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Mbappè show: Francia e Inghilterra si trovano nei quarti. Ma le piccole crescono

Gli exploit del Giappone e del Marocco hanno lasciato il segno. Sono solo segnali, non  ancora certezze, ma il sospetto  è che il calcio si stia  globalizzando

di Dario Ceccarelli

Calcio: il mondiale mancato per gioco e valori

5' di lettura

Siamo al giro di boa. Dopo due settimane, il Mondiale in Qatar entra nel vivo. Archiviate le grandi sorprese (il flop tedesco e belga) ormai siamo negli ottavi. Dopo il polverone iniziale, si comincia a tirare le fila. La tendenza è chiara:  gli squadroni, smaltite le ruggini, hanno cominciato a ingranare grazie anche all’apporto dei bomber più attesi, Mbappè tra tutti. 

Però c'è qualche vibrazione nell’aria. Gli exploit del Giappone e del Marocco hanno lasciato il segno. Sono solo segnali, non  ancora certezze, ma il sospetto  è che il calcio si stia  globalizzando. E che i tempi stiano davvero cambiando. Le Regine del calcio sono  ancora  dominanti, però qualcosa nella periferia del mondo si sta muovendo. Nell’attesa di vedere come andrà a finire, diamo i voti alle squadre che ci hanno più colpito.

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INGHILTERRA 7,5

Leoni lanciano un nuovo ruggito travolgendo (3-0) un tenero Senegal troppo fragile e pasticcione per opporsi alla nazionale di Southgate che ora troverà la Francia nei quarti, un fatto inedito perchè le due rivali non si sono  mai affrontate in una partita ad eliminazione diretta in un grande torneo. Gli inglesi, prima di maramaldeggiare col Senegal, hanno rischiato in almeno tre occasioni ma poi, dopo tanto scialo, sono finalmente passati in vantaggio  al 40’ con un sinistro di Anderson. Dopo fila tutto liscio con Kane ( prima rete in questo mondiale) e Saka che arrotondano il bottino. Una vittoria facile, ma con qualche leggerezza di troppo da evitare con la Francia. Non un test probante, quindi, ma che  aumenterà  l’autostima. L’umore è alto e  Harry Cane ha finalmente segnato in una squadra dove tutti vanno facilmente in rete (12 gol in totale). Buon segno, ma con la Francia serve un ulteriore salto di qualità 

FRANCIA 7,5

Niente da dire: la detentrice del titolo continua a far paura. Lo si è visto con la Polonia. Per 40 minuti sonnecchia, con un atteggiamento da sciantosa quasi irritante. Ma quando si mette male, scatta la zampata. Prima  quella di Giroud (straordinario il suo mondiale, chissà Pioli come se la gode) e quindi quella  Mbappè, un ghepardo che non dà scampo.  E' di un livello superiore. Con la sua doppietta ora guida la classifica dei marcatori a quota 5 reti. Grazie ai suoi talenti la Francia va. Non è al cento per cento, ma comunque in netta crescita.  Rischia di confermarsi campione del mondo. Per noi italiani, un secondo smacco. 

ARGENTINA 7,5

Eppur si muove. La squadra di Messi, grazie alle sue magie e a quelle di Alvarez, prende il volo. Non è ancora un volo imperioso, ogni tanto rallenta, ma ormai procede sicura. L’Argentina ringraziare Leo Messi che nel giorno della sua millesima partita (contro l’Australia), l’ha tirata fuori dalla melma con una delle sue rasoiate. Per la Pulce è un grande balzo in avanti. Non solo realizza il nono gol in un Mondiale (meglio di lui solo Batistuta), ma fa capire a tutta la squadra che Messi c’è. E che tutto è possibile. Come quando ha saltato da solo in dribbling mezza Australia. Ricordava il Grande Diego, ma fate finta di non averlo sentito. Strepitoso anche Alvarez, centrocampista con vocazione al gol. Se si sveglia anche Lautaro (più rintronato di Lukaku)  son guai per tutti. A partire dall’Olanda che l’Albiceleste incrocerà nei quarti riproponendo una sfida ormai storica. 

OLANDA 7

E chi l’avrebbe detto? Gli orange di Van  Gaal, trascinati da un fantastico Dumfries, mettono all’angolo  gli Stati Uniti (3-1) e vanno dritti ai quarti dove sfideranno proprio l’Argentina. Prima della vittoria sugli Usa, a questi olandesi non avremmo dato un centesimo. Ora bisogna stare all’occhio. A parte Dumfries, di un altro pianeta, l’Olanda ha trovato un suo equilibrio da non  sottovalutare. Non gioca all’olandese perchè Van Gaal sa di non aver a disposizione dei fenomeni. E quindi sta coperto. Ma intanto procede. Occhio alle sorprese. Nel 2014 perse la possibilità di conquistare la finale solo ai rigori. Anche allora c’era Van Gaal. E l’avversario fu proprio l’Argentina.

GIAPPONE 7

Tanto di cappello a questi scatenati nipotini dei samurai. Quando si applicano, non li ferma più nessuno. Lo si è visto con la Spagna, che li ha sottovalutati e, nella ripresa, è stata rimontata. Hanno grinta, organizzazione e una gran voglia di arrivare lontano. E’ il nuovo che avanza. Il Sol Levante.  Oggi giocano alle 16. Fossimo nella Croazia non staremmo tanto tranquilli. 

MAROCCO 7

Idem come sopra. Sono fieri, bravi e perfino organizzati. In un girone non scontato, hanno battuto il Belgio e il Canada.  Martedì incontrano la Spagna non sempre delle meraviglie. 

BRASILE 6,5

In realtà siamo alla sufficienza scarsa. Parliamo del Brasile, non del Fanfulla.  A parte l’assenza di Neymar, che si fa sentire (ma sembra guarito) colpisce la sua difficoltà a controllare partite che, in altri tempi, avrebbe invece dominato.  Il Brasile segna con fatica, troppa fatica. E si distrae facilmente come  è successo con il Camerun. Non è il miglior Brasile che conosciamo, però ha tanta classe.  Oggi dovrà vedersela con il Sud Corea (6.5) un’altra sorpresa di questo Mondiale. Normalmente non ci sarebbe partita. Ma qui siamo Qatar, dove tutto pare sia  possibile.

SPAGNA 6

Sembrava un gioiellino, invece si intravede qualche crepa. Forse i ragazzini di Luis Enrique col Giappone non erano concentratissimi. Dopo la frittata però non sono riusciti rimediare. A parte la goleada con la Costarica, non chiudono le partite. E questo, in una squadra in maturazione, può essere un handicap. Devono svegliarsi e fare meno ghirigori. 

PORTOGALLO 5,5

Finora non ha convinto. Ha tanti  talenti, un attacco temibile (non solo CR7) ma è fragile in difesa. Con Ghana e Sud Corea ha preso quattro gol. Non pochi.  Va a scatti, non è fluido. Con la Svizzera, prossima  tignosa avversaria, non sarà un pic nic sull’erba. È meglio che Ronaldo si concentri sulla partita e dimentichi i soldi che gli deve la Juventus.

JUVENTUS 4

Proprio vero: quando sei in disgrazia, anche gli amici ti mollano. Stiamo parlando naturalmente dei guai della Signora, mai come oggi Signora in Rosso. Non bastasse tutto quello sappiamo, ecco arrivare per direttissima il carico da undici. E da chi arriva? Da Ronaldo naturalmente, lestissimo ad azzannare dal Qatar la sua ex società per recuperare quei venti milioni che gli inquirenti non trovano nel bilancio e che sarebbero parte di quelle mensilità che il campione, avrebbe rinunciato a percepire per poi riceverle come incentivi all’esodo. Pur non entrando nel merito di questo brutto pasticcio (dove nessuno si salva perchè riguarda tutto il calcio italiano), c’è anche una questione di stile. Lo stile fa l’uomo, si diceva qualche decennio fa. In questo caso, Ronaldo, per giunta impegnato ai Mondiali, avrebbe potuto per una volta prendersi una pausa, pensare al Portogallo e alla prossima sfida con la Svizzera Ma Ronaldo è Ronaldo: una macchina da gol costruita più per far quattrini (lui) che per far splendere le sue squadre

Ps: Paradossi della vita. Alle Juventus sono andati via tutti tranne il conte Max, il precario più fisso del mondo. Che dire? Sempre Allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al Re...

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