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Medici cubani in Calabria, Ferrara (M5S): «la Regione li sfrutta». Occhiuto: «Nessuna violazione»

Un gruppo di europarlamentari, gli spagnoli Javier Nart, Jordi Cañas e Leopoldo López, insieme alla grillina Laura Ferrara, attacca pesantemente l’accordo siglato dalla Regione Calabria con Cuba per l'arrivo di 497 medici dall'isola caraibica a supporto della sanità calabrese

di Donata Marrazzo

2' di lettura

«Uno scandalo vergognoso». Un gruppo di europarlamentari, gli spagnoli Javier Nart, Jordi Cañas e Leopoldo López, insieme alla grillina Laura Ferrara, attacca pesantemente l’accordo siglato dalla Regione Calabria con Cuba per l'arrivo di 497 medici dall'isola caraibica a supporto della sanità calabrese. Parlano di sfruttamento e di schiavitù in una lettera inviata al governatore Roberto Occhiuto che non più di due mesi fa ha reclutato specialisti cubani per fronteggiare le gravi carenze del sistema sanitario regionale, in primis la mancanza di personale.

Arrivano i medici cubani

Fra un paio di settimane ne arriveranno 55: «Verranno destinati agli ospedali della provincia di Reggio Calabria. Gli altri medici saranno integrati successivamente a seconda delle necessità», dichiara il presidente Occhiuto, che da alcuni mesi è anche commissario alla Sanità. Un incarico che il governatore ha assunto dopo 12 anni di rovinoso commissariamento.

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L'accordo tra la Regione Calabria e Cuba

In base all'accordo sottoscritto con la Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos, per ogni medico cubano è previsto un budget mensile di 4.700 euro: «Gli importi per i servizi forniti da ciascun professionista saranno corrisposti dalla Regione Calabria alla Csmc», si legge nel documento. L'ente anticiperà a ciascun specialista 1200 euro come rimborso forfettario e in più le spese per l'alloggio e per i viaggi. I restanti 3.500 euro saranno versati direttamente alla società commerciale cubana che aprirà, peraltro, una sede a Catanzaro, da cui opererà come società di lavoro interinale. Dunque, sarà il governo di Cuba a intascare la differenza? In questo caso, come scrivono gli europarlamentari, si tratterebbe di sfruttamento e di «una chiara violazione di diritti umani», come da precedenti risoluzioni del Parlamento europeo. Molti degli specialisti, si legge ancora nella lettera indirizzata a Occhiuto, «appartengono alle forze armate, costretti ad arruolarsi per le condizioni di povertà in cui vivono nel loro paese. Il governo trattiene la quota maggiore del loro stipendio».

La polemica sui compensi “cubani” e le assunzioni (mancate)

«Non è esattamente così – controbatte Roberto Occhiuto – delle somme versate a Cuba, una percentuale spetta sempre ai medici. Quanto, di certo, non possiamo essere noi a stabilirlo. Gli accordi transnazionali con organizzazioni mediche cubane non sono una novità. Non ci sarà alcuna violazione dei diritti umani né alcuna forma di schiavitù», aggiunge il governatore, accusando l'eurodeputata grillina di essersi esposta solo per fare «lotta politica».«Alla sanità calabrese servono soluzioni strutturali e non “tappabuchi” che legalizzano di fatto il caporalato», insiste Ferrara. Ma la polemica viene alimentata anche a livello locale: l'Ordine dei medici della Calabria solleva dubbi sulla competenze degli specialisti cubani, esprimendo «forti perplessità in merito alle garanzie di qualità nell'assistenza che verrà fornita da questi operatori sanitari stranieri». E chiede concorsi per assunzioni a tempo indeterminato.

Occhiuto: «Presto nuovi concorsi»

«Il modello sanitario cubano è fra i più apprezzati al mondo – risponde Occhiuto – Finora i concorsi per reclutare medici in Calabria sono andati deserti e gli incarichi a tempo indeterminato rifiutati. Faremo nuovi concorsi, è chiaro, l'assunzione dei medici cubani è un fatto transitorio che garantisce però l'erogazione dei servizi sanitari».

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