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Giorgetti: «Chi va più dal medico di base?». Ma il 74% degli italiani ci va almeno una volta all’anno


Medici: firmato il contratto dopo 10 anni: aumenti medi di 200 euro al mese

3' di lettura

«Nei prossimi 5 anni mancheranno 45mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti. Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su Internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito». È vero, come dice Giorgetti al Meeting di Rimini che il medico di base è una professione che rischia l’estinzione nel prossimo futuro?

Quanta gente frequenta lo studio del medico di famiglia
Stando all’Istat, in media il 74% delle persone da 15 anni in poi fa ricorso al medico di famiglia almeno una volta all’anno (con una media di 1,2 contatti l’anno) ma si sale al 90,9% se si considerano solo gli ultrasessantacinquenni . Allo specialista si è rivolto invece il 54% degli individui da 15 anni in su e il 67,2% degli over 65.

Quanti sono i medici di base e quanti saranno nei prossimi 10 anni
Secondo la Fimmg (Federazione medici di medicina generale) e Anaao (sindacato dei medici dirigenti) tra 5 anni, a causa dei pensionamenti previsti e del mancato bilanciamento di nuove assunzioni, mancheranno all’appello 45 mila medici, tra specialisti e medici di famiglia. Una forbice che si prevede si allargherà ancora di più nei prossimi anni: nel 2028, infatti, dovrebbero andare in pensione 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri, per un totale di 80.676 unità.

Quanti sono oggi i medici di famiglia in rapporto agli abitanti
Confrontando i dati sui medici in Italia con quelle degli altri paesi europei, nel complesso sembrerebbe non esserci una carenza di personale medico. Secondo i dati 2016 (gli ultimi disponibili), l’Italia è in linea con gli altri sistemi del continente: il numero di medici generalisti per 100mila abitanti (89,2) è inferiore a quello registrato in altri grandi paesi europei come Germania (97,8) e soprattutto Francia (152,9), ma rimane sensibilmente superiore a quello osservato in Regno Unito (76,4) e Spagna (74,7). Discorso differente per quanto riguarda i medici specialisti – per cui l’Italia (306,1) risulta tra i paesi a più alta densità di professionisti in Europa, non lontano dalla Germania (320,9) .

Popolazione medica con età elevata
Tuttavia, a preoccupare è l’anzianità della popolazione medica e la distribuzione sul territorio. Secondo Eurostat l’Italia è il Paese d’Europa dove i camici bianchi hanno l’età media più alta, l’unico che supera i 50 anni d’età. Inoltre, tra il 2011 e il 2017 il Ssn ha perso più di 4mila unità e l’età media è passata da 51,0 a 52,9 anni. Ciò che più preoccupa, tuttavia, è l’avvicinamento alla pensione del gruppo più folto di professionisti, i circa 25mila medici che quest’anno hanno tra i 62 e i 66 anni, nonché gli ulteriori 22mila che hanno tra i 57 e i 61 anni. Quota 100 sta accelerando il congedo di questa parte di lavoratori: di fronte a pensionamenti così numerosi nel breve-medio periodo, difficilmente sarà possibile sostenere il fabbisogno di personale senza interventi straordinari sui flussi in ingresso.

L’invecchiamento della popolazione
I medici, dal canto loro, fanno notare che l’aumento dell’età della popolazione italiana renderà necessario un rafforzamento della rete dei medici di famiglia. «La rete della medicina di famiglia, con la sua prossimità al paziente, ricoprirà sempre più un ruolo primario nella sanità pubblica, sopratutto nella gestione delle cronicità in un paese (l’Italia) che vede costantemente innalzarsi l’età media» sottolinea Silvestro Scotti, Segretario Generale della Fimmg.

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