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Mediaset spinge sul piano estero e dal calcio spot sui 100 milioni

L’amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, presenta i palinsesti. E sul piano corporate, occhi rivolti a pubblicità e piano internazionale

di Andrea Biondi

Aggiornato il 01 luglio 2021 con le notizie sull’assegnazione della Coppa Italia. Ore 18.05

(Reuters)

3' di lettura

La raccolta pubblicitaria di Mediaset grazie al calcio, nella prossima stagione «dovrebbe superare i 100 milioni». È uno dei messaggi emersi dall’incontro, via Zoom, di Pier Silvio Berlusconi con i giornalisti per la presentazione dei palinsesti del gruppo di Cologno a conclusione di un anno «complicatissimo. Ma abbiamo avuto uno spirito di squadra e una capacità di ragionare, decidere e agire che mi ha sorpreso». Il che ha portato dal punto di vista del bilancio a chiudere un 2020 «molto al di sopra aspettative» prima di un 2021 «che sarà ottimo.

Il 2021 «meglio del previsto»

«Gli ascolti – ha spiegato l’amministratore delegato di Mediaset – stanno andando meglio del previsto, costi sono ampiamente sotto controllo, i ricavi sopra le aspettative. E in più abbiamo stretto accordi che hanno generato incassi e plusvalenze». In particolare «il primo semestre 2021 si è chiuso con una raccolta pubblicitaria in crescita del 31,5%: abbiamo pareggiato i ricavi pubblicitari del 2019».

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La leva del calcio per la pubblicità

Il calcio sarà uno dei punti strategici per la nuova stagione di una Mediaset che torna nel calcio pay – seppur rivisto rispetto al passato, facendo leva sullo streaming e sulla sua piattaforma Infinity – ma che punta anche sulle partnership per valorizzare al massimo questo suo asset. L’accordo con Dazn prevede la vendita da parte di Digitalia ’08 (Publitalia) della pubblicità della Serie A e dell’Europa League con meccanismi di minimo garantito e revenue sharing. C’è poi la trasmissione in chiaro della Champions League su Canale 5 del miglior match del martedì (16 partite) e il quadro si completa con Infinity, piattaforma streaming di Mediaset, trasmetterà la quasi totalità dei match di Champions League (104) e sarà ospitata, a valle di un’intesa con Telecom Italia, all’interno del Timbox di Timvision. «È un accordo di cui siamo soddisfatti che si basa su minimo garantito più revenue sharing ma conta la nostra idea di portare Infinity su tutti i device per aumentare al massimo i potenziali utenti». Da qui la stima degli oltre 100 milioni di pubblicità da prodotto legato al calcio, all’interno di un mercato che ne vale oltre 150.

Il piano di espansione internazionale

L’incontro di Pier Silvio Berlusconi con la stampa è stata anche l’occasione per parlare del progetto internazionale che partirà con lo spostamento della sede in Olanda «alla fine di settembre», che ha avuto la strada spianata dall’accordo tombale con Vivendi , «Il nostro progetto è forte perché di una semplicità estrema: pensiamo che per sopravvivere bisogna crescere di dimensione e noi vogliamo farlo nel nostro core business unendo le forze con 1-2 altri broadcaster europei per trovare efficienze ma anche aumentare i ricavi». Certo, per il vicepresidente e ad Mediaset «il progetto originario di Mfe era più pratico e perdere due anni tra avvocati è un peccato». Sul fatto che questo percorso internazionale possa partire dall'integrazione di Mediaset Espana, Pier Silvio Berlusconi non si sbilancia: «Abbiamo più di una opzione per partire con il nostro progetto Mfe, ovvio che la Spagna farà parte del progetto».

Il nodo Prosiebensat

Oltreconfine resta da capire anche cosa vorrà fare il gruppo sul fronte tedesco, dove si trova a essere primo azionista non particolarmente gradito di Prosiebensat1 Media. Lettura, quest’ultima, sulla quale il vicepresidente e ad punta inizialmente a sforzare i toni – «In Germania non è vero che non ci vogliono: un manager innanzi tutto difende il suo lavoro e la sua competenza. Siamo disponibili ad aiutare, siamo azionisti a lungo termine, è presto per parlare» – per poi però andare dritto al punto: «Prosieben è fatta da 3 business diversi: broadcasting, dating e consumer. Sugli ultimi due non do giudizi ma mi auguro che creino valore, sulla parte broadcasting ho la certezza che crei valore. Ma non vogliamo forzare la mano, non abbiamo fretta, pronti a parlarne a confrontarci. A un certo punto inizieremo a parlare con i soci e porteremo un nostro progetto».

La Coppa Italia su Mediaset

E intanto anche la Coppa Italia sbarca a Cologno. Sarà infatti trasmessa su Mediaset, come deciso dall’assemblea della Lega Serie A che ha assegnato infatti i diritti tv per il prossimo triennio della Coppa Italia e della Supercoppa alla tv del Biscione, che ha offerto 48,2 milioni di euro in media a stagione. Superata quindi la proposta della Rai, che manterrà invece solo i diritti tv radiofonici per 400mila euro a stagione. Complessivamente, quindi, la Serie A incasserà 48,6 milioni in media annui, con una crescita del 27% rispetto al 2018/21 (35 milioni) e più che raddoppiata rispetto al 2015/18 (22 milioni): una crescita probabilmente legata al nuovo bando e al nuovo format

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