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Mediaset, anno nero ma non per i compensi: Pier Silvio incassa 1,4 milioni, Confalonieri 3,5

di Andrea Fontana

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3' di lettura

L'anno "nero" di Mediaset non ha intaccato i compensi dei vertici del gruppo televisivo: remunerazione stabili per i big di Cologno Monzese nel 2016 chiuso con una perdita consolidata record di 294,5 milioni. Il vicepresidente e amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi - in base alla relazione sulla remunerazione del gruppo - ha raggiunto compensi per 1,4 milioni, in linea con quelli relativi al 2015. Nel documento si spiega che non sono state invece corrisposte "somme a titolo di incentivo variabile" in quanto non sono state raggiunte le condizioni per ottenerle, condizioni che si basa sull'ottenimento di un utile netto di gruppo positivo. Allo stesso modo non sono stati pagati premi una tantum allo stesso Berlusconi.

L'ex a.d. Adreani porta a casa 2 milioni di euro, Sala 1,7 milioni
Remunerazione allineata al 2015 anche per il presidente Fedele Confalonieri che ha totalizzato 3,5 milioni di euro comprensivi di 3 milioni di componente fissa e 400mila euro legati al patto di non concorrenza. Totalizza 2 milioni di euro (2,2 milioni nel 2015) l'ex a.d. di Mediaset Giuliano Adreani che è ancora consigliere di amministrazione della capogruppo e di Mediaset Espana oltre a ricoprire l'incarico di presidente di Publitalia (da cui gli derivano 1,7 milioni di euro) e di Digitalia. Supera il compenso di un milione di euro nel 2016 il direttore finanziario Marco Giordani (950mila euro), cifra comprensiva anche di 100mila euro di patto di non concorrenza.

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Stipendi complessivi per 1,7 milioni di euro (come nel 2015) per il responsabile della pubblicità Mediaset Stefano Sala (amministratore delegato di Publitalia e Digitalia nonchè vicepresidente di Mediamond) che somma a una retribuzione fissa di 1,5 milioni un patto di non concorrenza da 200mila euro. Oltre 900mila euro (così come nel 2015) vanno invece a Gina Nieri, direttore Divisione Affari istituzionali, legali e analisi strategiche di Mediaset e Vicepresidente di Rti: la cifra comprende un premio una tantum di 150mila euro «per la sottoscrizione di un importante accordo internazionale che garantisce a Mediaset la protezione e la valorizzazione del diritto d’autore sui propri contenuti».

Bilancio 2016 segnato da caso Vivendi: per Premium "rosso" da 384,5mln
Il pesante passivo del gruppo televisivo nel 2016 è stato determinato soprattutto dall'impatto negativo delle svalutazioni sulla tv a pagamento Premium nonchè dallo stop dell'operazione di alleanza strategica con Vivendi: in occasione della pubblicazione dei conti, il gruppo aveva quantificato in 341 milioni gli impatti derivanti dalla disputa con i francesi. Nella relazione di bilancio emerge però anche in dettaglio il passivo della pay-tv:384,5 milioni di euro, oltre 3 volte il rosso dell'anno precedente che si era fermato a 83 milioni. Nonostante l'incremento dei ricavi (passati da 641 a 705 milioni di euro) il risultato operativo è stato negativo per mezzo miliardo (-505 milioni rispetto ai -115 di un anno fa) a causa dei costi lievitati sia alla voce "ammortamenti e svalutazioni" (563 milioni) sia a quella "acquisti, prestazioni di servizi" (617 milioni).

Per quanto il caso Vivendi abbia impattato sull'attività di Premium - prima con la fase di gestione congiunta con i francesi e poi con lo stallo legato al dietrofront di questi ultimi - negli ultimi mesi dell'esercizio, si legge nel documento, Premium ha ripreso le proprie attività riuscendo a «consolidare al termine dell’esercizio una base clienti di oltre due milioni» e a «incrementare il ricavo medio per utente (Arpu) rispetto all’esercizio precedente».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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