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Mediaset corre a Piazza Affari, occhi su prossime mosse in querelle con Vivendi

Il titolo torna sui livelli di giugno, accelera anche Mediaset Espana a Madrid. Il mercato si attende ora che il Biscione si sieda al tavolo delle trattative con i francesi

di Stefania Arcudi

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(REUTERS)

Il titolo torna sui livelli di giugno, accelera anche Mediaset Espana a Madrid. Il mercato si attende ora che il Biscione si sieda al tavolo delle trattative con i francesi


2' di lettura

Dopo avere guadagnato giovedì più del 5%, Mediaset continua a correre a Piazza Affari e, con un rialzo di circa nove punti, torna ai livelli di inizio giugno e fa nettamente meglio del FTSE MIB e dell'All Share, dopo che la Corte Ue ha stabilito che la decisione della Agcom, derivante dalla legge Gasparri che impedisce a Vivendi di acquisire il 28% di Mediaset, è contraria al diritto europeo. Il gruppo francese aveva fatto ricorso al Tar del Lazio contro la decisione di Agcom, che aveva posto un limite ai suoi diritti di voto al 10%. Il Tar aveva quindi richiesto alla Corte di Giustizia di esprimersi sul caso. Continua a correre anche Mediaset Espana, in rialzo di oltre otto punti a Madrid.

Il mercato si attende ora che il Biscione si sieda al tavolo delle trattative con i francesi per risolvere una querelle che dura ormai da anni. Secondo Il Sole 24 Ore, gli scenari potrebbero essere diversi: Agcom, che si riunirà il 9 settembre, potrebbe annullare la propria delibera del 2017 oppure potrebbe essere il Tar a bocciare la delibera di Agcom e Mediaset potrebbe ricorrere al Consiglio di Stato. Il Parlamento dovrebbe comunque intervenire sulla legge Gasparri, perché contraria al diritto europeo. Come sottolineano gli analisti di Equita, «la decisione della Corte di Giustizia europea permetterà a Vivendi di tornare a votare con l'intera sua quota del 28,8% nelle assemblee straordinarie di Mediaset, di fatto decidendo sulle operazioni straordinarie della società. Questo nuovo scenario dovrebbe accelerare una negoziazione fra le parti».

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Inoltre, Mediaset ha sottolineato che se cadessero i vincoli di convergenza fra Tlc e media, valuterà ogni opportunità nel settore Tlc, a partire dalla rete unica in fase di definizione. «L'obiettivo potrebbe quindi essere Tim, ma non è chiaro come possa essere realizzata una convergenza fra le due società o se l'idea sia creare del business integrato», scrivono gli analisti, secondo cui «sul titolo si potrebbe creare dell'appeal speculativo se Fininvest, che ne controlla il 46% dei diritti di voto, decidesse di voler salire fino al 50% o se Vivendi volesse aumentare la propria quota, lanciando un'opa sul titolo, ma comunque non potrebbe arrivare al controllo della società».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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