TEST DRIVE DELLA SETTIMANA

Mazda Cx-30: ecco come va la versione mild hybrid da 122 cv

È il secondo modello della nuova generazione Mazda. Dopo Mazda3, arriva Cx-30, il crossover compatto che abbiamo provato nella variante con powertrain con mild hybrid da 122 cv.

di Giulia Paganoni


Mazda CX-30, il suv giapponese sfida i tedeschi su stile e hi-tech

3' di lettura

 Dopo Mazda3 arriva Cx-30, il crossover compatto che conduce il marchio giapponese in un nuovo segmento di mercato. Essenziale esteticamente e funzionale, oltre che piacevole, alla guida. Ecco le nostre impressioni dopo un long test drive con il benzina 2 litri mild hybrid da 122 cv. 

L’inconfondibile Kodo design 
Il design è quello della nuova era giapponese. Linee essenziali ma di carattere, qualità tipiche del Kodo design. Lunga 4.395 mm, larga 1.795 mm, alta 1.540 mm e con un passo di 2.655 mm, la Mazda Cx‐30 si posiziona tra la city crossover della gamma Cx-3 e la Cx5. Alla base c’è l’architettura di nuova generazione Skyactiv Vehicle Architecture che sfrutta l’innata capacità di equilibrio dell’uomo e riduce il rumore all’interno dell’abitacolo. 

Interni essenziali ed ergonomici 
Gli interni riprendono questo stile essenziale e pensato ponendo al centro il conducente. La posizione di guida è ottima, mettendo a proprio agio sia chi predilige una seduta alta che chi la preferisce bassa. Inoltre, l’ergonomia è quella del Jinba Ittai, dove l’auto viene percepita come un’estensione del corpo del conducente. 

Inoltre, uno dei punti di forza di questo modello è lo studio della visibilità: i montanti molte volte ostruiscono la vista mentre qui sono stati pensati in modo tale da essere il più discreti (ma sicuri) possibile. 

Sono numerosi i vani portaoggetti. Lato passeggero non convince del tutto come sono posizionate le bocchette di aerazione, che risultano un po' troppo basse. 

Connettività ai massimi livelli 
Il cruscotto è digitalizzato, strumenti e display centrale sono stati tutti ridisegnati per presentare i dati in un modo più semplice e chiaro, mentre i caratteri della grafica sono stati unificati. Al centro della plancia è presente un display da 8.8 pollici (non è touch) che risulta posizionato un po' troppo basso nella parte sinistra dato che il cruscotto fa un’onda e lo copre lievemente. Le informazioni visualizzate su questo sono selezionate dalla manopola posta nel tunnel centrale. Come standard, il sistema Mazda Connect di ultima generazione dispone dei moduli Android Auto e Apple Car Play. 

Sistemi di assistenza alla guida aggiornati 
Per quanto riguarda i sistemi di assistenza alla guida, Mazda Cx-30 è dotata del sistema i-Activsense, in grado di assistente il conducente ad accorgersi e evitare i potenziali pericoli. Al lungo elenco già noto, si aggiungono altre tre nuove funzioni di sicurezza attiva: sistema di monitoraggio del conducente (Driver Monitoring), rilevazione anteriore pericolo in uscita parcheggio (Fcta, Front Cross Traffic Alert) e funzione di supporto alla guida in colonna (Cts, Cruising & Traffic Support). 

Gamma motori: c’è anche il mild hybrid e l’abbiamo provato
La gamma propulsori comprende i più recenti powertrain Mazda Euro 6d‐Temp, i diesel Skyactiv‐D e i benzina Skyactiv‐G, compreso il “motore magico”: lo Skyactiv‐X a benzina che lavora come un diesel. Questi possono essere abbinati al cambio manuale a sei marce Skyactiv‐Mt o al cambio automatico a sei rapporti Skyactiv‐Drive. 

Nella prova abbiamo testato lo Skyactiv-G, benzina 2 litri da 122 cv con una coppia di 213 Nm e dotato del sistema Mazda M Hybrid per contribuire a ottenere maggiori risparmi in fatto di consumi. Questo è dotato della disattivazione dei cilindri per cui spegne due dei quattro cilindri in situazione di basso carico, come quando si viaggia a velocità costante. Spegnendo i due cilindri esterni si riducono le perdite di pompaggio e la resistenza meccanica.

Curiosità alla guida 
Piacevole da guidare, anche nella versione con cambio manuale, dove gli innesti sono sempre precisi e il comfort di bordo elevato. La qualità dei materiali è da vera auto premium che può andare a competere contro le più affermate tedesche. Un elemento su cui i tecnici potrebbero lavorare è la visibilità posteriore, dove i poggiatesta del secondo sedile risultato un pochino alti andando a ostruire la vista, ma si tratta di un piccolo dettaglio nel complesso di un’auto davvero valida. 

Durante la prova abbiamo scoperto una curiosità mai notata su altri modelli (a nostra memoria): gli ugelli lavacristalli sono fissati ai bracci dei tergicristalli in modo tale che il loro spruzzo sia ripulito immediatamente dopo l’applicazione e non interferisca con la visibilità o lo spreco di acqua. Queste soluzioni si combinano per dare al conducente una visione ottimale e per mantenere una chiara visibilità in caso di pioggia. 

Il prezzo di listino per questa versione top di gamma con benzina da 122 cv parte da 30mila euro. 

Per approfondire:
Mazda, debutta CX-30 e il motore magico che va come un benzina e consuma come un diesel
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