analisiExploit per il gruppo dei servizi petroliferi

Maxi rimbalzo per Saipem: per Hsbc è da scommessa per il 2019 nell'oil

di Andrea Fontana

2' di lettura

Rimbalzo consistente di Saipem che era stata protagonista negativa del FTSE MIB nell'ultima settimana: la forte correzione dei prezzi del petrolio nei giorni scorsi è stata alla base del calo del 15,78% messo a segno in cinque sedute dalla società di servizi per l'industria petrolifera. Oggi invece le azioni sono arrivate a guadagnare anche l'8% grazie al supporto degli analisti di Hsbc che tornano a indicare una raccomandazione "buy" su Saipem con un target di prezzo comunque più basso del precedente (da 4,6 a 4,5 euro).

Per analisti Hsbc è storia di ristrutturazione su cui puntare
«Saipem è il titolo che riteniamo avere maggiore upside dopo il forte sell-off. Ha il maggiore potenziale tra le aziende del suo comparto in funzione dei catalyst di breve termine come il potenziale cambiamento strutturale nella flotta di perforazione offshore nel 20019, un legame più profondo con Aker Solutions e il turnaround nel medio-termine del segmento Engineering&Costruction onshore. In un' ampia analisi sulle prospettive del comparto dei servizi per l'industria oil nel 2019, gli stessi analisti di Hsbc mostrano una preferenza per un approccio selettivo che punti o su storie di ristrutturazione aziendale, come Saipem e come Bake Hughes, o su gruppi dal business diversificato, come Schlumberger e John Wood, o sui business legati allo shale oil e in particolare alle conseguenze dei problemi al bacino di Permian, come Halliburton o Weir.

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Parziale sollievo per i prezzi del petrolio
Intanto il prezzo del petrolio conosce un parziale recupero sia nel Brent (a 61,1 dollari al barile nella consegna gennaio) sia nel Wti (a 51,8 dollari sempre nella scadenza gennaio) dopo la pesante correzione di venerdì che aveva portato il Brent sotto i 60 dollari per la prima volta da oltre un anno e il Wti newyorkese a cadere di quasi l'8% (peggiore performance da luglio 2015): ma i fondamentali dell'industria dell'oro nero restano invariati, spiegano gli analisti, con l'embargo soft all'Iran e i timori per l'eccesso di offerta di prodotto che pesano sui prezzi aspettando indicazioni su quanto verrà deciso in seno al meeting dell'Opec del 6 dicembre.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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