Innovazione

Meccatronica Valley opziona lo sviluppo di Termini Imerese

Il 16 dicembre nei locali dell’Incubatore di imprese il debutto ufficiale dell’iniziativa che ha aggregato fin qui una cinquantina di aziende. Si farà il punto sui progetti di investimento avviati

di Nino Amadore

3' di lettura

Il prossimo appuntamento è già in agenda da tempo. Lì, nel cuore della zona industriale di Termini Imerese, in quell’incubatore rimasto chiuso per anni e ora diventato la sede operativa della Meccatronica Valley. Sarà, dice il presidente del distretto della Meccatronica Antonello Mineo, un debutto ufficiale. Imprenditori, esperti e i rappresentanti di Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di proprietà del ministero dell’Economia che è proprietaria dell’immobile si incontreranno proprio qui il 16 dicembre. E sarà il momento per delineare e raccontare quanto è stato fatto in questi mesi con la costruzione di quello che appare un modell0 diffuso di sviluppo che si contrappone implicitamente ad altri modelli che fin qui non hanno portato grandi risultati.

Quella della Meccatronica Valley a Termini Imerese è nata quasi come una sfida nel pieno della pandemia con la candidatura a produrre in quelli che furono i locali della  Sicilfiat poi Blutec le mascherine in quel momento introvabili. Non se ne fece nulla, ovviamente. Ma il progetto invece di fermarsi è andato avanti. Fino al risultato che possiamo vedere oggi su cui molti puntano, non nascondendo la speranza che possa essere un primo nucleo di un ripopolamento complessivo dell’area industriale di Termini Imerese: alle 31 aziende fondatrici - tra cui 12 startup - in cinque mesi si sono aggiunte altre 19 società e al momento questa Rete conta su 50 imprese.  

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L’area industriale di Termini Imerese sembra candidata naturale a ospitare progetti di innovazione e di sviluppo che a primo acchito, di fronte all’imponenza e pomposità delle iniziative che sembrano necessarie per rilanciare l’ex stabilimento Blutec, possono apparire piccole ma che piccole non sono «soprattutto se guardiamo alle loro potenzialità» dicono dal Distretto. Già le potenzialità che in prospettiva valgono più di mille chiacchiere: qualche settimana fa imprenditori provenienti da ogni parte d’Italia e non solo si sono materializzati nella sala conferenze dell’assessorato regionale Attività produttive, quello guidato da Mimmo Turano, portando con sé documenti su iniziative che valgono in totale (ma la cifra sembra destinata a crescere) oltre 95 milioni e 250 nuovi posti di lavoro molto qualificati. «Il polo Meccatronica è propulsore di raggruppamenti di imprese Nord-Sud e proposte progettuali in grado di coinvolgere territori, imprese, enti e istituzioni – dice Mineo –. Questa la ricetta del Polo Meccatronica affinché la Sicilia sia protagonista nello sviluppo del Pnrr». I fondi pubblici certo potranno tornare utili allo sviluppo delle iniziative aggiungendosi alle somme che gli imprenditori hanno già dichiarato di voler investire: e di questo si è discusso nel corso di un incontro all’assessorato Attività produttive.

Gli imprenditori raccontano di progetti lungimiranti e in alcuni casi futuribili. Lo è, per dire, il progetto Sigonella che non a caso richiama il nome della più importante base Usa nel Mediterraneo: si tratta di un progetto da 20 milioni di euro, per 100 posti di lavoro che prevede la creazione di una piattaforma di monitoraggio ambientale utilizzando i risultati di ricerche fin qui fatte da alcune università italiane. Mentre Carlo Serina, Ceo di Plastica nuova, a Termini Imerese vuole produrre tappi di plastica: «Abbiamo visto che in Sicilia c’è una richiesta mensile di 4,5 milioni di tappi di plastica – dice – : tutti i tappi in questo momento vendono acquistati al Nord. Noi faremo uno stabilimento produttivo per la produzione per una parte; su tre linee ogni linea può produrre 180 milioni di tappi. L’investimento prevede anche la creazione di una linea per la produzione di contenitori di birra in plastica riciclata. L’investimento complessivo di 8 milioni per i due moduli e all’inizio una decina di persone». E poi c’è il progetto dello scooter elettrico in cantiere ormai da parecchi mesi e che ha tra i partner anche la Dell’Orto Spa, storica azienda italiana leader nella produzione di carburatori.

«L’idea adesso è di andare sulla mobilità sostenibile e quindi elettrica e soprattutto nelle grandi città l’uso sarà molto diffuso. Noi come azienda stiamo investendo molto e quindi siamo qua per capire se ci sono le condizioni per fare questo investimento – dice Andrea Dell’Orto, vicepresidente esecutivo Dell’Orto Spa –. Ci sono aziende importanti coinvolte, volontà di tutti di investire e soprattutto e un tema rilevante. E il fatto che parta da qui è molto importante. Noi siamo alla fase della valutazione di prefattibilità: l’idea è di fare lo stabilimento produttivo ma prima c’è la parte di sviluppo. L’intenzione è quella di investire nella parte di sviluppo e produttiva con il programma di lasciare qui la parte di sviluppo».

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