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Mediaset, fondi divisi sul riassetto: Iss dice no, Glass Lewis favorevole

I proxy advisor si esprimono in vista dell'assemblea chiamata a votare sulla fusione cross-border con Mediaset España nella nuova holding MediaForEurope

di A. Fontana e P. Paronetto


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Mediaset, Iss invita a votare no al riassetto

2' di lettura

Proxy advisor divisi sul riassetto del gruppo Mediaset. Due dei principali consulenti dei fondi di investimento esprimono infatti pareri opposti sull'atteggiamento che gli investitori dovranno tenere nelle assemblee del prossimo 4 settembre, chiamate ad esprimersi sull'operazione, che prevede la fusione della società italiana e della controllata spagnola Mediaset España nella nuova holding olandese MediaForEurope. Da una parte, infatti, Iss consiglia di votare "no", puntando il dito contro l'introduzione del voto maggiorato, dall'altra Glass Lewis si concentra sulle ragioni strategiche del riassetto, giudicandolo positivamente.

In un report inviato ai clienti, e consultato da Radiocor, Iss scrive infatti che «il piano di fusione solleva preoccupazioni significative in termini di governance», dato che «ridurrebbe i diritti degli azionisti di minoranza».

Il riassetto prevede infatti l’introduzione del voto maggiorato per gli azionisti «"edeli", una soluzione che, scrive Iss, «aiuterà probabilmente l’azionista di riferimento Fininvest a mantenere il controllo sul gruppo». Gli esperti ricordano, a tal proposito, che tre consiglieri indipendenti eletti dalla lista di minoranza hanno votato contro la fusione. Nel merito, tuttavia, Iss riconosce che l’operazione ha «una motivazione strategica ragionevole», anche se «c’è qualche dubbio sul raggiungimento delle sinergie» previste.

Glass Lewis, d'altra parte, esprime parere favorevole, notando che le
motivazioni dell'operazione, nonché le sinergie previste dal cda, «non appaiono irragionevoli dal punto di vista strategico». Gli esperti si dicono quindi convinti che ci siano «motivi sufficiente perché gli investitori sostengano» l'operazione e raccomandano «agli azionisti di votare a favore di questa proposta».

Pur criticando la scarsa trasparenza di alcune fasi del processo decisionale che hanno portato al lancio dell'operazione, Glass Lewis conclude infatti di non aver identificato «nessuna preoccupazione rilevante dal punto di vista strategico o quantitativo».

Il nodo Vivendi possibile appiglio per trading speculativo
Gli esperti sottolineano tuttavia che «le azioni di Mediaset Espana trattano considerevolmente al di sotto del valore implicito» riconosciuto nell'ambito del riassetto: il mercato sembrerebbe quindi assegnare all'operazione basse probabilità di successo. «In assenza di altre informazioni - scrive Glass Lewis - pensiamo che questa circostanza rifletta la presenza di Vivendi nell'azionariato. Sebbene non sia chiaro come Vivendi intenda votare e se cercherà di sabotare l'operazione - aggiungono gli esperti - vale la pena ricordare che la sua quota in Mediaset, pari a circa il 29% del capitale, e lo scontro di lunga data con la società potrebbero avere un ruolo rilevante nel trading speculativo
in merito all'operazione». Glass Lewis, in ogni caso, non ritiene che «questo rappresenti un motivo sufficiente percheé gli investitori respingano l'operazione».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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