raccolta di 56,5 miliardi di euro

Medaglia d'argento al semestre del risparmio gestito

di Marzia Radaelli

(Fotolia)

3' di lettura

L'industria del risparmio gestito chiude il primo semestre del 2017 con una raccolta di 56,5 miliardi di euro e un patrimonio a 2.006 miliardi, come comunica Assogestioni (l'associazione italiana delle società di gestione del risparmio presenti nel nostro Paese) nella consueta statistica mensile. Il successo di fondi comuni e gestioni patrimoniali tra gli investitori nella prima parte dell'anno è tra i più grandi mai riscossi nello stesso periodo, inferiore solo al record di 96 miliardi nei primi sei mesi del 2015.

Giugno positivo, ma in frenata
A giugno le sottoscrizioni nette sono state pari a 8,1 miliardi, in rallentamento rispetto agli importi a doppia cifra o quasi dei mesi precedenti (11,5 miliardi a maggio, 9 ad aprile e oltre 10 a marzo). Una costante, invece, è rappresentata dal buon gradimento dei fondi comuni di investimento, a cui si deve la totalità dei flussi: nelle gestioni collettive si sono riversati 8,1 miliardi – appunto -, mentre le gestioni di portafoglio tornano in attivo dopo il crollo di maggio (-1 miliardo), ma appena di 22 milioni.

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Anche la crescita del patrimonio decelera, ma a causa della perdita di valore, perché nonostante i nuovi flussi le masse sono aumentate solo di 790 milioni, la differenza tra i 3,5 miliardi in più dei fondi e i 2,7 miliardi in meno delle gestioni patrimoniali: è l'effetto del ribasso delle Borse, dato che nello stesso periodo l'indice Eurostoxx delle azioni dell'Eurozona è sceso del 2,8%, il Ftse All Share di Piazza Affari dell'1%, l'S&P500 di New York dello 0,9% e pure i mercati emergenti nel complesso hanno ceduto lo 0,9%. Non è andata meglio sui listini obbligazionari, dove solo le emissioni governative tricolore hanno tenuto (+0,2%), a fronte della flessione di quelle tedesche (-1,2%), americane (-1.6%) e giapponesi (-3,3%) e del deprezzamento delle obbligazioni societarie (-0,5% quelle dell'area Euro).

Propensione al rischio in calo
E' proprio il contesto difficile dei mercati finanziari che spinge i risparmiatori a delegare ai professionisti il compito di proteggere e accrescere i propri capitali; la riduzione degli stimoli monetari delle banche centrali e la ripresa globale moderata favoriscono il successo dei fondi “multiasset”, che spaziano tra diverse attività finanziarie in cerca di rendimento. Le categorie che comprendono questi strumenti, infatti, hanno conservato un buon ritmo di raccolta: i bilanciati sono saliti di 1,8 miliardi dai 2,3 di maggio e i flessibili di 1,9 miliardi da 2,7. Viceversa, la richiesta di fondi azionari si è ridotta a 97 milioni da 2,4 miliardi a maggio e gli obbligazionari hanno attratto 1,8 miliardi; una cifra ragguardevole, ma contenuta rispetto al boom di oltre 7 miliardi del mese precedente. I prodotti monetari, infine, fanno da vaso comunicante tra le diverse fasi di mercato e a giugno nel loro parcheggio è riaffluita liquidità per 2,5 miliardi, più o meno quanto ne era uscita a maggio.

Campioni di incassi
Il Gruppo Generali, il maggiore gestore in Italia, svetta nella classifica per raccolta di giugno con 1,9 miliardi, che accrescono il patrimonio a 470,4 miliardi; la seconda posizione è di Intesa Sanpaolo, sia per raccolta (+1,2 miliardi), sia per masse gestite (384,3 miliardi). Sul terzo gradino del podio c'è, invece, il Gruppo Amundi con 917 milioni di sottoscrizioni nette. Perdono quota il Gruppo Deutsche Bank (-261 milioni), Pioneer Investments (-207 milioni), il Gruppo Azimut (-167 milioni).

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