BEV

Mazda MX-30 in prova, ecco come va la prima elettrica della casa giapponese

Abbiamo guidato il nuovo crossover a ioni di litio pronto per arrivare nei concessionari ad agosto

di Nicola Desiderio

default onloading pic

Abbiamo guidato il nuovo crossover a ioni di litio pronto per arrivare nei concessionari ad agosto


5' di lettura

Una elettrica che sia una vera Mazda, e addirittura una MX, nome che da 34 anni rappresenta il concetto di auto sportiva. Questa è la sfida della MX-30, il crossover ad emissioni zero che, dopo il debutto al Salone di Tokyo , è pronto finalmente ad arrivare nei concessionari da agosto. In attesa della portata principale, abbiamo potuto darle un assaggio molto particolare tra le strade di Roma, in parallelo con la MX-5.

Prima di arrivare alle sensazioni, bisogna ricordare che la MX-30 deriva dalla CX-30 uguagliandone la lunghezza di 4,4 metri, ma con uno stile più da coupé, tetto a contrasto, verniciatura tritono e linee più regolari, meno muscolose. L'altro tocco di Mazda è nelle portiere freestyle, ovvero senza montante e con quella posteriore incernierata all'indietro. Una chiara citazione della RX-8, ultima Mazda a motore rotativo per quella che dovrebbe resuscitarlo.

Mazda MX-30, le foto del debutto a Roma

Mazda MX-30, le foto del debutto a Roma

Photogallery15 foto

Visualizza

La tecnica

La MX-30 avrà infatti una versione ad autonomia estesa dotata di un piccolo monorotore utilizzato come generatore di bordo, ma la sua originalità “elettrica” non si limita certo a questo, anzi è assai più profonda.Mazda infatti ha scelto di adottare una batteria di soli 35,5 kWh, sufficiente per un'autonomia di 200 km (WLTP) poiché, secondo la casa giapponese, assicura un'impronta di CO2 inferiore nell'intero ciclo di vita e una dinamica di guida da vera Mazda. Il ragionamento è articolato, ma coerente. Una batteria piccola vuol dire minor utilizzo di energia e di risorse, anche rare e preziose, che sono tra l'altro riciclabili con difficoltà o in minima parte.

Sul piatto c'è anche che la maggior parte dell'energia disponibile non proviene da fonti rinnovabili. Una batteria relativamente leggera (310 kg in questo caso), posizionata al centro e in basso per compensare l'aumento della massa, permette di mantenere le tipica qualità stradali che Mazda riassume nella formula jinba ittai, ovvero il legame fisico e spirituale che il cavaliere realizza con il proprio destriero.Questa simbiosi segue precise leggi fisiche, ma nel caso della MX-30 i tecnici di Hiroshima l'hanno perseguita anche attraverso aspetti “soft”. Il più interessante è la gestione delle accelerazioni e dei rallentamenti coinvolgendo la postura del corpo e l'udito di chi guida.

Un progetto originale

Per questo e tanti altri motivi la MX-30 è un'auto davvero interessante e originale, già nel modo in cui ti accoglie. L'accessibilità è ovviamente ideale per chi si accomoda davanti, dietro è più complessa per la posizione arretrata dello schienale rispetto al giro porta mentre l'assenza del montante è una benedizione nel caso si abbiano bambini con relativi seggiolini da sistemare. Il bagagliaio ha una capacità simile a quella della MX-30 (341 litri minimo), ma non c'è il portellone elettrico.La plancia ha un doppio schermo. Quello superiore è panoramico da 8,8” e si comanda solo attraverso la voce e la manopola sulla console a ponte. Quello inferiore da 5” è invece a portata di dito e serve solo per la climatizzazione.

L'integrazione con Android Auto e CarPlay è buona e più avanti arriverà anche una app per la gestione in remoto di alcune funzioni della vettura, compresa la climatizzazione e la ricarica il cui livello può essere preimpostato anche al di sotto del 100% con l'obiettivo di preservare la salute della batteria. Anche in questo caso l'obiettivo è stato minimizzare il peso di cavi e dei caricatori di bordo, da 6,6 kW in corrente alternata e fino a 50 kW in continua. La strumentazione è digitale, ma con una grafica tradizionale e ha un indicatore mai visto su un'auto elettrica: quello della temperatura della batteria raffreddata a liquido.Ulteriori originalità, ma dotate di perfetta coerenza, sono i tessuti dei sedili e il rivestimento sui pannelli porta ricavati al 20% da PET riciclato, ma soprattutto le superfici in sughero, tributo ecosostenibile alle radici di Mazda, nata 100 anni fa come azienda che lavorava questo materiale che, per ogni MX-30 prodotta, vuol dire un guadagno di 1,4 kg di CO2 assorbita dall'atmosfera. Anche le pelli e le plastiche seguono protocolli di ecocompatibilità e la qualità percepita, tranne qualche particolare, è elevata.

La tecnologia

La dotazione di sicurezza presenta evoluzioni rispetto alle altre Mazda: ora ci sono la gestione attiva dello sterzo nel caso la vettura stia uscendo dalla carreggiata o ve ne sia un'altra nella zona cieca ai retrovisori, inoltre il sistema di frenata autonoma funziona anche agli incroci e in condizioni di luce scarsa, persino in presenza di pedoni o ciclisti.Il motore, fornito dalla Hitachi, eroga 107 kW e ha una coppia di 270,9 Nm. E ci si accorge che anche i decimi contano non appena ci si muove e si accelera. La spinta è estremamente regolabile, morbida e graduale, accompagnata da un suono che incrocia il rumore naturale del motore con frequenze artificiali. Questa combinazione crea una sensazione generale molto simile a quella di un'auto a combustione interna. Con le levette dietro al volante si possono selezionare 5 livelli di recupero che corrispondono ad altrettanti livelli di erogazione. Dunque la posizione che offre maggiore decelerazione è quella con la risposta più mite all'acceleratore mentre quella più “libera” è anche quella più “vivace”. Di livello notevole sia la risposta del pedale del freno, forse la migliore in assoluto tra i veicoli elettrificati di ogni ordine e grado, sia l'isolamento acustico. Sulle strade di Roma, nuovamente trafficate, il rotolamento è virtualmente assente.Sulle poche curve che abbiamo affrontato, il suv elettrico giapponese si rivela facile e istintivo creando ulteriore sintonia con il guidatore e facendo dimenticare che l'autonomia indicata all'inizio della prova era di circa 170 km.

Vocazione urbana

Nelle intenzioni di Mazda, la MX-30 è un'auto cittadina o per chi in garage ne ha almeno altre due. Il particolare confronto con la MX-5 potrebbe sembra velleitario, invece suggerisce qualche analogia sulla naturalezza della risposta alla vettura alle sollecitazioni dal guidatore e, in definitiva, ribadisce un concetto tipicamente Mazda: per divertirsi non servono prestazioni mirabolanti (0-100 km/h in 9,7 s. 140 km/h), ma vale soprattutto l'equilibrio. In questo, e nella generale originalità del progetto, la MX-30 è una Mazda autentica.La MX-30 arriverà nei concessionari ad agosto in tre allestimenti (Executive, Exceed ed Exclusive) a partire da 34.900 euro. Fino al 30 giugno è prenotabile online la Launch Edition che, al prezzo della Executive, offre le dotazioni della Exceed aggiungendo una wallbox da 7,4 kW o una tessera di ricarica Engie sufficiente per una ricaricare gratuitamente 10.600 km. Mazda Italia afferma di aver già convertito 40 delle 60 prenotazioni in contratti ai quali vanno aggiunti 35 esemplari venduti ad una società di noleggio. Numeri che invitano all'ottimismo in un mercato che per quest'anno dovrebbe assorbire 24mila auto elettriche con una quota vicina al 2%. Salvo ulteriori incentivazioni statali.

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti