Spazio

Maxi-commessa Esa per D-Orbit

Ordine da 2,2 milioni dall’Agenzia Spaziale Europea per lo sviluppo di tecnologie di rimozione dei detriti spaziali

di Luca Orlando

2' di lettura

Nuova commessa per la comasca D-Orbit, che attraverso la sua filiale britannica firma un contratto con l'Agenzia Spaziale Europea per lo sviluppo di tecnologia per la rimozione di detriti spaziali. Il contratto, del valore di 2,2 milioni di euro, prevede lo sviluppo e la dimostrazione in orbita di un “Deorbit Kit”, un pacchetto autonomo di dispositivi che consentirà a veicoli spaziali di qualsiasi dimensione di eseguire manovre propulsive di smaltimento.

Il kit di smaltimento proposto da D-Orbit è un pacchetto autonomo di dispositivi che può essere adattato a veicoli spaziali di qualsiasi dimensione per consentire loro l'esecuzione di manovre propulsive di smaltimento di fine missione o rimozione a seguito di un guasto, anche in caso di perdita di contatto con il veicolo spaziale. Il kit e la corrispondente conoscenza tecnica sono inoltre competenze fondamentali che potranno essere utilizzate in futuro come parte di missioni pilota per la rimozione attiva dei detriti.

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«Crediamo che lo sviluppo e la dimostrazione in orbita di questo sistema - commenta Simon Reid, COO della filiale britannica di D-Orbitaprirà la strada allo sviluppo di diverse altre applicazioni di sistemi di rimozione orbitale autonome per future missioni in orbita bassa terrestre. Inoltre, il lavoro svolto nell'ambito di questa attività creerà una competenza fondamentale che potremo sfruttare in futuro per missioni di rimozione attiva dei detriti, come ad esempio l’installazione in orbita di kit di de-orbitaggio su satelliti già nello spazio».

D-Orbit guiderà un consorzio nello sviluppo del kit multiuso, che sarà installato inizialmente su un payload adapter del razzo Vega chiamato Vespa (Vega Secondary Payload Adapter). Questo tipo di attrezzatura viene tradizionalmente lasciata in un’orbita di smaltimento graduale che, sebbene conforme alle attuali linee guida internazionali, contribuisce al crescente problema dei detriti. Il kit sarà installato prima del lancio per eseguire una manovra propulsiva di rientro su un’area disabitata designata poco dopo il rilascio del payload.

D-Orbit decolla con i big dell'aerospazio

«Questo contratto - afferma Luca Rossettini, CEO di D-Orbit - rappresenta un’importante pietra miliare per il gruppo D-Orbit e per l’intero settore spaziae . Noi, pionieri dello spazio nell’ecosistema industriale spaziale, dobbiamo farci avanti e agire per preservare il futuro del nostro business e dell’intera umanità. Il primo prodotto che abbiamo lanciato sul mercato molto tempo fa era un dispositivo per lo smaltimento: oggi stiamo lavorando per far sì che il problema dei detriti spaziali si trasformi in un’opportunità commerciale e in una risorsa per il futuro sviluppo dello spazio».

Oltre a D-Orbit, il consorzio comprende Airbus Defence and Space, ArianeGroup, GMV Innovating Solutions e Optimal Structural Solutions.

Fondata nel 2011, D-Orbit è attiva non solo nelle attività di de-orbitaggio ma ha sviluppato anche nuove tecnologie di rilascio programmato di satelliti in orbita, progetti (Ion Satellite Carrier) già testati con successo nei primi lanci e che già rappresentano importanti commesse per l’azienda comasca, che ha già trasportato con successo 63 payloads commerciali .

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