Osservatorio MECSPE sulle piccole imprese pugliesi

Meccanica e plastica, il 60% delle Pmi verso l’industria 4.0

Il 26% realizza all'estero il 10% del fatturato. Priorità alla sicurezza informatica

di Vincenzo Rutigliano


3' di lettura

In Puglia 6 imprenditori su 10 hanno accettato la sfida di industria 4.0, sono in piena trasformazione digitale, cioè in viaggio verso la “fabbrica intelligente”, hanno superato e risolto l’ostacolo della connettività e hanno investito soprattutto nella sicurezza informatica. Dicono questo i dati dell’indagine dell’Osservatorio MECSPE sulle Pmi pugliesi appartenenti alla meccanica specializzata, della plastica e della meccatronica, anticipati a Il Sole 24 Ore, e che saranno diffusi, il 28 novembre, in occasione di MECSPE Bari, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione organizzata da Senaf da 19 anni a Parma e che, quest’anno, sbarcherà anche nel capoluogo regionale pugliese per la sua prima edizione.

Dall’indagine sul come le nuove tecnologie stiano trasformando il tessuto industriale delle Pmi e sulle mosse necessarie per intercettare le competenze digitali e 4.0 del futuro, emerge dunque che il 94% delle aziende ha introdotto la connettività ed ha investito di più - lo ha fatto il 77% - sulla sicurezza informatica come asset tecnologico. Continuano però a permanere alcune criticità che spesso impediscono il salto. A partire dalla burocrazia che rappresenta un freno non da poco per il 31% degli imprenditori intervistati, seguita dalla incertezza normativa (22%), dai tempi lunghi della giustizia in caso di controversia (19%), di quelli di pagamento (16%), e dagli aspetti fiscali (14%).

Al netto delle criticità resta centrale, in questo processo di trasformazione, la formazione che si rivela la strada migliore per raccogliere in pieno le opportunità offerte dalla rivoluzione industriale e la figura dell’imprenditore/top manager è riconosciuta, dal 59% del campione di indagine, come la figura più adatta a valutare le competenze digitali e 4.0 in azienda, seguito dall’Innovation manager e responsabile Progetti 4.0 (22%).

Per portare l’innovazione in azienda gli strumenti più utili sono workshop e convegni (65%), seguiti dal trasferimento di conoscenza (61%), ma non mancano la partecipazione a fiere specializzate (42%), la consulenza mirata (36%), la tutorship di una università (27%), così come il confronto con aziende analoghe (23%). Le università, in particolare - dice ancora l’indagine dell’Osservatorio MECSPE - rimangono il riferimento più importante per la ricerca di nuove professionalità industria 4.0, seguite dagli istituti tecnici. Quanto al recruiting specializzato sia il web che i social, in particolare linkedin, sono gli strumenti sempre più considerati: il 23%, infatti, se ne serve, e analoga percentuale utilizza i canali tradizionali, come le agenzie di ricerca del personale. «Oggi, con la gestione dei dati, il paradigma è cambiato. Non si può prescindere dall’intelligenza artificiale - spiega Cesare De Palma, presidente della sezione Meccanica, Elettrica ed Elettronica di Confindustria Bari e Bat, partner di MECSPE Bari -. Cambieranno i lavori e i ruoli professionali e nostro dovere è guidare questo nuovo approccio ai dati e migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro specialistico».

Dalla indagine emerge pure una relazione tra trasformazione digitale ed andamento economico:le Pmi pugliesi di meccanica e meccatronica guardano sempre più all’estero con il 26% del campione che dichiara di realizzarvi fino al 10% del proprio fatturato, con punte sino al 70% per il 7% del campione. «In Puglia - spiega Emilio Bianchi, direttore di Senaf - aumentano le Pmi capaci di competere in un mercato sempre più digitale e di internazionalizzarsi,e la regione è leader nel Sud».

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