giovani talenti

Maxxi Bulgari Prize, i tre finalisti in mostra a Roma

Il vincitore della nuova edizione sarà decretato entro la fine della mostra cioè il 7 marzo 2021

di Redazione Moda

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Il vincitore della nuova edizione sarà decretato entro la fine della mostra cioè il 7 marzo 2021


2' di lettura

La pandemia non ferma la nuova edizione del Maxxi Bulgari Prize, che a Roma dal 2018 vede uniti il museo di arti del XXI secolo e la maison di gioielli nel sostegno ai giovani talenti italiani dell'arte. Le opere site specific di Giulia Cenci, Tomaso De Luca (nella foto in alto) e Renato Leotta, i finalisti del premio, saranno esposte al museo di via Guido Reni fino al 7 marzo 2021. I tre artisti, di età compresa fra i 32 e i 38 anni, sono stati scelti da una giuria internazionale composta da Hou Hanru, direttore artistico del Maxxi; Bartolomeo Pietromarchi, direttore Maxxi Arte; Manuel Borja-Villel, direttore del Museo Reina Sofía di Madrid; Emma Lavigne, presidente del Palais de Tokyo di Parigi e Victoria Noorthoorn, direttrice del Museo di Arte Moderna di Buenos Aires.

Natura, diversità e arte

I loro lavori, pensati, prodotti e realizzati appositamente per il premio, sono esposti in una mostra a cura di Giulia Ferracci che coinvolge lo spettatore sin dalla lobby e si sviluppa nella scenografica Galleria 5, al terzo piano del museo. Le sculture zoomorfe di Giulia Cenci sono un monito sul futuro dell'umanità, mentre la videoinstallazione di Tomaso De Luca è un’ode alla libertà e alla diversità e Renato Leotta riflette con “Roma e Fiumi” sul tempo sospeso di alcuni monumenti di Roma, fra cui l’area sacra di largo di Torre Argentina (che è peraltro oggetto di lavori di restauro finanziati con un milione di euro da Bulgari). Entro la fine della mostra, la stessa giuria internazionale sceglierà il vincitore, la cui opera entrerà a far parte della Collezione del Maxxi.

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L'installazione di Giulia Cenci

L’impegno di Bulgari per il museo e per Roma

«Ancora una volta, gli artisti finalisti del Maxxi Bulgari prize ci offrono una lettura del mondo in cui viviamo attraverso il loro personalissimo linguaggio – ha detto Jean-Christophe Babin, ceo Bulgari - e un uso di tecniche espressive fortemente innovative.

L'installazione di Renato Leotta

Le loro opere ci invitano a una riflessione su temi universali come il cambiamento, la rigenerazione creativa, una concezione alternativa dello spazio e del tempo. Il nostro impegno a fianco del Maxxi è un modo per offrire al museo e a Roma i doni più preziosi: l’audacia e lo spirito libero dei protagonisti dell’arte di domani».

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