Arte e Finanza

MCH Group (marchio Art Basel) in futuro punta solo sul core business, le fiere

In programma una serie di azioni per destinare più risorse al business delle fiere tra cui la cessione della divisione Live Marketing Solutions per ritornare a un adeguato livello di reddittività

di Maria Adelaide Marchesoni


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3' di lettura

Prosegue senza non poche difficoltà la ristrutturazione di MCH Group proprietario del marchio Art Basel costretto a delineare una nuova strategia al fine di indirizzare, nel prossimo futuro, le risorse finanziarie ad unico core business, vale a dire le fiere, per conseguire nuovamente un livello adeguato di redditività e, soprattutto, di garantirlo nel lungo termine.
Per trovare le risorse da investire in questo segmento il gruppo svizzero agirà su più fronti. Oltre al proseguimento del piano di riduzione dei costi operativi saranno avviate alcune operazioni straordinarie che prevedono la dismissione di asset non più core a partire da gennaio 2020. Il consiglio di amministrazione ha individuato per una prossima cessione la divisione Live Marketing Solutions i cui servizi includono tutti gli aspetti, dalla consulenza ai clienti, alla strategia di live-event, alla costruzione di stand e altri elementi espositivi all'interno dei centri congressi.
La divisione impiega attualmente circa 500 persone in tutto il mondo e alla fine del primo semestre 2019 ha generato poco meno del 40% del volume d'affari di MCH Group.
Va ricordato che solo due anni fa il Gruppo MCH ha ampliato notevolmente questo segmento di attività effettuando l'acquisizione di una società statunitense, MC2 con oltre 350 dipendenti in 15 sedi negli Stati Uniti (Atlanta, Boston, Charlotte, Chicago, Dallas, Detroit, Kingman, Las Vegas, Lehigh Valley, Los Angeles, New York, Orlando, San Francisco e St. Louis) e in Germania (Düsseldorf).

Il fondo AMG. Non tutti sono d'accordo sulla cessione del business Live Marketing Solutions. Il fondo AMG che ha investito in MCH Group circa il 10% del capitale ed è il maggior azionista privato, ha dichiarato alla stampa locale BZ , attraverso il suo rappresentate, l'asset manager Erhard Lee, di non voler accettare l'orientamento strategico deciso dal consiglio di amministrazione e sostiene che, per il futuro del gruppo, sarebbe meglio mettere in vendita il business fieristico e raddoppiare la divisione Live Marketing Solutions, in quanto il marchio Art Basel potrebbe portare nelle casse un ammontare di risorse di gran lunga superiore al valore di mercato.

Il primo semestre 2019. Chiude in rosso e con un deciso ridimensionamento dei ricavi operativi non solo attribuibile all'indebolimento del ciclo espositivo (la fiera Swissbau è presente solo negli anni pari), ma principalmente per le problematiche legate a Baselworld (fiera gioielli e orologi) e ai cambiamenti strutturali, compresa la vendita di Winkler Livecom AG. Il processo di ristrutturazione avviato nel 2018 e proseguito nella prima metà del 2019 sul fronte dei costi sta producendo i primi effetti e nel semestre i costi operativi sono scesi del 16,7% a 272,1 milioni di franchi svizzeri. Il semestre si chiude con un pareggio operativo dopo aver registrato ricavi in calo 23,7% a 272,1 milioni di franchi svizzeri per il 55,6% generati dal business MCH Exhibitions pari a 151,2 milioni di franchi svizzeri (211,9 milioni nel 2018 e 222,4 milioni nel 2017) che evidenzia un inesorabile trend in calo. Come segnalato, i minori ricavi del settore fieristico per 60,7 milioni (- 28,6 %) rispetto all'anno passato non sono solo per l'effetto ciclico, ma sono riferiti ad un ulteriore calo di Baselworld (fiera gioielli e orologi) che come si ricorderà l'anno scorso ha visto la metà dei suoi espositori abbandonare la fiera, tra cui Swatch, principale cliente. Nei risultati del primo semestre del 2019, MCH Group ha indicato che il “calo di Baselworld” ha depresso le vendite nel settore fieristico, creando “effetti a catena” che hanno ridotto la domanda per le attività di servizi collegati alla fiera, come il marketing e l'allestimento di stand.

La fiera Art Basel (tenutasi a Hong Kong e Basilea nella prima metà del 2019) ha, invece, ulteriormente rafforzato la sua posizione di leader di mercato e la sua stabilità economica. La divisione Live Marketing Solutions, con la statunitense MC2 che ha archiviato il primo semestre con un aumento delle vendite, ha registrato una riduzione del giro d'affari per 22,4 milioni di CHF (- 17,7 %) rispetto al primo semestre 2018 per effetto della vendita di Winkler Livecom AG e per gli effetti di Baselworld che si riflettono anche nel settore dei servizi.
I conti semestrali si chiudono in rosso (1 milioni di franchi svizzeri) rispetto all'utile di 21,5 milioni dell'esercizio precedente. Infine non particolarmente soddisfacente l'evento inaugurale delle auto da collezione Grand Basel. Nella relazione viene dichiarato che per il momento non saranno destinati ulteriori investimenti. In prospettiva per il secondo semestre la guidance indica risultati più deboli e a fine anno è attesa una perdita “dello stesso ordine di grandezza” del 2018.

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