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Mediaset, il Tribunale di Milano rigetta l’appello di Vivendi

Il Tribunale civile di Milano ha respinto il ricorso di Vivendi che aveva impugnato la sentenza dello stesso tribunale che a febbraio aveva dato il via libera all’operazione Mfe di Mediaset

di Andrea Biondi

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Il Tribunale civile di Milano ha respinto il ricorso di Vivendi che aveva impugnato la sentenza dello stesso tribunale che a febbraio aveva dato il via libera all’operazione Mfe di Mediaset


2' di lettura

Il Tribunale civile di Milano ha respinto il ricorso di Vivendi che aveva impugnato la sentenza dello stesso tribunale che a febbraio aveva dato il via libera all’operazione Mfe di Mediaset. È quanto si apprende da fonti finanziarie.

La sentenza era in qualche modo attesa e un ribaltamento del giudizio di primo grado, anche se non escluso, era dato alla vigilia come molto difficile. Attesa invece c’è per l’esito del contenzioso in Spagna. Lì il progetto Media For Europe (Mfe) – la holding in cui Mediaset punta a fondere le attività italiane e spagnole confidando in futuro in un’entrata in partita anche della tedesca Prosiebensat – è bloccato e la questione sarà affrontata il 1° luglio.

La conferma del primo grado

Riguardo alla sentenza odierna del Tribunale di Milano, i giudici hanno sposato le conclusioni della giudice Elena Riva Crugnola che in primo grado ha deciso sulla querelle fra il Gruppo di Cologno e il socio “scomodo” francese. E lo ha fatto rigettando le richieste, da parte di Vivendi e di Simon Fiduciaria, di sospensione cautelare sull’operazione Mfe.

Danno calcolabile

Fra i vari punti della sentenza di primo grado, per la giudice da una parte ci sarebbe un danno calcolabile e risarcibile in capo a Vivendi mentre dall’altro, per Mediaset, sarebbe stato da considerare «irreparabile» lo stop al progetto. Da qui il via libera. Confermato dal Tribunale civile di Milano.

Il peso della delibera di modifica

Nel dispositivo si legge come una premessa della decisione sia nel fatto che a essere giudicata «non è soltanto la Delibera di Fusione, ma anche la Delibera di Modifica, con la quale sono state introdotte modificazioni allo statuto di MFE che hanno eliminato le clausole maggiormente invise a Vivendi e Simonfid (Simon Fiduciaria che detiene la parte di azioni Mediaset in capo a Vivendi eccedente il 10%, come da dettami del Tusmar, ndr).

Diritti “non azzerati”

In questo quadro «quanto ai diritti di cui Vivendi e Simonfid lamentano la perdita a seguito della Fusione, va considerato che, contrariamente a quanto da esse sostenuto, essi non sono certamente “azzerati”. Esse, infatti, in quando soci di minoranza, potranno fruire delle relative tutele previste dall’ordinamento olandese».

Il competitor Vivendi

In generale infine in un altro punto il Tribunale mette in evidenza come l’ottica di Vivendi sia quella di un competitor rispetto a Mediaset. «Ne consegue – si legge – che, valutata la posizione delle due società in un'ottica di sviluppo del business, è facile riconoscere che Vivendi ben può trovare funzionali ai suoi amplissimi interessi strategie di limitazione e compressione dell'attività di Mediaset».

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