operazione gdf pavia

Maxi-truffa nelle energie rinnovabili, frodi su 143 milioni di contributi statali. Ai domiciliari Franco Tali, ex ad Saipem

Undici misure cautelari (6 arresti domiciliari e 5 obblighi di firma) e oltre cinquanta perquisizioni in diverse regioni

Undici misure cautelari (6 arresti domiciliari e 5 obblighi di firma) e oltre cinquanta perquisizioni in diverse regioni


2' di lettura

I militari della Guardia di Finanza di Pavia, con i carabinieri Forestali e del Comando provinciale, stanno seguendo undici misure cautelari (6 arresti domiciliari e 5 obblighi di firma) e oltre cinquanta perquisizioni in Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Sardegna e Lazio nell'ambito di una maxi truffa nel settore delle energie rinnovabili L'organizzazione ha frodato allo Stato oltre 143 milioni di euro di contributi pubblici.

L'operazione che vede impegnati più di 200 militari, con il supporto di elicotteri e di cash dog della Guardia di Finanza è coordinata dal pm Paolo Mazza. Nelle prime ore della mattina di mercoledì 27 gennaio le Fiamme Gialle stanno eseguendo perquisizioni, sequestri di rapporti bancari, quote societarie, veicoli, immobili e terreni per oltre 140 milioni di euro nella disponibilità degli indagati.

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Per il procuratore di Pavia Mario Venditti e il pm Paolo Mazza, quella portata a termine dalla società Biolevano nel settore delle energie rinnovabili è “una truffa ai danni dei cittadini” in quanto sulle bollette è prevista una specifica voce riguardante le rinnovabili.

Franco Tali (ex ad di Saipem) ai domiciliari

C'è anche Pietro Franco Tali, ex amministratore delegato di Saipem (fino al dicembre 2012 e attualmente senior adviso di Tecnimont, che detiene una quota di minoranza di Biolevano Srl), tra le persone finite ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta. Il manager aveva quote della Biolevano, nel Pavese, che si occupava di lavorare gli scarti legnosi ma le aveva cedute a una società risultata a lui riconducibile. Il meccanismo era basato su falsa documentazione che attestava come gli scarti provenissero da una filiera 'breve' (entro 70 chilometri dall'impianto), ciò che consentiva il massimo dell'incentivo. In realtà, il materiale proveniva da altre regioni. Sono stati sequestrati oltre 140 milioni, il corrispondente dei benefici indebitamente ricevuto negli anni.

Sequestrati anche terreni e ville

I militari della Guardia di Finanza e dei carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria della Procura di Pavia hanno sequestrato 69 rapporti bancari, 22 quote societarie di altrettante società del gruppo del valore di circa 19 milioni di euro, 147 fra veicoli, immobili e terreni del valore di oltre 12 milioni di euro. Tra gli immobili, ci sono anche un prestigioso appartamento nel cuore di Milano, una villa di pregio con piscina vista mare a Portobello di Gallura (Sassari) e una villa in collina a Galbiate (Lecco) oltre all'intera centrale elettrica del valore di circa 70 milioni.

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