GLI EFFETTI DELL’ECOTASSA

Mediatori della mobilità, professione strategica

di Gennaro Speranza


2' di lettura

Negli ultimi anni una nuova figura professionale è salita alla ribalta nel settore del noleggio a lungo termine. È il mobility broker, ovvero colui che funge da intermediario nella fornitura di soluzioni di mobilità, ed in particolare di noleggio a lungo termine. Con l’apertura sempre più importante del mercato del noleggio alle Pmi, ai professionisti e soprattutto ai privati, poi, le opportunità per questa figura sono cresciute molto e continueranno a crescere, considerato proprio l’enorme potenziale – ancora tutto da esplorare – del segmento dei privati.

Il ruolo del mobility broker assumerà dunque nei prossimi anni un’importanza sempre più strategica, perché il mercato dei privati è un universo frammentato che richiede un contatto capillare e che, considerato il bacino d’utenza molto grande, ovviamente fa gola agli attori del business del noleggio. Attori che, con modalità differenti (ad esempio con accordi di monomandato o plurimandato), oggi si servono sempre più di intermediari commerciali esterni per procacciare nuovi clienti. In questo contesto, centrale è la competenza di questi venditori professionisti, che devono garantire professionalità e offrire un ritorno in termini di volumi, redditività, qualità del servizio e fidelizzazione della clientela. «I broker oggi sono figure sempre più formate, spesso parte di strutture organizzate e che dispongono di sedi fisiche per proporre i loro prodotti», spiega William Cancelli, amministratore delegato di Wifinance Autorent. «Il loro ruolo – aggiunge – si è evoluto nel tempo: oggi spesso integrano le soluzioni messe a disposizione dai noleggiatori con prodotti differenziati e di propria emanazione, come ad esempio servizi di gestione dei veicoli o servizi di assistenza e logistica. Sono diventati, in un certo senso, una società di noleggio nella società di noleggio».

Ma quanti sono i mobility broker del noleggio a lungo termine che operano nel nostro Paese? Difficile ipotizzare un numero realistico anche se, secondo alcune stime, non dovrebbe superare il migliaio. «Questo numero, però, sta crescendo per effetto delle opportunità offerte dal mercato e del travaso verso questa professione da parte di alcune figure commerciali, dai noleggiatori stessi fino a coloro che provengono da settori attigui (come il ramo finanziario o quello assicurativo)», dice Luca De Pace, amministratore delegato di Consecution Group. I canali attraverso cui operano sono ovviamente quelli tradizionali “fisici”, fatti di presenza e prossimità sul territorio. «Ma da alcuni anni – aggiunge De Pace – si è affiancato e consolidato anche il canale digital (fatto di attività web based, device IoT, canali social ecc.), anche per sviluppare modalità di vendite più appetibili alle nuove generazioni».

Come evolverà in futuro questa professione? «Molto dipenderà, oltre che dal mercato, sicuramente dal rapporto tra noleggiatori e broker, in particolare dalle strategie commerciali delle prime – sostiene Iacopo Chelazzi, consigliere delegato di Notess – ma anche dai broker stessi, dalla loro capacità di fare rete, dall’ambizione di innalzare la qualità professionale e di essere riconosciuti come punti di riferimento consulenziali nei confronti dei clienti».

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