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Mediaset, addio a Mfe e il Biscione studia ora una via alternativa

Mediaset decide di ripartire da zero sul progetto Mfe. I termini per la conclusione non sono compatibili con lo stop ricevuto in Spagna. Vittoria di Vivendi, ma il Biscione riproporrà nuovamente un piano per l’espansione internazionale

di Andrea Biondi

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Mediaset decide di ripartire da zero sul progetto Mfe. I termini per la conclusione non sono compatibili con lo stop ricevuto in Spagna. Vittoria di Vivendi, ma il Biscione riproporrà nuovamente un piano per l’espansione internazionale


3' di lettura

Mediaset riparte da zero sul progetto Mfe. La validità della scelta strategica legata all’espansione internazionale è confermata, ma ora andranno studiate alternative per «un'esecuzione diversa del progetto originario che raggiunga i medesimi obiettivi».

Il Consiglio di Amministrazione di Mediaset, riunito sotto la presidenza di Fedele Confalonieri, formalizza così lo stop al progetto che nei fatti si rende necessario dopo la sospensione decisa dal Tribunale di Madrid giovedì scorso.

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Decisivo lo stop spagnolo

Poiché «la decisione spagnola impedisce di completare l'operazione entro il termine previsto ai sensi della legge olandese (2 ottobre 2020), il Consiglio di Amministrazione prende atto che il progetto di fusione, come deliberato il 7 giugno 2019, è quindi irrealizzabile a causa delle scadenze tecniche», si legge nella nota di Mediaset aggiungendo però che «il Consiglio, confermando la validità del piano industrale MFE MEDIAFOREUROPE, ha avviato immediatamente lo studio per un'esecuzione diversa del progetto originario che raggiunga i medesimi obiettivi».

Occhi sull’Olanda

Se ne riparlerà dopo l’1 settembre, a valle quindi della pronuncia del Tribunale di Amsterdam che a sua volta aveva sospeso fino ad allora il progetto. Dopo di allora, è la valutazione fatta all’interno del gruppo di Cologno, si capiranno ancora meglio i punti da tener presente per ripresentare un progetto il più possibile blindato.

La vittoria di Vivendi

Di certo a un anno dall’avvio del progetto, ad avere la meglio è stata una Vivendi che ha lanciato una battaglia legale senza quartiere spuntandola in Spagna e mettendo così sotto scacco il progetto Mfe. Dura su questo punto la nota di Mediaset: «La decisione assunta dal Tribunale di Madrid è conseguenza soltanto dell'opposizione strumentale e preordinata di Vivendi che agisce nel proprio esclusivo interesse, anche quale concorrente del Gruppo Mediaset».Lo stop a Mfe per il Biscione «costituisce un grave danno frutto di un'ostilità pregiudiziale di Vivendi che ha iniziato a concretizzarsi subito dopo la rottura contrattuale esercitata dal gruppo francese nel 2016 (cessione Premium) con il successivo tentativo di scalata ai danni di Mediaset. Una serie di violazioni culminate oggi con le iniziative giudiziarie che hanno causato il blocco del progetto di fusione, violazioni onerosissime di cui Vivendi dovrà rispondere in Tribunale».

La mano tesa dei francesi

In questo quadro però il Cda Mediaset ha anche preso atto delle lettere inviate da Vivendi e anticipate sul sole 24 Ore di mercoledì 5 agosto). In particolare all’attenzione dei consiglieri è arrivata l’ultima, datata venerdì 31 luglio 2020, «in cui la società annuncia, riconoscendo la valenza industriale del progetto MFE, la volontà di sostenere i progetti di sviluppo internazionali di Mediaset ma lo comunica fuori tempo massimo (il progetto è pubblico dal giugno 2019) e senza le necessarie proposte concrete».

Mediaset: Aperture di Vivendi insufficienti

La conclusione non è di chiusura, ma neanche conciliante: «Premesso tuttavia che Mediaset è sempre aperta a opzioni che aumentino il valore per tutti gli azionisti, auspica soluzioni di sviluppo cruciali per il futuro del Gruppo, non può soprassedere sui danni irreparabili che le sono stati inferti, il Consiglio di Amministrazione rileva che al momento la lettera non soddisfa nessuno dei tre punti menzionati». Detto ciò, «se Vivendi è davvero intenzionata a trattare su basi concrete e orientate agli interessi di tutti gli azionisti, compresi quelli di maggioranza, Mediaset è pronta ad aprire un tavolo di confronto in cui verificare il nuovo, positivo, approccio».

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