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Mediaset sotto riflettori, pubblicità in recupero nel secondo semestre ma titolo cala

L'Ad Pier Silvio Berlusconi ha dato aggiornamenti sull'andamento e le strategie del gruppo. La società ha reso noto di attendersi una crescita del 4% della raccolta pubblicitaria nel secondo semestre, con un +6-7% negli ultimi due mesi

di Paolo Paronetto

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(IMAGOECONOMICA)

L'Ad Pier Silvio Berlusconi ha dato aggiornamenti sull'andamento e le strategie del gruppo. La società ha reso noto di attendersi una crescita del 4% della raccolta pubblicitaria nel secondo semestre, con un +6-7% negli ultimi due mesi


2' di lettura

Mediaset sotto i riflettori a Piazza Affari dopo le indicazioni fornite dall'Ad Pier Silvio Berlusconi sull'andamento e le strategie del gruppo. I titoli di Biscione hanno limitato i ribassi attorno ai due punti, sostanzialmente in linea con la Borsa milanese, dopo un tracollo iniziale che li aveva portati in asta di volatilità con una flessione di oltre il 9%. La società ha reso noto di attendersi una crescita del 4% della raccolta pubblicitaria nel secondo semestre, con un +6-7% negli ultimi due mesi. «Si tratta di un'indicazione forte - commentano gli analisti di Equita - riteniamo dovuta alla concentrazione negli ultimi mesi alla concentrazione dei budget non spesi nel corso dell'anno dagli investitori pubblicitari». Sull'intero anno, secondo gli esperti, «la pubblicità quindi chiuderebbe in calo del 10-11% contro il -13% da noi stimato (-14% per il consensus)».

In un'intervista al Corriere della Sera, poi, Berlusconi ha annunciato che il gruppo potrà chiudere il 2020 «addirittura con un utile importante, forse sorprendete», grazie anche al miglioramento «di oltre 260 milioni» delle «previsioni del budget costi». Equita nota quindi che le stime sull'intero 2020 «potrebbero essere incrementate in misura significativa circa di 50-60 milioni a livello di ebit e circa del 30-35% a livello di utile netto», mentre «sui risultati 2021 andrà verificato il trend della pubblicità a inizio anno. Il broker stima un livello di raccolta del 7% inferiore ai livelli 2019.

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In attesa di superare i contenziosi con Vivendi, Berlusconi ha poi ribadito la volontà di creare «il polo paneuropeo della tv gratuita» e di essere stato contattato da «tv da altri Stati europei» e anche da «un grande player dagli Stati Uniti» per possibili partnership. A breve, intanto, la società sarà impegnata nell'asta per i diritti della Serie A. Un dossier su cui gli analisti di Banca Akros raccomandano di non «buttare via soldi». Gli esperti ricordano che secondo le indiscrezioni Mediaset avrebbe pagato 45 milioni l'anno per un pacchetto di partite di Champions League, cifra in linea con le stime. Quanto alla Serie A, gli analisti si dicono convinti che Mediaset non «spenderà grandi cifre vista la sua offerta solo in chiaro», sottolineando inoltre che anche Sky «sta rivedendo le proprie spese per contenuti».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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