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Mediaset fa il rientro nel calcio pay, Champions League anche in streaming

Il Biscione trasmetterà 104 match: in gioco Infinity oppure Mediaset Play. Operazione del valore 40-45 milioni compresi i diritti per le partite free

di Andrea Biondi

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(ANSA)

Il Biscione trasmetterà 104 match: in gioco Infinity oppure Mediaset Play. Operazione del valore 40-45 milioni compresi i diritti per le partite free


3' di lettura

La Champions League riserva un’altra sorpresa oltre all’ingresso di Amazon per il prossimo triennio. A partire dalla prossima stagione, infatti, Mediaset non solo conferma la vocazione free nel calcio europeo, ma farà anche ritorno al pay in una formula rivisitata.

A quanto riferito da Radiocor, vanno verso Sky e Mediaset i pacchetti più consistenti dei diritti audiovisivi per trasmettere la Champions League 2021-24. La competizione, come detto, vedrà anche l’esordio di Amazon – con la sua piattaforma Amazon Prime Video – con i 16 migliori match del mercoledì e la Supercoppa europea. Nel contempo per Sky ci sarebbero i diritti a pagamento su tutti gli altri match, al netto di quelli Prime, per un totale di 121 partite annue. Dal canto suo Mediaset avrebbe ottenuto l'esclusiva in chiaro della migliore partita del martedì, e quindi 16 match, e per la finalissima oltre a poter trasmettere – e questa è la vera grande novità – in streaming gli altri 104 match (da cui restano esclusi quelli trasmessi da Prime).

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Va usato il condizionale mancando l’ufficialità e con le parti trincerate dietro il no comment, a eccezione di Amazon che ha già comunicato il suo pacchetto in esclusiva (secondo i rumors per circa 80 milioni a stagione). Ma non si prevedono colpi di scena.

Riguardo a Mediaset ci sono così due certezze. La prima sono le 17 partite free che saranno trasmesse evidentemente su Canale 5, la rete ammiraglia, come accade anche oggi che la Champions è esclusiva di Sky la quale però condivide i diritti in chiaro di alcune partite proprio con Mediaset da due anni a questa parte, dopo un primo anno di sharing con la Rai.

La seconda certezza è che con le 104 partite in streaming Mediaset rimette i piedi nel calcio pay. Un ritorno sul luogo del delitto, considerando come si è conclusa l’avventura di Mediaset Premium i cui strascichi sono ancora evidenti nella tenzone fra il gruppo di Cologno e Vivendi, nata dal rifiuto del socio francese di dar seguito al contratto vincolante di acquisto della piattaforma. Quello fu l’inizio di un muro contro muro sul quale al momento non si vedono spiragli

Quella Premium ripudiata dai francesi fu però poi acquisita – nella parte piattaforma e non in quella editoriale – da una Sky intenzionata a farsi spazio anche nel digitale terrestre. Di quel deal resta tuttavia un’eredità indigesta per la media company di casa Comcast: la decisione dell’Antitrust, confermata dal Consiglio di Stato, che ha vietato a Sky le esclusive Iptv fino al 2022. È evidente che l’acquisizione da parte di Mediaset del pacchetto streaming, per 104 partite che saranno anche trasmesse da Sky, trova i suoi presupporti in questo divieto, con un Biscione che rientra nel calcio pay pur se da una porta differente: con quella modalità Ott che da Netflix in giù promette di cambiare le regole del gioco su Tv e contenuti.

Sul “dove” questi match saranno trasmessi ci sono varie possibilità. Ed è facile che Mediaset non si sbilancerà subito. La soluzione potrebbe venire da Mediaset Play o anche Infinity (che però è una piattaforma dedicata gli amanti del cinema). Oppure attraverso un nuovo brand. La tecnologia oggi permette di attivare anche nuove piattaforme di distribuzione in tempi rapidi e con costi ridotti. E a questo va aggiunto che il costo, a quanto risulta al Sole 24 Ore, sarebbe in una forbice fra i 40 e i 45 milioni annui fra free e pay: tale quindi da poter garantire una certa libertà di manovra. Anche qui: non è escluso che sulla trattativa sulla cifra abbia influito il fatto che Mediaset abbia “biddato” anche per i diritti in chiaro, su cui la Uefa pone particolare attenzione mirando all’interesse degli investitori pubblicitari.

Di sicuro c’è che le 104 partite in più andranno in streaming e con un’offerta pay speculare a quella di Sky e che per questo si troverà in diretta competizione. Qui sarà interessante valutare il pricing con una Mediaset che di certo punterà a prezzi vantaggiosi dovendo veicolare attraverso il meno dispendioso (in termini di costi a monte) streaming. È chiaro però che la scommessa di Mediaset si intreccia con quella della stessa Sky che punta sulla “user experience” fatta di fibra e di uno Sky Q in grado di far transitare i clienti fra app e tv senza necessità di cambiare piattaforma e telecomandi. Su questo, come sui contenuti alternativi al calcio si basa gran parte della sfida prossima di Sky.

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