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Medici cubani nell’«hub della mafia»: il Times fa infuriare la Calabria

Il titolo del quotidiano inglese, poi cambiato rispetto a una prima versione, scatena le proteste. Il Governatore calabrese Roberto Occhiuto: «Pronto a denunciare»

di Donata Marrazzo

2' di lettura

La Calabria? Un hub della mafia che assume medici cubani perché quelli italiani evitano la regione. Così il Times ha titolato un articolo online a firma di Tom Kington, a proposito dei 497 specialisti reclutati nell'isola caraibica dal governatore Roberto Occhiuto, a seguito di un accordo siglato con la Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos, per tamponare le gravi sofferenze del sistema sanitario e sopperire alla mancanza di personale: finora tutti i bandi indetti dalla Regione sono andati deserti.

Il titolo del Times ha scatenato un putiferio. Ed è stato subito rettificato: non più “Mafia hub hires cuban doctors as italy’s medics shun region”, come era riportato in prima battuta sul sito del quotidiano britannico, bensì “Cuban doctors replace medics who shun Italian region's mafia-riddled hospitals”, ovvero “I medici cubani sostituiscono i medici che evitano gli ospedali mafiosi della regione italiana”. Sotto un primo piano del presidente Occhiuto.

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In tanti hanno contestato al giornalista le espressioni utilizzate, inappropriate e cariche di stereotipi. Kington si è scusato su Tweeter: «Sono totalmente d'accordo. Il titolo è stato cambiato», ha scritto. Una modifica che in realtà ha mutato poco la sostanza del messaggio e l'indignazione è continuata a montare. «È sconcertante. Siamo stanchi – ha immediatamente commentato il governatore Roberto Occhiuto – di questi luoghi comuni. Sono pronto a denunciare il giornale britannico».

A “ispirare” il servizio del giornalista inglese, molte dichiarazioni dell'ex commissario ad acta Massimo Scura, rinviato a giudizio per i presunti bilanci falsificati della Asp di Cosenza: Scura ha guidato la sanità calabrese dal 2015 al 2018. Né prima di lui, tanto meno durante la sua gestione, e, a dire il vero, nemmeno dopo, la situazione ha registrato il seppur minimo miglioramento (basti ricordare l'inutilità dell'operato dal generale Saverio Cotticelli che non sapeva di dover redigere il piano Covid, o quella di Guido Longo, ex prefetto di Vibo Valentia, “licenziato” in tronco dal consiglio dei ministri): disavanzo oltre i 100 milioni di euro, presidi chiusi, due asp sciolte per mafia, livelli di assistenza sotto la soglia minima e una mobilità passiva verso gli ospedali del Nord da 300 milioni di euro.

Con la nomina di Roberto Occhiuto, dopo 12 anni di commissariamento del governo nazionale, la sanità è tornata in mano alla Regione. È obiettivamente presto per valutarne l'operato. I 497 medici cubani che saranno integrati in strutture e presidi a partire dal mese di settembre sono un rimedio estremo. «Temporaneo», sottolinea il governatore. Una mossa che non piace nemmeno ai sindacati. Ma che, considerata la complessa situazione della sanità calabrese, compresa la «burocrazia soffocante, i dirigenti locali incompetenti nominati dalla politica e la corruzione», come scrive Kington, non basta a bollare tutta la Calabria come hub della mafia.

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