il progetto di assistenza psicologica

Medici e infermieri nella morsa burn out, pronte le task force dell’Inail

Al via l’iniziativa nazionale per l’attivazione dei servizi di supporto psicologico da remoto per gli operatori sanitari

di Marco Rogari

(ANSA)

2' di lettura

Sono in prima linea nella battaglia del secolo. E sono tra i lavoratori a maggiore rischio di esposizione al Coronavirus. Ma, oltre a mettere a repentaglio le loro vite come purtroppo dimostrano gli oltre 100 “caduti” sul campo, corrono anche il serio pericolo di pagare un prezzo altissimo in termini di stress psico-fisico, costantemente acuito da molteplici fattori: dalla paura di essere contagiati e di contagiare i propri familiari al contatto diretto con la morte fino al mutamento degli aspetti organizzativi legati al lavoro e alla crescente difficoltà nel bilanciare la vita lavorativa con quella privata.

È il fronte vasto che comprende gli operatori sanitari degli ospedali e delle ambulanze, il personale di pronto soccorso, quello dei dipartimenti di prevenzione e dei servizi epidemiologici così come quello delle Residenze sanitarie assistite (Rsa), i medici di famiglia, i pediatri, gli assistenti sociali e domiciliari e i volontari. Tutti eroi ai nostri occhi, ma resi pericolosamente vulnerabili sotto il profilo psicologico dalla battaglia contro il virus.

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Le task force dell’Inail
Proprio per non lasciarli soli e dotarli degli strumenti necessari per tutelarsi e tutelarli il più possibile sul sito dell'Inail è pronta a scattare l'iniziativa nazionale per l’attivazione dei servizi di supporto psicologico da remoto per gli operatori sanitari. Che, in collaborazione con l'Ordine nazionale degli psicologi, poggia sulla diffusione di indicazioni procedurali e di strumenti utili per gli interventi individuali sul territorio. A cominciare dalla nascita, a livello locale, di task force di psicologi nelle strutture sanitarie e di strumenti di supporto per gli stessi psicologi impegnati nei servizi di assistenza resi disponibili sempre sul sito dall'Inail.

Il rischio di “burn-out”
Secondo gli studi effettuati fino ad oggi, il prolungarsi dell'emergenza sanitaria può far crescere pressione e paura nel personale sanitario. E può sconfinare nel “burn-out”, la sindrome derivante da stress cronico, non adeguatamente gestito, sul posto di lavoro, che si traduce in un impoverimento delle energie e in aumento della distanza mentale e dei sentimenti negativi nei confronti del lavoro e degli altri. Proprio la prevenzione del “burn-out” rappresenta il cuore dell'iniziativa messa a punto da Inail, con il contributo del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi, e che ora, con l’arrivo a breve dell’ok del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza Covid-19, diventerà operativa.

Il “pacchetto-assistenza”
Oltre alle indicazioni procedurali per l’attivazione di task force territoriali di psicologi nelle strutture sanitarie, il pacchetto prevede una scheda per il triage psicologico per raccogliere le informazioni utili a impostare un primo colloquio psicologico e monitorare nel tempo le situazioni dell'utenza dei servizi, favorendo le più critiche. Questa scheda è accompagnata da una guida di supporto alla compilazione. Attraverso questo materiale gli psicologi potranno avvalersi di un'informativa completa e aggiornata nel tempo. Non manca una casella di posta elettronica dedicata con l’obiettivo di supportare gli psicologi e avere un monitoraggio in tempo reale dei servizi attivati.

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