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Mediaset offre 2,77 euro a Bolloré. E Kretinsky bussa a Cologno

Braccio di ferro tra i legali: l’accordo sul prezzo cancellerebbe il contenzioso. Peninsula di nuovo pronta a coprire il recesso - Il Biscione punta al 20% di Prosiebensat

di Carlo Festa e Antonella Olivieri


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(REUTERS)

3' di lettura

Mediaset non esclude di salire al 20% di Prosiebensat, mentre è ancora in corso la trattativa per raggiungere un “accordo tombale” con Vivendi e risolvere il contenzioso che sta ostacolando la nascita di Media for Europe. Le due partite potrebbero intrecciarsi.

Il direttore finanziario di Mediaset, Marco Giordani, a margine della conferenza TMT organizzata da Morgan Stanley a Barcellona, ha parlato di «mossa difensiva» a riguardo dell’aumento della quota nell’emittente tedesca (che è una public company), perché il Biscione col suo 15,1% dispone di «una minoranza di blocco» che permette di «dire a tutti che non possono fare quello che vogliono» con il gruppo. «Siamo liberi di muoverci facilmente tra il 15 e il 20% se ce ne fosse bisogno, ma detto ciò non ci sono piani di lanciare un’Opa», ha spiegato Giordani ribadendo che non si tratta di una mossa ostile.

Il negoziato con Vivendi
Quanto al negoziato con Vivendi (al tavolo si è aggiunto anche Andrea Di Porto per Fininvest), il cfo ha detto che «Mediaset cercherà di facilitare una soluzione» perchè «ci sono investitori che non sono disponibili a entrare in una società dove c’è un contenzioso». A quanto risulta, la trattativa per la quale il giudice di Milano Elena Riva Crugnola ha dato tempo fino al 21 novembre è ancora in fase di braccio di ferro sul nodo del prezzo. Bolloré - come riferito da «Il Sole-24Ore» - era partito dalla disponibilità a uscire dal capitale del Biscione, in tutto o in parte (comunque mantenendo al massimo una quota del 10%, per evitare problemi regolamentari), ma senza perderci, chiedendo quindi 3,7 euro per azione.

I paletti di Mediaset
Mediaset però non è disposta ad andare oltre i 2,77 euro del recesso, al quale Vivendi non ha aderito. La differenza però oggi sarebbe che a 2,77 euro si arriverebbe chiudendo il contenzioso su Premium - per il quale Mediaset e Fininvest sono arrivate a reclamare 3 miliardi di risarcimento - e le cause per lo scippo di contenuti da parte di Dailymotion (che fa parte del gruppo transalpino) che, complessivamente valgono 240 milioni. Se Bollorè - che per Vivendi ha sempre l’ultima parola - accettasse la proposta, si rifarebbe l’assemblea Mediaset - emendando lo statuto della holding olandese nelle parti “censurate” dal giudice troppo mirate in versione anti-francesi - e si riaprirebbe il recesso, il cui prezzo - essendo che si tratta della media delle quotazioni degli ultimi sei mesi - non sarebbe molto distante dai 2,77 euro originari (oggi il Biscione quota 2,67 euro).

Le mosse del fondo Peninsula
Il fondo Peninsula sarebbe disponibile a riaprire l’ombrello per assorbire la quota di Vivendi, ma non è detto che servirebbe tutto il miliardo messo a disposizione qualche settimana fa. Perchè a quel punto potrebbero esserci altri investitori - nuovi o vecchi - interessati a entrare. Chi potrebbe essere interessato è anche il magnate ceco Daniel Kretinsky, che peraltro è appena entrato nel capitale di Prosiebensat con una quota di poco superiore al 4% e che, a quanto risulta a «Il Sole-24Ore», si sarebbe già fatto avanti con Mediaset chiedendo un incontro. Se invece non si raggiungesse un accordo con Vivendi, l’assemblea di Mediaset Italia dovrebbe essere rifatta ugualmente per superare la probabile sospensione della delibera impugnata dai francesi, Simon fiduciaria che detiene per conto di Vivendi quasi il 20% non sarebbe ammessa a votare e ripasserebbe la fusione con la holding di Amsterdam con statuto emendato. Resterebbe la sospensione dell’assemblea di fusione di Mediaset España, contro la quale il Biscione ha fatto appello e in quella sede verrebbe segnalata la revisione dello statuto di Media for Europe, un progetto che in ogni caso Cologno vuole condurre in porto. Questo scenario trascinerebbe però il contenzioso con Vivendi, che da tre anni sta condizionando le mosse del Biscione.

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