GUIDA MICHELIN

Mauro Colagreco: terza stella e corsa al vertice dei 50Best

di Fernanda Roggero


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2' di lettura

Sul podio dei cinquanta migliori ristoranti al mondo (al terzo posto). Sorridente pigmalione nel talent italiano Top chef. Appassionato sostenitore dei produttori della sua terra d'origine (con progetti concreti e non solo abbracci metaforici). Soprattutto un grande cuoco.
Se le meritava tre stelle Mauro Colagreco, patron del Mirazur di Mentone. E la Michelin - nella edizione francese della guida appena rilasciata - gliele ha finalmente consegnate. Per il cuoco italo-argentino il top a questo punto sarebbe agguantare il vertice della classifica 50Best. Tecnicamente sembrerebbe un gioco da ragazzi. Davanti a lui infatti, solo lo spagnolo Celler de Can Roca e La Francescana di Massimo Bottura che l'anno scorso era riuscito a riannettersi il primato. La rivoluzione appena annunciata da 50Best prevede infatti che i locali già stati in passato ai vertici rientrino in una sorta di empireo, Best of the Best, e diventino da quest'anno invotabili per la classifica.
Strada spianata per Colagreco? Potrebbe. Se non fosse per la piccola furbata - difficile definirla altrimenti - per cui Réne Redzepi risulta incandidabile per il vecchio locale (quello premiato più di una volta) ma non per il nuovo Noma aperto mesi fa sempre a Copenhagen. Si vedrà.
Intanto giustamente Colagreco e l'equipe del Mirazur festeggiano, mentre sono partiti i radicali lavori di ristrutturazione del locale in vista della riapertura primaverile.

Colagreco lo aveva inaugurato nel 2006 e in meno di un anno si era guadagnato la prima stella Michelin.

“Chevalier De L'Ordre National du Mérite”, lo chef patron cambierà ambiente ma resterà fedele alla sua cucina, ricca di erbe e verdure dell'orto casalingo affacciato sul mare della Costa Azzurra e famoso per le numerose varietà di pomodori. Quel che non produce direttamente Colagreco se lo procura quotidianamente al mercato dei contadini di Ventimiglia (il locale dalla vista mozzafiato è letteralmente a due passi dalla frontiera). È uno dei pochi cuochi che al mercato ci va davvero ed ha rapporti stretti, di amicizia, con i fornitori.

I suoi impegni non si fermano all'insegna principale. Ne ha diverse altre in giro per il mondo. Due in Cina, Unico a Shanghai e Le Siècle a Nanchino. Una a Parigi, Brasserie Grandcoeur. Due in Argentina: Carne Hamburgesas a Buenos Aires e nella nativa La Plata. Infine BFire sull'esclusiva Plage Barrière del Majestic di Cannes. Ed è di pochi giorni fa l'annuncio della collaborazione con Sushi Shop, catena di ristoranti di sushi leader in Europa per delivery e take away. Il nuovo menu propone rolls, ceviche e sushi elaborati con lo chef in cui vengono utilizzate alcune sua materie prime d'elezione dall'amaranto ai semi di chia e lo zafferano.

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