RETAIL

Mediaworld inaugura a Milano il primo Tech Village

Rinnovato grazie all’intervento dell’architetto Fabio Novembre offre ai clienti e un’esperienza full immersion nella tecnologia, con sezioni dedicate a tutti gli ambiti dell’elettronica, aree per formazione, eventi e intrattenimento

di Paola Guidi

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Rinnovato grazie all’intervento dell’architetto Fabio Novembre offre ai clienti e un’esperienza full immersion nella tecnologia, con sezioni dedicate a tutti gli ambiti dell’elettronica, aree per formazione, eventi e intrattenimento


3' di lettura

Il primo Tech Village al mondo del gigante MediaMarktSaturn Retail Group, è italiano, ha aperto i battenti mercoledì 15 luglio, a Milano sul grande crocevia di Viale Certosa-Viale Renato Serra, totalmente rinnovato grazie all’intervento dell'architetto Fabio Novembre. Non solo un aggiornamento degli spazi per l’hi tech domestico e professionale, spazi peraltro molto ampi, di ben 11mila mq su tre piani, ma soprattutto un modello che verrà replicato dal big tedesco in tutta Europa poiché rappresenta il totale cambiamento del Gruppo dopo la crisi causata dal coronavirus, con una ripartenza che ha preso avvio proprio oggi dall'Italia e da Milano.

L’impatto esterno del volume-contenitore, la classica mega-scatola del retail che segna da diversi decenni il panorama urbano della circonvallazione di Milano, si dissolve. smaterializzandosi in una sorta di grandiosa scultura luminosa dove Novembre ha voluto enfatizzare non solo e non tanto il vistoso marchio di Mediaworld, quanto i suoi colori più luminosi, il bianco e il rosso, di straordinario impatto. E che avrà un ulteriore forza di attrazione quando verrà installato un gigantesco schermo ad angolo. Ancora più forte il cambiamento degli interni, che ha completamente rivoluzionato la struttura fisica e di comunicazione degli spazi di esposizione e vendita.

«Il vertice del Gruppo, in Germania – ha spiegato a Real Estate Guido Monferrini, Ceo Italia&EuropeExecutive Vp del Gruppo – ha approvato in pieno poiché l’Italia rappresenta dopo la Germania il secondo mercato con i suoi 118 punti vendita. E perché siamo riusciti a trasmettere il valore di questo nostro nuovo format, unico al mondo, quale centro di experience poliedrico e adatto alle nuove abitudini d’acquisto».

MediaMarktSaturn Retail Group, controllata insieme a Fnac e Darty, dalla holding Ceconomy, nata dalla scissione del big del grossismo alimentare Metro AG, nei due rami di attività, elettronica di consumo e food, ha già investito in Italia 30 milioni di euro per il rinnovo della società italiana e altri ne investirà il prossimo anno.Ceconomy, che ha approvato – e adottato su base europea – il piano di rinnovo del retail predisposto dal management italiano, ha attraversato, ancor prima del crollo delle vendite e soprattutto in Germania, un periodo di devastante crisi, con defenestrazioni di Ceo, perdite in borsa e una prolungata carenza di strategie soprattutto nell'e-ommerce.

Con il recente arrivo di oltre 2,2 miliardi euro da parte della banca di investimenti, una sorta di IRI tedesca, la KFW, del governo tedesco, Ceconomy e la controllata MediaMarktSaturn, hanno avviato, partendo dall’Italia, un nuovo percorso che segnerà profondamente il modo di esporre e vendere dell'intero comparto della tecnologia domestica creando una rivoluzione alla quale dovranno adeguarsi catene e gruppi europei per ristabilire un rapporto on e offline con il mercato e far fronte all’aggressivo dumping di Amazon.

L’intervento sull'architettura degli interni di Fabio Novembre è un’autentica rottura con il passato. «Ho voluto – ha detto Novembre – creare una grande piazza, con i portici, e con gallerie dove i brand più prestigiosi in vere e proprie boutique offrono una atmosfera di incontro personalizzato con il cliente. Ho ricreato un’accessibilità immediata ai prodotti, portandoli ad un’altezza comune di 120 cm, lavorando su un'infografica tridimensionale e semplificando il più possibile il layout». Del vecchio punto vendita dove si ammassavano prodotti, offerte, cartelli, in un caos di materiali e colori non è rimasto più nulla e la stessa palette dei colori è estremamente ridotta; unica aggiunta il legno.Sul tetto, una grandiosa area verde, secondo una tendenza ormai mondiale che i big del retail, persino quello dei discount, stanno adottando, nobilitando edifici spesso banali, con orti, giardini e spazi che attraggono clienti e passanti.

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