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Mediaset, l’assemblea elimina gli articoli “anti Vivendi”. Ma piano il Mfe è appeso al Tribunale

La riunione degli azionisti del Biscione ha approvato le modifiche al progetto MediaForEurope con il voto favorevole del 79,85% del capitale presente in assemblea. Ma l'avanzamento del piano resta comunque sospeso almeno fino all’udienza del 21 gennaio

di Andrea Fontana


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Un braccio di ferro lungo quasi 4 anni tra Mediaset e i francesi di Vivendi

3' di lettura

L’assemblea degli azionisti di Mediaset ha approvato le modifiche al progetto MediaForEurope con il voto favorevole del 48,28% del capitale, pari al 79,85% del capitale presente in assemblea. Voto contrario del 19,72% del capitale sociale. L’avanzamento del progetto Mfe, che dovrà essere votato anche dall’assemblea di Mediaset Espana del 5 febbraio, resta comunque sospeso almeno fino all’udienza del 21 gennaio davanti al Tribunale civile di Milano.
PS Berlusconi, se i tribunali ci danno l'ok MFE va in porto
«Se i Tribunali ci danno l’ok ce la facciamo» ha detto Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset, in merito alla possibilità che il progetto MEF vada in porto entro la scadenza di inizio marzo. Il termine dei primi giorni di marzo è dovuto al fatto che le assemblee che hanno approvato il progetto si sono tenute il 4 settembre 2019 e che la normativa prevede l’esecuzione entro sei mesi dall’approvazione. Il progetto MFE è tuttavia al momento sospeso in Spagna, per decisione cautelare della Corte di Madrid, e in Italia dove l’udienza al Tribunale civile di Milano è fissata appunto per il 21 gennaio.

Nuovo scontro dialettico Vivendi-Mediaset
Intanto nel corso dell'assemblea si è consumato un nuovo scontro dialettico Vivendi-Mediaset: il nodo resta la quota azionaria del 19,19% di proprietà di Vivendi, ma gestita da Simon Fiduciaria, che non è stata ammessa al voto. «Un nuovo abuso» fatto da Mediaset, secondo la responsabile degli affari legali di Vivendi Caroline Le Masne de Chermont intervenuta in assemblea, mentre il cda di Mediaset si è richiamato a quanto emerso sul tema dai vari procedimenti legali in corso, ultima il decreto di ieri del Tar del Lazio. Per Mediaset andare subito avanti con il progetto europeo è troppo importante, ha detto il presidente Confalonieri, mentre per Vivendi serve una governance societaria più equilibrata a maggiore tutela degli azionisti di minoranza.

Confalonieri, da Vivendi mai una proposta industriale in questi anni
«Dopo tutto questo tempo non abbiamo ancora capito quale fosse l'obiettivo di Vivendi. Dal dicembre 2016 a oggi non abbiamo mai avuto il piacere di ascoltare alcuna proposta industriale proveniente dalla loro sponda che potesse avere un minimo di concretezza. Nessuna idea, progetto, ipotesi di partnership che potesse rendere l'azienda piu' forte e redditizia a beneficio di tutti gli azionisti», ha detto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri intervenendo in assemblea . E ha aggiunto: «Vivendi invece di plaudire e favorire questo processo vorrebbe impedirci di ottenere i benefici industriali derivanti dall'operazione paneuropea e lo fa in evidente conflitto di interessi, cercando di mettere in stallo la nostra società, di cui è azionista, con il solo intento di proseguire mire e obiettivi soggettivi». Confalonieri ha sottolineato che «teniamo troppo a questo progetto per ostinarci su singole situazione» e che «l’obiettivo di oggi con l’approvazione delle modifiche statutarie è quello di proseguire con l’attuazione del nostro progetto industriale paneuropeo nell’ottica di ritrovare quelle dimensioni che, vista la concorrenza globale nell’ambito dei new media, ci assicurino un ruolo competitivo nei paesi di riferimento e nell’agone europeo».

Ieri Tar de Lazio boccia ricorso Vivendi su quota Simon
Ieri il giudice monocratico del Tar del Lazio ha rigettato l'istanza d'urgenza di Vivendi contro il provvedimento dell'Agcom dell'aprile 2017 che aveva congelato al 9,9% le quote dei francesi nel gruppo di Cologno Monzese. Vivendi puntava in questo modo a far ammettere al voto in assemblea Simon Fiduciaria, il soggetto a cui è stato conferito il restante 19% prima in capo ai francesi . La decisione del Tar dovrà essere ratificata dalla Camera di consiglio fissata per il prossimo 15 gennaio.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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