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Maxi rimbalzo a Francoforte per Wirecard, la fintech “continua l'attività”

Intanto si addensano le nubi su EY, da anni revisore dei conti di Wirecard: secondo il ‘Financial Times’ la società si sta preparando alle ricadute dello scandalo, che lei stessa ha portato a galla, con il rifiuto a certificare i conti 2019 in assenza di riscontri su 1,9 miliardi di euro, in teoria depositati in conti bancari delle Filippine e nella realtà inesistenti

di Giuliana Licini

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(EPA)

Intanto si addensano le nubi su EY, da anni revisore dei conti di Wirecard: secondo il ‘Financial Times’ la società si sta preparando alle ricadute dello scandalo, che lei stessa ha portato a galla, con il rifiuto a certificare i conti 2019 in assenza di riscontri su 1,9 miliardi di euro, in teoria depositati in conti bancari delle Filippine e nella realtà inesistenti


2' di lettura

Wirecard mette a segno un mega-rimbalzo alla Borsa di Francoforte, dopo la discesa agli inferi delle passate sedute. Si addensano invece le nubi su EY, da anni revisore dei conti di Wirecard: secondo il ‘Financial Times’ la società si sta preparando alle ricadute dello scandalo, che lei stessa ha portato a galla, con il rifiuto a certificare i conti 2019 in assenza di riscontri su 1,9 miliardi di euro, in teoria depositati in conti bancari delle Filippine e nella realtà inesistenti.

EY ha detto ai propri senior partner – riferisce il ‘Ft’ – di prepararsi ad avere “colloqui difficili” con i clienti sull’audit di Wirecard. L’indicazione è quella di dire che “l’obiettivo” della truffa internazionale ordita da Wirecard è stato quello di “imbrogliare gli investitori e EY”. Il quotidiano britannico riferisce per altro, che il nuovo ceo di Wirecard, James Freis, in carica da una settimana dopo le dimissioni del fondatore Markus Braun (arrestato su richiesta della Procura di Monaco e rilasciato su cauzione), ha detto al consiglio di sorveglianza che semplici controlli di base sarebbero stati sufficienti a scoprire la truffa. Un gruppo di investitori attivisti, l’olandese Veb, si è già mosso, chiedendo un’indagine completa sull’operato di EY su Wirecard, da parte della Bafin, l’ente di sorveglianza della Borsa tedesca (a sua volta finita nel mirino delle autorità Ue) e un gruppo di investitori ha avviato un’azione legale in Germania, secondo quanto ha indicato l’avvocato berlinese Wolfgang Schirp. Il Ft riferisce anche che non è stata pagata la retribuzione di giugno dei dipendenti di Wirercard in Germania, Francia e Lussemburgo, mentre il pagamento sarebbe regolare negli altri Paesi. Sabato, Wirecard, che nell’arco di poco più di una settimana ha visto il proprio valore di Borsa ridursi del 90%, ha comunque reso noto che le sue attività andranno avanti, nonostante il deposito del bilancio avvenuto giovedì scorso. Secondo il consiglio di gestione della fintech, questa è la soluzione migliore “nell’interesse dei creditori”, mentre la Procura di Monaco procede con l’esame della richiesta di procedura di insolvenza. I giudici possono sia decidere di mettere la società in amministrazione controllata, il che permetterebbe una ristrutturazione, oppure optare per la liquidazione se non c’è speranza di ripresa. Wirecard ha anche precisato sabato che “le filiali del gruppo, ad eccezione di una piccola controllata, non hanno presentato richiesta di procedura di insolvenza”.

Resta, quindi, fuori dal procedimento anche la Wirecard Bank, dove i pagamenti “continueranno ad essere trattati senza restrizioni”. La società precisa anche di essere “in contatto permanente con le organizzazioni di carte di credito”. Secondo indiscrezioni della scorsa settimana, i due big del settore, Visa e Mastercard, starebbero ripensando le loro relazioni commerciali con il gruppo. Nel Regno Unito, la Fca, l’organo di sorveglianza del settore finanziario ha intanto congelato le attività della filiale britannica di Wirecard, spiegando di voler “proteggere” i soldi di quanti le utilizzano.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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