Hi-tech

Mazda, cento anni fuori dagli schemi

La casa di Hiroshima prosegue nel suo percorso verso l’innovazione

di Massimo Mambretti

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La casa di Hiroshima prosegue nel suo percorso verso l’innovazione


2' di lettura

Festeggiando il centesimo compleanno la Mazda ribadisce il suo ruolo di costruttore creativo e innovativo. Determinazione, esperienza e inventiva sono gli ingredienti che hanno permesso al brand di essere quello di maggiore successo del Sol Levante. Oggi, questo cocktail è ben rappresentato dall’ultima creazione: la Mx-30, prima full-electric della Mazda. Il crossover è il nuovo, ma non l’ultimo, tassello dell’approccio multisoluzione con cui a Hiroshima affrontano il tema della riduzione dei consumi e delle emissioni.

Il piano prevede l’impiego delle tecnologie più adatte ed eco-sostenibili per ogni modello, quindi senza standardizzazione, e affianca quelli legati alla ricerca di carburanti alternativi, allo stile e all’intensificazione del dialogo diretto fra uomo e macchina.

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La sintesi più attuale di quanto sinteticamente esposto è, per l’appunto, la Mx-30, da poco in vendita a 35.000 euro. Il crossover si presenta con una linea che enfatizza la sua personalità senza concentrarsi sulla sua natura elettrica, diversamente da molti rivali. Tra le particolarità inserite nella sua levigata silhouette ci sono anche le porte ad anta di armadio, scelte per facilitare l’accessibilità che contribuiscono a incrementare la confidenza con cui ci si avvicina alla Mx-30. Sotto le vesti l’approccio multisoluzione ideato da Mazda per la mobilità sostenibile si concretizza attraverso con l’ampio impiego di materiali green, l’architettura appositamente sviluppata per i modelli elettrici, il powertrain e la sua rete elettrica.

La MX-30 prima elettrica Mazda

Il primo sviluppa 145 cv e spinge la Mx-30 sino a 140 all’ora, la seconda integra una batteria relativamente piccola, ovvero da 35,5 kWh, quindi prodotta con minori emissioni di CO2. L

a scelta limita l’autonomia a 200 chilometri, ma implica anche tempi di ricarica meno lunghi e un peso inferiore rispetto a un accumulatore più robusto e, infine, apre la strada a una soluzione range-extender.

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