il rientro in classe

Medici a scuola, la Toscana fa da apripista e arruola anche specializzandi e pensionati

Le Asl offriranno loro un contratto libero professionale per la durata di tutto l'anno scolastico. Si punta ad assicurare la più larga copertura alle esigenze di sicurezza sanitaria delle 460 istituzioni scolastiche della Regione

di Barbara Gobbi

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(ANSA)

Le Asl offriranno loro un contratto libero professionale per la durata di tutto l'anno scolastico. Si punta ad assicurare la più larga copertura alle esigenze di sicurezza sanitaria delle 460 istituzioni scolastiche della Regione


2' di lettura

Medici attivi, ma anche specializzandi e pensionati arruolati con contratti libero professionali per la durata di tutto l'anno scolastico. Le Asl della Toscana dovranno ricercare - e stilare una lista entro il 30 settembre - dottori da dedicare alle attività sanitarie previste dai protocolli del ministero dell'Istruzione in vista dell'apertura dell'anno scolastico in tempo di Covid.

L’ordinanza della Toscana

Lo stabilisce una nuova ordinanza fresca di firma del presidente della Regione Toscana con cui sarà possibile acquisire un quadro delle risorse professionali disponibili. Il provvedimento punta ad “assicurare la più larga copertura alle esigenze di sicurezza sanitaria delle 460 istituzioni scolastiche toscane con i loro 2600 plessi”. E l'obiettivo dichiarato è anche quello di lavorare alla ricostruzione di uno specifico sistema di sanità scolastico, che negli anni scorsi è stato smantellato.A entrare nel dettaglio dei contenuti è Carlo Tomassini, a capo della direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione. “Potranno fare domanda – spiega - tutti i medici laureati, anche non specialisti. Quindi è molto ampia la fascia di interessati. La possibilità di assunzione è possibile grazie alla normativa vigente e tenendo conto delle attività previste dalle linee guida ministeriali”.

Non si sa ancora quanti medici serviranno
Ma una stima esatta del fabbisogno è ancora in itinere: “Quello che è certo – spiega Tomassini - è che i dipartimenti di prevenzione così come in tutta Italia devono essere potenziati e di specialisti in Igiene in questo momento non ce ne sono, nonostante siano stati arruolati anche molti specializzandi dell'ultimo anno. E' anche un'incognita il numero di colleghi che presenteranno domanda anche se abbiamo allargato, per queste funzioni, a medici laureati ma non specializzati e a medici in quiescenza. Il numero – avvisa il dirigente - potrebbe essere variabile ma anche molto elevato, nell'ordine di molte decine o anche di qualche centinaio. Lo scopriremo solo dopo la valutazione che stiamo facendo”.

I compiti dei medici scolastici

I compiti che attendono questi medici sono quelli previsti da protocolli che stanno per essere validati. Sono lavori di coordinamento e di rete, di supervisione delle misure di prevenzione e di valutazione dell'adesione ai comportamenti organizzativi, ma anche compiti di valutazione epidemiologica, oltre che di possibili interventi anche di tipo diagnostico sui vari scenari.La Toscana punta quindi al ripristino della medicina scolastica, cancellata anni fa per tagliare i costi? “Non si tratta di questo – spiega ancora Tomassini - anche perché per le fasce d'età più basse c'è un'ottima e molto competente presenza della pediatria di famiglia. Sicuramente una maggiore presenza dei dipartimenti di prevenzione nell'ambiente scolastico in sinergia e una forte collaborazione con in referenti scolastici è molto importante in questa fase e – aggiunge - anche in prospettiva, in un'ottica di contenimento delle malattie infettive”.


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