vertice con fassino

Mdp-Si: non trattiamo col Pd. «Tempo scaduto»

di Nicola Barone

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(Ansa)


3' di lettura

«Non abbiamo dato una disponibilità a una trattativa in quanto le differenze sono su temi di fondo sulla vita delle persone. Mi riferisco in particolare al lavoro, alla sanità universale e al no a una compagna elettorale su meno tasse per tutti». Così Maria Cecilia Guerra, capogruppo Mdp, al termine dell'incontro con la delegazione dem. «Il tempo è scaduto, non ci sono margini per nessuna intesa», aggiunge Giulio Marcon di Sì-Possibile.

Non ha portato novità, dunque, il confronto tra Piero Fassino, incaricato dal partito di valutare le disponibilità per costruire una coalizione allargata di centrosinistra (presente anche il vicesegretario Maurizio Martina) e i capigruppo di Si-Possibile Giulio Marcon e di Mdp Maria Cecilia Guerra. Ieri sera Renzi si era detto non ottimista sull'unità di tutto il fronte ma «abbiamo tempo: Mdp e la sinistra di Fratoianni hanno scelto di fare un'assemblea il 3 dicembre. Ho dato l'incarico a una personalità autorevole come Piero Fassino di provare a rimettere insieme i cocci. Ma le nozze si fanno in due, poi tocca a loro».

Pd: rammarico, avanti con gli altri
Con Mdp-Si-Possibile “c'è stato un confronto programmatico vero. Ma ci rispondono che non sussistono le condizioni politiche» per trattare. «Non posso che esprimere rammarico: non capisco perché ci si debba precludere il confronto ma come noto i matrimoni per farli bisogna essere in due e prendiamo atto della indisponibilità. Continueremo con le altre forze con cui abbiamo interloquito», annota dal canto suo Piero Fassino . «Non c'è mai un tempo limite» per trattare, dice Maurizio Martina.

Disponibilità dai dem su Jobs act superticket
Sul tavolo sono state calate misure che potessero creare un «punto di convergenza» con Mdp-Si-Possibile nell'ambito di una coalizione di centrosinistra. Il Pd ha messo sul tavolo la proposta di modifiche al Jobs act per rendere più conveniente il tempo indeterminato, misure integrative in materia di licenziamenti, raddoppio del reddito di inclusione, aumento delle risorse del sistema sanitario nazionale e avvio del superamento dei superticket. E anche la stabilizzazione con estensione a un gruppo di lavoratori che fanno mestieri gravosi, dell'anticipo pensionistico a 63 anni. Piero Fassino spiega che di ambiente si è anche parlato con un accenno al tema della «decarbonizzazione». E sul terreno dei diritti «abbiamo confermato la volontà di approvare le leggi sullo ius soli e sul fine vita». Dopo il no dei tre partiti della sinistra, le proposte del Pd resteranno sul tavolo per il confronto programmatico con gli altri potenziali alleati della coalizione «con cui abbiamo interloquito in queste settimane».

Sulla candidatura Grasso non scioglie la riserva
Il 3 dicembre lanceremo la nostra lista unitaria per l'alternativa: ci sarà Grasso, il nostro candidato» aggiunge Marcon, fallito il tentativo di accordo in extremis di stamani. Ma come già ripetuto in altre occasioni il presidente Piero Grasso non ha ancora sciolto alcuna riserva in merito al futuro. Secondo quanto riferito dal suo portavoce «notizie e dichiarazioni in un senso o nell'altro vanno lette come auspici dei singoli e non interpretano il suo pensiero né le sue decisioni. Quando queste saranno prese sarà lui stesso a comunicarlo».

Renzi: spero che Berlusconi sia candidabile, vorrei sfidare lui

Renzi a Castel Volturno, «qui camorra deve essere il passato»
Intanto prosegue il tour in treno di Matteo Renzi lungo il Paese. Prima tappa della giornata nel basso Lazio, a Minturno («la questione occupazionale è una questione enorme, noi siamo al fianco di chi chiede a Fca di rispettare gli impegni che ha preso. Come Pd e come Governo , abbiamo qui il ministro Delrio, chiediamo di rispettare gli impegni e investire da Melfi, a Pomigliano e Cassino. Sono fiducioso che Marchionne e Fca manterranno gli impegni presi», ha detto l’ex premier intrettenendosi con i giornalisti). Poi una puntata a Castel Volturno con il ministro dell'Interno Marco Minniti per visitare il caseificio “Le Terre di Don Peppe Diana”, realizzato su un bene confiscato alla criminalità organizzata. «La camorra deve essere il passato, e noi come Pd dobbiamo essere a fianco di chi lavora per recuperare tutto ciò che serve per dare futuro a questo territorio».

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