Sicurezza alimentare

Maxisequestro di pomodoro dall’Egitto: contaminato dai pesticidi

Sequestrati fusti di concentrato per un milione di euro. In Italia otto prodotti su dieci pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall'estero

di Micaela Cappellini

(Ansa)

2' di lettura

La Procura di Nocera Inferiore e i Carabinieri per la Tutela agroalimentare hanno sequestrato d’urgenza 821 tonnellate di pomodoro semilavorato, del valore di circa un milione di euro, ritenuto contaminato da pesticidi. I livelli dei composti chimici rilevati nel pomodoro erano tali da far ritenere agli inquirenti concreto il rischio di nocività per la salute umana. La merce era stoccata in migliaia di fusti metallici contenenti ognuno mediamente 250 chili di prodotto in attesa di essere lavorata e confezionata, solitamente in barattoli e tubetti di diversi formati, per la successiva vendita sul mercato - prevalentemente estero - come doppio o triplo concentrato di pomodoro. Per quanto ingente, la quantità di pomodoro semilavorato sequestrato rappresenta solo ciò che resta di una partita ancora più importante: è stato accertato, infatti, che già alcune centinaia di tonnellate sono state commercializzate in Paesi Ue ed extra-Ue.

«Il sequestro di concentrato di pomodoro proveniente dall'Egitto conferma l'allarme per l'importazione di cibi di bassa qualità, con il rischio che vengano spacciati come made in Italy», scrive la Coldiretti in una nota. L'operazione segue infatti di poche settimane il sequestro di migliaia di tonnellate di concentrato di pomodoro straniero inserito nel ciclo produttivo come pomodoro 100% toscano, che ha coinvolto la Petti. Nei primi due nmesi del 2021 le importazioni in Italia di derivati di pomodoro sono aumentate di ben il 23% soprattutto dalla Cina, mentre i quantitativi provenienti dall’Egitto sono praticamente raddoppiati (+83%) rispetto allo scorso anno.

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L'operazione dei Carabinieri di Nocera è avvenuta proprio all'indomani della Giornata mondiale Onu della Salubrità Alimentare, che classifica l’Italia tra i Paesi più sicuri al mondo. Nel nostro Paese, sul totale dei 297 allarmi alimentari che si sono verificati nel 2020 sulla base delle elaborazioni del sistema di allerta Rapido (Rassf), solo 51 hanno riguardato prodotti con origine nazionale. «In altre parole – scrive la Coldiretti – oltre otto prodotti su dieci pericolosi per la sicurezza alimentare provengono dall'estero».

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