli

Maurizio Cattelan, Breath, 2021. Veduta dell'installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2021. Marmo di Carrara. Figura umana: 40 x 78 x 131 cm. Cane: 30 x 65 x 40 cm. Courtesy l'artista, Marian Goodman Gallery e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto: Agostino Osio.

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L’artista italiano contemporaneo più noto e discusso al mondo, Maurizio Cattelan (Massimo De Carlo, Marian Goodman Gallery e Perrotin) torna dal 15 luglio nella città di Milano con una mostra in Pirelli HangarBicocca a cura di Roberta Tenconi e Vicente Todoli giocata sulla memoria e sulla fragilità della vita. La così lunga attesa di una nuova personale dell’artista – l’ultima era stata quella a Palazzo Reale nel 2010 – avrebbe fatto pensare a una mostra densa di opere, tanto più per via delle dimensioni dello spazio espositivo e, invece, Cattelan sceglie di presentarne tre. Ma si tratta di tre opere potenti, tre atti di una drammaturgia calibrata, misurata, che tocca nel profondo e da cui la provocazione è assente, in cui le tre nuove opere sono legate da un chiaro filo conduttore: l’inevitabilità della morte.

Cattelan e l'arte della memoria all'HangarBicocca

Cattelan e l'arte della memoria all'HangarBicocca

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I precedenti di Cattelan a Milano

Tra gli interventi più noti firmati nel capoluogo lombardo ci sono «Untitled», installazione realizzata con Fondazione Nicola Trussardi nel 2004, che presentava i manichini di bambini “impiccati” alla quercia di Piazza XXIV Maggio, contestata dai cittadini e rimossa in tempo record e, sei anni dopo, la mostra personale “Contro le ideologie”, allestita a Palazzo Reale, curata da Francesco Bonami. Una mostra, quella, che aveva suscitato un acceso dibattito tra l’allora sindaca di Milano Letizia Moratti e l’Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory per via di alcune opere ritenute offensive. La più “scomoda” però non fu «La Nona Ora», che rappresentava il papa colpito da un meteorite (stimata tra 136.501 e 204.751 €, andata in asta da Sotheby’s nel 2018 e aggiudicata per 136.501 €), ma la scultura «L.O.V.E.», ubicata in Piazza Affari nota a livello popolare come “il dito di Cattelan”. La monumentale scultura in marmo di Carrara, che raffigura una mano con tutte le dita mozzate tranne una, posta davanti a Palazzo della Borsa, ceduta dall’artista al Comune di Milano con un atto di donazione, ha un valore economico inestimabile; numerosi sono, però, i multipli di piccole e varie dimensioni e materiali passati in asta per qualche centinaio di euro, alcuni dei quali realizzati dall’artista con Seletti.

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La mostra “Breath Ghosts Blind”

Questa volta, Maurizio Cattelan non espone nel contesto urbano né in uno spazio comunale, situandosi al riparo dalle critiche mosse allora per i suoi interventi pubblici. Come «L.O.V.E.», «Breath», la prima opera che si trova in mostra da Pirelli HangarBicocca, riprende la tradizione della scultura nel materiale, il marmo bianco di Carrara, che Cattelan modella plasmando soggetti e pose anti-monumentali. «Breath» emerge dall’oscurità dello spazio come un reperto archeologico. Un uomo e un cane appaiono dormienti, uniti dal proprio respiro, come sembra suggerire il titolo dell’opera; o forse sono morti: la loro posizione riporta alla mente le figure ritrovate di uomini e donne di Pompei, pietrificate dall’eruzione di lava nel 79 d.C. L’effetto dato dal faro che illumina la porzione di spazio in cui il gruppo scultoreo è adagiato amplifica il bianco del marmo e l’effetto di solennità.
Quanto vale un’opera di questo tipo?
Negli ultimi dieci anni, i valori delle opere scultoree di Cattelan sono piuttosto stabili. Tra le opere che hanno riportato i migliori risultati in asta c’è «Him» (2001, ed. 3), che raffigura Hitler inginocchiato, battuta nel 2016 da Christie’s per 13.330.400 € (stima: 8.770.000-13.155.000 €); e tra le sculture di medie dimensioni aggiudicate tra il 2015 e il 2017 vi sono «Untitled» (1997, ed. 1/3), lo scheletro di un cane che tiene in bocca una copia di “Liberation”, battuta da Christie’s per 461.400 € (stima: 576.750-807.450); «Mini-me» (1999, ed. 10) battuta da Phillips per 543.740 € (stima: 350.800-526.200 €), i poliziotti «Frank and Jamie» (2002), battuta da Phillips per 931.400 € (stima: 931.400-1.397.100 €).

«Ghosts», i nipoti di «Tourists»

La seconda opera in mostra in Pirelli HangarBicocca, anch’essa datata 2021, è in realtà già nota nei suoi singoli elementi: piccioni tassidermizzati. «Ghosts», rispetto alle versioni già viste alla Biennale del 1997 («Tourists») e in quella del 2011 («Others»), appare moltiplicata: nelle navate che fronteggiano le torri di Anselm Kiefer, dove è ancora attivo il centro vaccinale, ben schermate e isolate tramite un ampio telo scuro, sono in penombra. Avvolti dall’oscurità, i piccioni invadono la struttura architettonica dell’ex capannone industriale, si adagiano sul carroponte e osservano ciò che sta loro intorno, ma occorre avvicinarsi molto per vederli, tanto che quando ci si accorge della loro presenza lo spazio assume un che di spettrale. I piccioni tassidermizzati di Cattelan sono sempre stati venduti a gruppi.
Quelli di «Tourists» sono passati in asta varie volte, di cui l’ultima in un gruppo da 9 esemplari battuta da Sotheby’s nel 2018 per 182.002 € (stima: 136.501-204.752 €); nel 2015, sono state aggiudicate altre sue tassidermie degli anni ’90, come ad esempio «Ostrich» (1997, pezzo unico), lo struzzo con la testa inabissata nel terreno, battuto da Christie’s per 1.833.650 € (stima:2.115.750-2.821.000 €) e il coniglietto «Richard» (1996), battuto da Phillips per 84.630 € (stima: 84.630-112.840 €).

Un memoriale destabilizzante

L’ultimo spazio, il Cubo, mostra il terzo intervento di Cattelan, «Blind» (Cieco). Qui, l’artista torna a riflettere su importanti eventi storici e sulle grandi dimensioni presentando una scultura monumentale in resina nera che raffigura un aereo conficcato in un alto parallelepipedo dalla stessa fattura, come se ne fosse rimasto intrappolato per l’eternità. Il riferimento, qui, è all’11 settembre, di cui ricorre il Ventennale quest’anno. L’opera di Cattelan è maestosa e viene da chiedersi dove sarà collocata una volta terminata la mostra, in corso fino al 20 febbraio 2022. Che diventi una nuova opera per uno spazio pubblico, all’interno di un museo o nel contesto urbano? Staremo a vedere.

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