arte

Max Beckmann “alla ricerca dell'ideale dietro il reale”

E' online il catalogo ragionato dell’artista tedesco odiato dai nazisti

di Flavia Foradini

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© Kunsthalle HamburgAutoritratto con un bicchiere di spumante, 1919

E' online il catalogo ragionato dell’artista tedesco odiato dai nazisti


2' di lettura

Max Beckmann è stato uno degli artisti tedeschi più significativi della prima metà del Novecento. Odiato dai nazisti, nel 1937 ebbe grande risalto nella “mostra sull’arte degenerata”, dove vennero presentate 21 sue opere, mentre altre centinaia vennero tolte dai musei tedeschi. Un minaccioso avvertimento, che indusse Beckmann a lasciare per sempre la Germania alla volta dapprima dell'Olanda e poi degli Stati Uniti, dove morì nel 1950.

Oggi il perdurante interesse per la sua spiccata originalità gli vale quotazioni milionarie. Una delle istituzioni che vanta una collezione fra le più cospicue di Beckmann è la Kunsthalle di Amburgo. Per 4 milioni di euro ha da poco acquistato dagli eredi l'autoritratto “Florenz” creato a Firenze nel 1907, e ha promosso il nuovo catalogo ragionato dell'artista, appena immesso in rete: 843 opere consultabili gratuitamente.

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Finanziato dalla Fondazione Kaldewei, il lavoro ha richiesto quasi 5 anni: innanzitutto per il controllo e ampliamento del catalogo ragionato, curato nel 1976 da Barbara e Erhard Göpel. E poi per il caricamento di una corposa mole di dati: oltre alle immagini, anche riferimenti a 5100 pubblicazioni e 1350 mostre, a 1100 istituzioni, 264 aste e 2500 nominativi di persone, nonché materiali d'archivio e dati sulla provenienza, un elemento questo non indifferente dato il periodo storico in cui agì l'artista.

“Autoritratto Firenze”, 1907creato nel capoluogo toscano

Agevole fruizione

I naturali destinatari dell'iniziativa curata dalla storica dell'arte Anja Tiedemann e realizzata in collaborazione fra l'altro con la nipote dell'artista, Mayen Beckmann, con il Max Beckmann Archiv di Monaco, sono ricercatori e operatori del settore, ma l'agevole fruizione permette un'immersione anche ai semplici appassionati dell'artista nato a Lipsia nel 1884, dapprima membro della Secessione berlinese e quindi battitore libero fra gli “ismi” della pittura di primo Novecento, e che definì la propria produzione come “oggettività trascendente, alla ricerca dell'ideale dietro il reale” perché “ è la realtà a costituire il vero mistero dell'esistenza”.

© Städel Museum, Frankfurt am Main“Il ponte di ferro”, 1922, © Kunstsammlung_NRW

La consultazione online offre un buon numero di filtri e parole chiave per individuare e accorpare velocemente i dati desiderati: una funzione che surclassa le possibilità del cartaceo, anche se a breve la Fondazione pubblicherà una nuova versione a stampa in due volumi con immagini di grande formato, arricchita da pagine dai diari di Beckmann e della moglie Mathilde e soprattutto fornita di codici Qr che aprono il catalogo online: “E' chiaro che nulla può sostituire l'osservazione e il godimento di un'opera in presenza, tuttavia proprio il sito con il catalogo ragionato è uno strumento che permette rapide ricerche trasversali, e può traslare verso il futuro l'eredità spirituale dell'artista”, spiegano Franz Dieter Kaldewei e Carl-Heinz Heuer della Kaldewei Kulturstiftung.

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