Maltrattamento animali

Maxi multa da 10 mila euro per chi non fa curare il cane

di Patrizia Maciocchi


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1' di lettura

Scatta il reato di maltrattamento di animali per il padrone che non fa curare il suo cane, per una malattia destinata ad aggravarsi, a farlo soffrire e a mettere a rischio la sua integrità. Paga così una maximulta di 10 mila euro il proprietario di una cagnolina, che non era stata portata dal veterinario malgrado avesse delle ulcere visibili, che erano degenerate in tumori. Ad avviso del difensore, al suo assistito si poteva rimproverare la trascuratezza ma non la volontà di far soffrire il cane. La Cassazione non è d’accordo e detta una massima di diritto da tenere presente per evitare processo e condanna. Per la Suprema corte, infatti «Configura la lesione rilevante per il delitto di maltrattamento di animali, articolo 544-ter, in relazione all’articolo 582 del Cp (lesioni personali), l’omessa cura di una malattia che determina il protrarsi della patologia con un significativo aggravamento di sofferenze e di un apprezzabile compromissione dell’integrità dell’animale». Per i giudici, non è rilevante la volontà di cagionare la malattia, ma l’aggravamento della patologia che, senza le idonee cure era peggiorata e aveva sottoposto il cane a grandi sofferenze. L’assenza di cure deve dunque « ritenersi dolosa, intenzionale e non colposa, in quanto la condizione della cagnetta era riscontrabile in maniera evidente». Il padrone è stato condannato anche a pagare 2500 euro all’associazione animalista che si era costituita parte civile, da aggiungersi alle spese del processo e alla multa.

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