AUTO HISTORY

Mazda, cento anni di storia: dal sughero ai motori rotativi. Sempre con lo sguardo verso il futuro

La Casa di Hiroshima festeggia un secolo dalla fondazione della Toyo Cork Kogyo

di Mario Cianflone

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La Casa di Hiroshima festeggia un secolo dalla fondazione della Toyo Cork Kogyo


6' di lettura

Prende il nome dall'antico dio persiano della luce e noto per le sue idee e concetti non convenzionali. Mazda ne ha tratto ispirazione tanto da diventare il marchio automobilistico giapponese di maggior successo. E quest'anno festeggia il suo centesimo compleanno.

L’inizio col sughero
Molte case automobilistiche, quando sono nate, pensavano a produrre qualunque cosa, tranne le automobili. Peugeot, ad esempio costruiva macinacaffè. Lo stesso è successo per Mazda che, esattamente 100 anni fa, mai avrebbe pensato di diventare il primo produttore di auto giapponese.

Il 30 gennaio 1920 a Hiroshima fu fondata la Toyo Cork Kogyo Co. Ltd per produrre sughero, ovvero il più importante sigillante industriale dell'epoca. Un anno dopo, il sughero era ormai prodotto in abbondanza e il nuovo capo dell'azienda Jujiro Matsuda decise di convertire la produzione alla moderna ingegneria meccanica.

Bisogna attendere il 1930 per vedere il primo prototipo di un triciclo da carico motorizzato. Il suo nome originale Mazda-Go, ha un enorme successo, e diventa il primo best seller dell'azienda. Allo stesso tempo, il marchio comincia a farsi conoscere nel mondo. Foneticamente ricorda il nome del fondatore, ma soprattutto Ahura Mazda, l'antico dio persiano della luce e l'origine delle culture orientali e occidentali.

Prima auto, primo best seller
La prima auto venne prodotta nel 1940, ma la seconda guerra mondiale ne blocca la produzione in serie. La bomba atomica su Hiroshima inizialmente seppellì tutte le ulteriori ambizioni. Ma sulle ceneri di quanto rimasto, proprio nel 1945 Mazda riprende a produrre veicoli commerciali. I tempi sono difficili in Giappone nel dopoguerra, ed infatti la prima auto a marchio Mazda appare solo nel 1960, per la precisione con il modello R360 Coupé. Subito si distingue per alcuni accorgimenti di design molto “trasgressivi” per l’epoca: ha una lunghezza di meno di tre metri e un peso di soli 380 chilogrammi e, se paragonata a un’auto attuale, sembra più una macchina giocattolo.

Mazda Luce

L’enorme successo che travolge Mazda negli anni ’60 lo si deve anche alla collaborazione il designer italiano Bertone. Il primo modello nato da qusta partnership, nel 1963, è la Mazda Familia, che divenne una delle auto più vendute nella classe medio-bassa. Tuttavia, il modello più amato diventa la Mazda Luce, inclusa la versione coupé presentato nel 1966 che divenne un'icona del design con le sue linee in stile italiano e il caratteristico doppio faro.

Il successo del motore rotativo
Il futuro è nel DNA della casa automobilistica. Un primo passo in questa direzione fu la prima Cosmo Sport 110 S lanciata nel 1967, una coupé sportiva con uno stile mai visto prima per l'epoca. Questo modello diventa famoso anche per essere stato il primo veicolo con un motore a pistoni rotanti che Felix Wankel aveva originariamente sviluppato per NSU. Questo “sgarbo” lo si deve a Tsuneji Matsuda, figlio e successore del fondatore Mazda, che nel 1961 capì il potenziale di installare su un’auto un motore compatto e leggero, e acquisì la licenza dagli Svevi.

Mazda Cosmo

Il pistone rotate è stato il precursore di una straordinaria storia di successo, tanto che le auto con questo particolare motore hanno consentito a Mazda di vendere più di un milione di veicoli. Tra i vari modelli vale la pena ricordare la leggendaria vettura sportiva RX-7 (del 1978), entrata nella storia come l'auto di maggior successo con motore rotativo con 471.018 modelli venduti. I successi di Mazda si spostano anche nel motorsport; infatti, è diventata la prima casa giapponese a vincere la mitica 24 ore di Le Mans nel 1991 con la 787B, dotata, appunto, di motore a pistoni rotanti a quattro dischi. L'ultimo modello con il motore rotativo è stata la coupé sportiva RX-8 (dal 2003).  Mazda ha inoltre visto in anticipo il potenziale rappresentato dall’idrogeno. La Mazda Demio FCEV presentata a Kyoto nel 1997 viene considerata una delle prime concept al mondo di auto realizzabile a celle a combustibile.

Mazda RX-7

Wankel, motori affascinati ma poco affidabili e avide di carburante
Tuttavia, anche il motore aveva alcuni difetti. In particolare, era molto assetato di carburante e soffetto a rotture, il che portò per la prima volta a un forte calo delle vendite durante la crisi petrolifera a metà degli anni 70. Tuttavia, Mazda è ancora convinta che l'insolita tecnologia del motore sia ancora vincente e prevede di utilizzarlo presto come un range extender nella MX-30 , la prima auto elettrica della casa giapponese.

Oltre alle inconfutabili caratteristiche tecniche, le auto Mazda erano particolarmente apprezzate per la loro affidabilità. Nota di merito soprattutto per la Mazda 323, che fu presentata per la prima volta nel 1977 all'IAA di Francoforte e divenne uno dei modelli giapponesi più venduti anche al di fuori dei confini del Paese. Nel complesso, il vero avversario della Golf è stato costruito in sei generazioni, inclusa la 323F in versione coupé a cinque porte o con un potente motore V6. Il successo della casa di Hiroshima è continuato nel 2003 con la Mazda 3, che attualmente sta suscitando scalpore con il suo design perfettamente sagomato e il "motore Diesotto" Skyactiv-X.

Rinasce la roadster grazie alla MX-5
Quando il genere delle due posti open sembrava ormai morto e sepolto, Mazda, a sorpresa, presentato nel 1989 la MX-5 , un'auto sportiva leggera e aperta che combinava l'eleganza italiana e la velocità britannica con affidabilità e un prezzo competitivo. Oggi, dopo quattro generazioni e oltre un milione di veicoli prodotti, la MX-5 di Mazda è la roadster più venduta di tutti i tempi, che è sopravvissuta a tutte le imitazioni che nel corso degli anni hanno cercato di “rubare” quote di mercato.

Mazda MX5

Mazda ha continuato a sorprendere con una tecnologia insolita e concetti di guida, mostrandosi molto spesso in anticipo sui tempi. Un esempio è stato il Bongo Sky Lounge, che utilizzava pannelli solari per fornire l'aria condizionata. Stiamo parlando del 1983, dieci anni prima rispetto ad altre case che hanno copiato questa tecnologia. Anche le quattro ruote sterzanti introdotte nel 1987 nella Mazda 626 4WS per migliorare l'agilità e la sicurezza hanno stupito gli esperti. Altra innovazione si è materializzata con la Mazda MX-3 lanciata nel 1991 con il V6 da 1,8 litri, che all'epoca era il sei cilindri di serie più piccolo al mondo. Ad oggi i veicoli Mazda si basano intorno ai motori Skyactiv-X , propulsori a benzina azionati dall'accensione per compressione come avviene per un motore diesel.

Biocarburante dalle alghe
Mazda con l’andare del tempo ha spostato la sua attenzione e il proprio sviluppo tecnologico verso la sostenibilità. Come risaputo, rispetto al 2010, le emissioni di CO2 devono obbligatoriamente essere ridotte del 50% entro il 2030 e del 90% entro il 2050, pena sanzioni molto salate. Nel definire la sostenibilità, Mazda adotta la realistica prospettiva “well-to-wheel”, abbracciando l’intero ciclo di vita del carburante, dalla sua estrazione sino al tubo di scappamento dell’auto. Con questo in mente, l’approccio multi-soluzione dell’azienda punta a offrire i giusti propulsori per le varie regioni con mix energetici e politiche sulle emissioni differenti.

Questo è il motivo per cui la prima auto elettrica Mazda MX-30 è stata lanciata a settembre di quest'anno con una batteria relativamente piccola per ottenere rapidamente un bilancio di CO2 favorevole. Questo implica un’autonomia non particolarmente alta. Ma per ovviare a questo, Mazda sta preparando una versione con un range extender, dove un piccolo motore rotativo a combustione si occuperà di caricare la batteria garantendo quindi più chilometri da precorrere.

La riduzione delle emissioni è anche al centro di un progetto di ricerca che Mazda sta conducendo insieme all'Università di Hiroshima e al Tokyo Institute of Technology. L'obiettivo è sviluppare un biocarburante a base di bioalghe coltivate artificialmente. Poiché durante la combustione il carburante a base di bioalghe rilascia la stessa quantità di CO2 che era stata precedentemente rimossa dall'atmosfera mediante fotosintesi durante la crescita delle alghe, la carbon footprint è in pratica pari a zero.

Non è un caso che Mazda sia impegnata nella ricerca e sviluppo di nuovi carburanti. A parte il crossover elettrico MX-30, in Mazda non hanno abbandonato l’idea i produrre nuovi motori a combustione. Presto si vedrà una nuova generazione di motori diesel Skyactiv-D più potenti ed economici.

Special edition per celebrare il compleanno
Per celebrare i 100 anni di attività, verrà lanciata per la prima volta un'edizione speciale limitata su alcuni modelli, che ricorda la combinazione di colori della primissima vettura Mazda. I modelli 100th Anniversary Special Edition adottano la combinazione di colori bicolore in bianco e rosso bordeaux che fu utilizzata per la R360 Coupé quando entrò sul mercato nel 1960.

Mazda R360

Tutti i modelli “speciali” sono prodotti solo in bianco satinato metallizzato o, nel caso dell'MX-30, in bianco pietra di luna metallizzato. All'interno, tappetini e coprisedili in pelle sono tinti in bordeaux. Solo la Mazda MX-5 e la Mazda MX-30 sfoggiano anche il tetto bordeaux come la mitica R360 Coupé.

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