Made in Japan

Mazda CX-60, come è fatto e quanto costa la versione Phev per l’Italia

La casa di Hiroshima introduce un nuovo modello top di gamma che sposta il posionamento del brand verso l'alto

di Massimo de Donato

Mazda CX-60, il reveal a Roma

2' di lettura

Dopo la premiere internazionale, Mazda ha presentato alla stampa italiana XC-60, il suv ibrido plug-in con cui la casa giapponese si gioca l'ingresso in una importante fascia di vendite del mercato suv . Sviluppato sul concetto “Noble Toughness”, nobile possenza, il suv del marchio di Hiroshima fonde il design curato, secondo i dettami dell'ormai famoso Kodo-Soul of Motion, alla robustezza dell'architettura dell'auto e delle motorizzazioni. Sviluppato su una piattaforma longitudinale esclusiva di Mazda, si presenta con una linea di cintura netta e d'impatto che, dal terzo finestrino laterale, sembra disegnare un tratto a gomito inclinato capace di dare il senso di stabilità tipico di una vettura ben salda a terra. L'organizzazione longitudinale della meccanica, con motore anteriore e trazione posteriore, ha lo scopo infatti di assicurare una buona tenuta di strada e una certa piacevolezza di guida e, inoltre, visto anche il posizionamento della batteria nel punto più in basso possibile all’interno della scocca, contribuisce a un assetto particolarmente basso e a un soddisfacente mantenimento degli spazi interni.

Mazda CX-60, il debutto in Italia del nuovo suv

Mazda CX-60, il debutto in Italia del nuovo suv

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A proposito di spazi interni, disponibile anche nei particolari allestimenti top di gamma Takumi, più elegante anche nel nuovissimo colore Rhodium White, e Homura, più sportiva, la CX-60 sfoggia negli interni materiali pregiati – sempre pensando al posizionamento nel mercato premium – come il legno d'acero, la nappa, le finiture cromate. L'abitacolo, infatti, anche per mezzo di un ambient lightning ben congegnato, fa di tutto per trasmettere una sensazione di premiumness all'automobilista che si trova di fronte un cruscotto rinnovato nel design e all'insegna del concetto di Musubu, il modo esclusivamente giapponese di legare i tessuti e tenere insieme i materiali.

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Già ordinabile e disponibile nelle concessionarie da settembre, il suv nipponico debutterà in versione Phev con un powertrain che combina un motore Skyactiv-G quattro cilindri benzina a iniezione diretta con un motore elettrico e una batteria ad alta capacità (17,8 kWh), che generano un combinato da 327 cavalli: la potenza maggiore espressa da Mazda, almeno su strada. In grado di raggiungere una velocità massima di 200 km/h in modalità ibrida, la CX-60 attesta i suoi consumi su 1,5 litri/100 km e ha un'autonomia in solo elettrico che può superare, soprattutto in ambito urbano, i 60 km.

Il suv si basa, come già ricordato, sull’architettura multi-soluzione Skyactiv (Skyactiv Multi-Solution Scalable Architecture) che, combinando i suoi elementi a un sistema di trazione integrale permanente, conferisce una manovrabilità, comfort e precisione di guida all'altezza dei competitor del segmento.

In linea con la migliore tradizione del Sol Levante, la nuova di casa Mazda mette a disposizione tecnologie interessanti come il Mazda Driver Personalization System, che consente di regolare automaticamente l’ambiente circostante in base alle preferenze del guidatore, e il Kinematic Posture Control che facilita la maneggevolezza e la stabilità in curva.

La versione base di CX-60 è disponibile già da circa 50mila euro, per il top di gamma – l'allestimento Takumi – il prezzo sale a quasi 64mila euro.

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